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[Volume primo. Parte seconda.]
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infame i complici fra cai parecchi nobili

e molti popolari, ollre Filippo Calenda-

rio, insigne architetto e scultore di quei

tempi.

Tollo un tale pericolo, i nobili videroper la esperienza propria, la necessitä diallargarsi nel potere col limitare 1’ auto-ritä del doge e allontanarne il popoloper mantenere 1’ indipendenza dello Stato.

Nuove guerre cogli Ungheresi e coisignori da Carrara ebbero luogo solto iducati di Giovanni Gradenigo , di Gio-vanni Dolfino, di Lorenzo Celsi e di MarcoCorner. Francesco da Carrara fu vintoe chiese pace. Solto al ducato del Celsi fu notabile una ribellione in Candia, che,repressa, ha dato luogo a feste e tornei,niagniCcamente deseritli da FrancescoPetrarca . II Celsi, quando fu creato doge,combatteva contro ai Genovesi e vennefatto credere agli eleltori ch’ egli avessesconfitto il nemico. Ebbe la corona du-cale; ma quind’innauzi fu statuito nonpotessero gli elettori avere comunicazionifuori del conclave.

Elello nel 1367 Andrea Contarini , sicollegarono insieme tutti i nemiei deiVeneziani: i Genovesi, cioe, gli Unghe-resi, il patriarca d’Aquileja e i signorida Carrara . Fu la piu crudele di tuttele guerre che avessero mai avuto ; controsi numerosi e potenli neinici, VittorePisani, gran capitano, cittadino grandis-simo, fu vinto a Pola e per ciö ingiusta-mente carcerato; i nemiei si accostarono aVenezia, giunsero pressoa Chioggia,se neimpadronirono, minacciarono la cittä. Pa-re\a fosse per iscoccare F ultima ora dellarepubblica; ma il magnanimo AndreaContarini, F arditissimo capitano CarloZeno e il Pisani suddetto fatto escir diprigione dalle acclamazioni del popolo chein lui riponeva piena fiducia , sepperometlere in atto la volontä di tutti indi-stintamente i cittadini e ad estremo pe-ricolo fu opposto valore estremo. I Vene-ziani vinsero: trenta famiglie popolarisi assunsero alla nobiltä, si largheggia-rono favori a tutti. — Vedi Chioggia .

Liberata la capitale dall’imminente pe-ricolo che la stringeva si continuö laguerra piü largamente pel ricupero de-gli altri paesi. Pisani si porto in Istria,ove riconquistata la cittä principale mori.Intanto Trevigi, assalila dal Carrarese edagli Ungheri non poteva sostenersi. IVeneziani dovendo perdere quella piazzapreferirono di cederla al duca Leopoldo d’Austria e il Carrarese si ritirö. Ma dopo

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qualche tempo il duca stesso gliela con-cedette con un trattato. Ardeva ancoraco’ Genovesi la guerra: frappostosi Arne-deo di Savoja, detto il Conte Verde, fusegnata la pace in Torino , e pubblicataa’ primi di settembre del 1381.

La protezione da Francesco di Carrara accordata al cardinale d’Alan^on, che te-neva in commenda il patriarcato d’Aquileja ,fu origine di nuova guerra tra il signoredi Padova ed i Veneziani . Questi si col-legarono col Visconti e col marchese diEste, ma la pace di Pisa per cui Trevigie Ceneda tornarono in potere della repub-blica, mise fino alle ostilitä. Padova ri-mase al Visconti e fu poscia restituita al-l’antico padrone il signor di Carrara . Nelmedesimo tempo i Veneziani acquistaronoanche Argo, Durazzo , Napoli di Romania,Alessio, Scutari, Corfü nella Grecia : lecinque prime l'ebbero per cessione, l’ul-timo per dedizione. A grave danno sog-giacque il commercio loro allorquandoun’ orda di Tartari sorprese la Tana edistrusse affatto quel ricchissimo emporeode’ traffici veneziani . Poco dopo ebberol’ultima guerra co’Genovesi , nella quäleCarlo Zeno sconfisse il Boucicaut , chegovernava Genova pel re di Francia .

Eletto doge Michele Steno nel 1400, ilCarrarese impadronitosi di Verona , tentavadi prendere anche Vicenza ; questa chiesesoccorsi alla vedova di Gian Galeaz-zo Visconti, reggente in Milano , che nonpotendo prestarne, la esortö a dedicarsia Venezia , e adottato il consiglio, la re-pubblica prese possesso di quella cittä nel1404. Verso l’epoca stessa passarono aiVeneziani anche Belluno, Feltre ed altrepiazze, poi il Polesine tolto al marchesedi Ferrara, e per ultimo Padova e Tre-viso tolte ai Carraresi, che tradotti a Ve-nezia , processati da cinque Savj, e sen-tenziati dai Dieci, furono strozzati nellecarceri (V. Padova ). Inoltre ebbe in que-st’occasione la repubblica Verona , Bas-sano, Casalmaggiore, Brescello , Guastallaed altri paesi, e poco dopo, cioe nel 1413,tutto il Friuli compresa Gorizia e la partedell’Istria che apparteneva al patriarcatod’Aquileja .

Tommaso Mocenigo doge trovö lo Statoin Italia estendersi dall’Isonzo al Mincio,possedere le isole del mare Jonio e Can-dia, aver dominj in Morea, nell’Epiro. Levittorie ottenute da Pietro Loredano ri-pulsarono i Turchi: racquistarono Sebe-nico ed altre cittä della Dalmazia . La gran-dezza del commercio era tale che da una