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[Volume primo. Parte seconda.]
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veneziana che si abbia, la quäle posciaridusse anche in compendio. II suo go-verno fu contristato da quella peste cheinvase il mondo ed alla quäle dobbiamoil Decamerone di Giovanni Boccaccio .

La prima guerra dei Veneziani controi Turchi, giä impadronitisi della Bitinia e posli a cavaliere dei vacillante imperodi Romania , accadde a questi tempi. For-tunati per mare, i Veneziani furono scon-fitli in terra; uccisi Pietro Zeno e Mar-tino Zaccaria capitani loro, il legato apo-stolico, i capi dei collegati greci e latini.Trattarono di pace, e 1’ ebbero con pattionesti.

La rivalitä dei commercio riaccese Iaguerra coi Genovesi. Possedevano questiCaffa nella Crimea e pretendevano ditener chiuso ai Veneziani il mar Nero .

Seguirono rappresaglie reciproche , lenavi venete ali’altura di Negroponte pre-sero un gran convoglio nemico e vi fe-cero 1400 prigionieri: se ne vendicaronoi Genovesi con una scorreria nell’ isolastessa , ove ricuperarono la lor genle.Grande battaglia , sanguinosissima perambe le paiti e con dubbio successo ,segui dappoi nel Bosforo Tracio. I Geno-vesi che tenevan Pera, rinforzati daiTurchi assediärotio Coslantinopoli, e co-slrinsero ii greco imperatorea patti van-taggiosissimi pel loro commercio.

Venezia non tollerava le umiliazioni.Rinforzö la flotta e il suo generalissimoNicolö Pisani, lasciato 1' Arcipelago passöad unirsi agli Aragonesi alleali della re-pubblica, che solcavano le acque di Sar-degna. Genova intanto, preparate novelleforze, le fe’ uscire sotto il comando deigenerale Grimaldi, che inContratosi coglialleati fu dal Pisani compiutamente bat-tuto con perdita di 32 delle 43 galereche formavano la sua squadra. Questoavvenimento e le intestine discordie spar-sero in Genova tanto terrore, che gli abi-tanti, costrelti a cedere, piutlostoche do-mandare la pace si dedicarono a Gio-vanni Visconti arcivescovo e signore diMilano. Ciö nullameno Genova pose inmare ben presto una nuova flotta coman-data da Pagano Doria. Questi seppe de-ludere il generale Pisani, che in Sarde-gna ne attendeva 1’ uscita. Doria entröneli’Adriatico , scorse le coste della Dal-mazia e dell’ Istria, predö alcune navi ecomparxe minaccioso alla vista di Venezia ,quando Pisani lo slava ancora aspeltandonel Mediterraneo; avvertito poi dei suoerrore si diresse a piene vele verso la

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patria, ma i Genovesi ebbero tempo diuscire dal golfo senza essere molestati.

Pagano Doria avendo in seguito sor-presa 1’ armata veneta nel porto dellaSapienza presso Modone in Morea, laruppe e disfece , quindi la condusse aGenova prigioniera col suo generale Pi-sani. La repubblica dovette chieder lapace e la ottenne dal Visconti come si-gnore di Genova ; ma dessa non piacqueai Genovesi e fu istigazione per sotlrarsialla signoria dei Visconti.

Ma intanto che fuori succedevano taliavvenimenti, i Veneziani andavano in-contro ad un gravissimo pericolo e perpoco non sovrasfava loro la Sorte dellealtre citlä d’ Ilalia. Marino Falier , uomoricco e potente, e sebbene vecchissimo,pure giovane dell’animo, s’era piü voltedimostrato violento e immoderato. Podestäin Treviso per la repubblica, sehiaffeggiöin pubblico il vescovo. Fatto doge (1354),awenne che in un festino pubblico, Mi-chele Steno , giovane nobile, corteggiasseuna donzella , forse piü che nol conce-desse la maestä dei luogo, e preso ildoge da ira, lo fece cacciare. Un insultosi aperto dolse al giovane sopramodo , enel primo impeto della collera , uscitodella sala entrö in altra e scrisse sullasedia ducale parole ingiuriose contro aldoge, insultandolo nella parte piü deli-cala di vecchio, marito a donna giovane.Fu tradotto innanzi ai Quaranta , che ,avuto riguardo all’ etä dello Steno., e alsubilaneo errore venuto da un primomoto di collera , lo condannarono ad unesilio temporaneo e ad essere fustigatocon code di volpe. La sentenza non sod-disfece al doge, il quäle lo volea con-dannato nel capo. Accadde che in queltempo alcuni gentiluomini maltrattasserodei lavoratori nell’arsenale, che adontalisidelle offese, ebbero ricorso al doge. Ri-spose, non avere autoritä, egli stesso of-feso senza che fosse giusiamente vendi-cato. Ascoltö le parole di distruzione del-1’ ordine presente dei governo; si lasciö se-durredall’idea di farsi signore assoluloperla forza dei popolo. Col nipote e con altrigentiluomini ordi una trama, per la quälei congiurati doveano uccidere tulti i no-bili, chiamando principe il Faliero . Uncreato di Nicolö Leoni volle salvo il pa-trono; lo avverti non si recasse un cerlogiorno a consiglio. Insospettito il Leoni,ne informa i Dieci; la congiura e sco-perta , il Faliero decapitato come tradi-tore della palria, e falti perire di morte