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[Volume primo. Parte seconda.]
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Reslava da ordinär Candia, isola po-polatissima, nemica della imova signoria,e troppo amplia per essere conceduta adun solo femlatario. I Genovesi aveanolen-tato di comperarla dal inarchese di Mon -ferrato e la bramavano per loro. Incita-rono e ajnlarono un Arrigo contedi Malta ,ina 1’ impresa ando a vuoto. Gli abitantidell’isola si sollevarono, e si dovette pen-sare ad assicurarla dai pericoli esternicome degl’interiori. Si ridusse a coloniafeudale e mililare de’ cavalieri tratti daimaggiorenti, de’fanti tratti dal popolo.Niun d’essi perdeva il diritto di ciltadinoveneziano . Si rispelld il ceto nobile delpaese e lo si fece partecipe del reggi-mento; rispettossi un’ antiea colonia diSaraceni ivi stabilifa. Capo del governoera un duca eletto dal maggior consigliodi Venezia .

A’ lempi di Pietro Ziani si combatfe co’Padovani la guerra causala da 1 la festatrivigiana detta il Castel d’amore (V. Bebe),e due altre guerre .co’Genovesi , d’unadelle quali fu pretesto il patronato ch’en-trambe le repubbliche avevano d’una cliie-sa, ma in effetto, la reciproca gelosia.

]Non e al eerto epoca piü importantenella storia d’ ltalia, che il regno di Fe-derico 11 imperatore, nella quäle la loltasorta fra il saeerdozio e 1' impero fu lun-ga', sanguinosa, esiziale pel paese poicheconcitö le discordie cittadine. In queltrameslio di passioni , in quella violenzadi fatti, Venezia , ricca, potente, signoradel connnercio, perulilitä propria destreg-giava con tutti, ma quando F’ederico feceuccidere Pietro Tiepolo, podestä di Mila-no, collegossi col pontefice, con Pisa , conGenova cd altre cittä italiane contro l’iin-peratore, e ai collegali form soldatcschee danaro. Il doge stesso Jacopo Tiepolo ,recatosi all’assedio di Ferrara , espugnüquella cittä, consegnolla al pontefice e viistitui un veneto magistrato col titolo divisdomino per esercitare giurisdizionesopra i sudditi della repubblica.

Pacifico fu il ducato di Marino Moro-sini; ma quando sotto quello di RanieriZeno fu bandita la croce contro Eccellinoda Romano, i Veneziani pugnarono viril-mente insieme cogli alleati per distrug-gere questo feudatario dell’ impero.

Mentre perö essi attendevano alle cosed’ltalia, sovrasfavano loro grandi scia-gure in Oriente. Giovanni Vataze, signoredi una parle dell’Asia , tentö la fortunadell’ armi contro i Latini, e fu respinto.Non cosi Michele Paleologo , uomo illustre,

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che riuni in se tutla la potenza de’Grecinell’Asia. S’impadroni egli di Costantino-poli 1’anuo 1202 mettendo in Riga l’impe-ratore lialdovino II. 1 soli Veneziani gli siopposero; chiesero ajuto agli altri credentidella fede rotnaua, ma tutti furouo sordi.Anzi i Genovesi coadjuvarono il Paleolo-go , onde ne venne co’ primi nuova, cru-delissima guerra. Dopo varia fortuna iVeneziani vinsero i Genovesi nelle acquedi Trapani . 11 Paleologo trattö di paceco’ Veneziani ; le condizioni furono perquesti onorevoli ed utili:ebbero privilegjconsiderabilissimi pel conimercio; conser-varono la parte importante della conqui-sta, le isole e i porti.

Per quello spetta al governo della re-pubblica )ie’teinpi de’quali diseorriamo,e a sapere che molte magistrature furonocreate per fomentare 1’ ambizione de’no-bili e preparare cosi la mutazione di cuidiremo in appresso. Si rese anche piücomplicata la elezione del doge e si ri-formö Io slatuto.

Mentre Venezia possedeva tante terrein Oriente, laute forze navali, sterminatericehezze, civiltä crescentc, di pochissimoterritorio era padrona in ltalia. Colla per-dita di Costantinopoli si mutarono lecondizioni della sua politica esterna;perconservarsi, dovette volgere le forze sulconlinente italiano , dovette proseguire lalolta coll’emula del Mediterraneo, e ledue grandi sorelle Genova e Venezia , con-tinnarono una lolta di sterminio.

Era poi di grandissima importanza peiVeneziani il mantenere la supremazia sul-l’Adriatico , perche dalla sicurezza e po-destä del medesimo dipendeva , per lainassima parle, la signoria del cotnmer-cio dell’ ltalia superiore e di tutto quellod’Alemagna . Imponevano gabelle agli Staticonfinanli, che voleano partecipare a que-sto commercio; combattevano coloro cheper la posizione potevano muovere gelo-sia. Cosi sotto al ducato di Lorenzo Tie-polo si combatterono e si vinsero i ßo-lognesi; si accetto la dedizione di Cervia .Sotto a quello di Jacopo Conlarini,si vin-sero gli Anconitani; s’acquistarono Almis-sa in Dahnazia e Montona in Islria; sidomo Capodistria . Nell’ altro di GiovanniDandolo, si combatterono i Triestini e ilpatriarca d’Aquileja.

Ma ben piü gravi avvenimenti succe-dettero a’ teuipi di Pietro Gradenigo (1289-1310). Durava ancora l’ordinamentodell’aristocrazia elettiva, ma il popolo nonintieramente escluso dal maggior consi-