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late al tempo delle turbolenze cagionatedalla congiura di ßajainonte Tiepolo. L’am-basciata spedita a Elemente V in Avi-gnone ottenne la rivocazione deü’ inter-detto scagliato in occasione della guerradi Ferrara . Nuova ribellione scoppiö inCandia e fu d’ uopo impiegare la forzaper riprislinarvi la tranquillitä. Parianoalcuni cronisti di uno scontro de’ Vene-ziani cogli Inglesi ne’mari di Fiandra, edicono avere i prinii riportato viltoria. No-tano falti d’armi co’ Genovesi per vendi-care cerle piraterie seguite nel mar Nero ,e dicono Giustiniano Giustiniani avernefatta rappresaglia assalendo la coloniagenovese in Galata . Parinno ancora diuna trama ordita da Giovanni Querini edue Barozzi: fu sventata, e i rei perironodi morte infame.
Intanto una potenza ignota per lo ad-dietro cominciava a farsi conoscere e mi-nacciare la civiltä europea di nuova bar-barie, vogliamo dire i Turchi. Allorcheqnesti eransi rafforzati in Bilinia , papaGiovanni XXII, il re di Francia , F impe-ratore di Costantinopoli e la signoria ve-neta si collegarono insieme. Per la mortedel pontefice la guerra non ebbe luogo.Ma una guerra importante s’ incominciöaltrove sotto al doge Francesco Dandolo,la quäle fu semente di grande mutazionenella politica veneziana. Mutate eranole sorti de’ vicini, inutandosi le repub-bliche in signorie assolule. Scaligeri inVerona , Carraresi in Padova , Caminesi,Collalto e Tempesta in Treviso combatte-vano fra loro con alterna fortuna. Mar-tino e Alberto Scaligeri signori delle mar-che veronesa e trivigiana, collegati colpalriarca d’ Aquileja , offesero il commer-cio de’Veneziani . I quali, represso il pa-triarca, si collegarono co’Fiorentini, Vi-sconti, Estensi, Gonzaghi, Caminesi, comepure con uno straniero, il duca di Ca-rinzia, stipulando lo spartimento dellespoglie scaligeriane, e obbligandosi disomministrare alla lega 40,000 soldati co-scritti nella ci'ttä. Capitano della lega fuPietro de’Rossi, giä signore di Parma. GliScaligeri, prima fortunati, furono poivinti: Ceneda, Conegliano diedersi a Ve-nezia . Marsilio dei Carrara spedito nun-cio di pace alla repubblica dai signoriScaligeri , li tradi. Patteggiö coi Vene-ziani; premio della mancata fede fu lasignoria di Padova . Vinto Alberto dellaScala, fu falto prigione. Venezia ebbeTrevigi, e nuovi vantaggi pel commerciomediterranen. Trevigi fu la prima posses-
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sione grande dei Veneziani nel continented'Italiä .
E qui giova notare che i Veneziani ovincessero per forza , o i popoli si dedi-cassero a loro per volontä, in ogni casoconservavano infatti ai sudditi gli antichistatuli municipali, la procedura antica ci-vile e criminale , nonche il nome degliuffiziali antichi. I rettori delle cittä prin-cipali spediti dalla dominante aveano ilnome italiano di podestä j il capo dellemilizie quello di capitano; i privilegjdelle cittä erano conservati; il violarliera un caso di maestä, giudicalo dai dieci.Due corpi formavano ogni provincia: lacittä, rappresentata e governata dal con-siglio dei nobili, soggetto al podestä; ilterritorio diviso in diverse porzioni, edogni porzione in comuni diversi , che siunivano per formare la rappresentanzaterritoriale , soggetta al capitano. In al-cune ciitä, come a Trevigi, i popolarienlravano nel consiglio della cittä. Ognicittä, ogni territorio teneva i suoi nunzjnella metropoli che ne difendessero leragioni. Fermata T aristocrazia eredi-taria, i luoghi minori sceglievano unpatrono fra i nobili veneziani piü il-lustri ed insigniti delle maggiori dignitä.Il podestä veniva mutato, non ogni annocome i podestä forestieri chiamati dallecittä al reggimento, sibbene ogni sedicimesi; i rettori di terre trasmarine al piüogni trentadue mesi. Come gli antichi, ilpodestä conduceva seco giudici subalterniministri inferiori, servenli; ma ogni lussosoverchio era severamenle punito. Dellesentenze importanti si appellava ai ma-gistrati superiori della metropoli, all’ an-tica quarantia, che fu detta criminale, eall’^ltre due aggiunte dette civili. Nelleprovincie minori i due ufficj erano con-giunti. Le fortezze erano comandate daun magistrato detto provveditore, dipen-dente dal capitano della provincia. I bor-ghi principali erano governati da podestänobili veneziani, eletti dal maggior con-siglio di Venezia , o da nobili eletti dallecittä suddite, soggetti ai capi delle pro-vincie che aveano titolo di vicarj.
Notabile e il ducato di Bartolomeo Gra-denigo per nuova restrizione data all’au-toritä ducale, col torre al doge il diriltodi mandare gastaldi a governare le isoledelle lagune, e col sostituirvi rettorieletti dal maggior consiglio. Morto, glisuccedette Andrea Dandolo (1342), uornodi gran senno , amico a Francesco Pe-trarca e scrittore della miglior cronaca