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arringa del doge si conosce che il com-mercio coi soli Milanesi e Fiorentini met-teva in circolazione ogni anno un ca-pitale di dieci milioni di zecchini (piü checento milioni di franchi). La marineriamercantile noverava 5300 navi private;48 galee pubbliche che faceano e proteg-gevano il commercio; il numero de’ma-rinaj era di 36,000. Alle ciltä falte sud-dite si mantennero fedelmente le indu-strie loro; per qualche industria fu anziposposta la capitale, come per le saline,avendosi abbandonato quasi intieramentequelle ch’erauo nelle lagune dopo l’acqui-sto dell’Istria e della, Dalmazia . Il ducatodi Tommaso Mocenigo segna l’apogeo dellagrandezza veneziana . Dopo di lui rimasealcun tempo in bilico, quindi cominciöil suo scadimento. E si sarebbe forse evi-tato o ritardato, se alle parole di quelgran cittadino morente avessero i Vene-ziani badato, parole colle quali raccoman-dava non eleggessero doge Francesco Fo-scari, procuratore di S. Marco, giovane,irrequieto e superbo.
Quello che il Mocenigo profetö, avvenne.Il Foscari fu doge, e tosto la repubblicafu involta in nuove guerre. Non fu du-cato piü lungo e meno pacilico che quellodel Foscari; nön fu epoca piü sangui-nosa nella storia d’ltalia. Due repubbli-che, un principato, nelle ire loro, trasci-narono la maggior parte del paese. Fi-renze distrusse la libertä di Pisa, Vene-zia s’impadroni di Brescia, Bergamo , Crema;Filippo Maria Visconti, signoreggiava Ge-nova. Fiorentini e Veneziani erano colle-gati insieme; i Veneziani lasciarono ladifesa della libertä di Lucca ad un prin-cipe assoluto, il Visconti . Grandi uominidi guerra vissei'o: Francesco Bussone daCarmagnola, Francesco Sforza , Nicolö Pic-cinino, Erasmo Gattamelata da Narni ,Bartolomeo Colleoni da Bergamo , ed altrimolti; uomini valorosi, ma di nessunafede, che se e le soldatesche vendevanoa chi meglio pagava. Fu una lotta lunga;brevi paci: guerre che si riaccendevano;vittorie inique in terra ed in mare. Vinseper S. Marco il Carmagnola, a Macalö, ilsuo benefattore Visconti ; furono vinti iVeneziani sul Po ; vinsero poi, capitanatida Pietro Loredano, a Rapallo, i Genovesi che pugnavano pel Visconti . Furono vintiad Imola, avendo capitano generale il Gat-tamelata. I Veneziani vinsero a Brescia ,condotti da Francesco Barbaro ; vinsero aMaderno, sotto gl: ordini di Pietro Avo-garo e Paris da Lodrone; furono vinti a
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Salö avendo a’ servigj loro Taddeo daEste; vinsero a Trento, a Riva di Trento ;furono vinti e poi vinsero a Casalmaggiore.Distrussero un corsaro nel reame di Na-poli , onde ebbero un nemico nuovo, Al-fonso re di Napoli. Alle vittorie succede-vano le sconfitte; era un allernare di for-tuna, uno sciupio di sangue e di tesori;detrimento all’interesse vero della repub-blica e dell’Italia .
Oltre alle cittä della Lombardia , acqui-starono Ravenna ed altre cittä della Ro-magna, poi alcune cittä nella Macedonia ,cedute dai Turchi, co’quali s’era combat-tuto, come s’era pur combattuto col de-spota della Rascia.
Succeduto al Visconti Francesco Sforza suo genero altra guerra si accese tra essoe le repubblica, e questa, comunque sof-ferli avesse varj rovesci, oltenne paceonorevole per cui ricuperö il Brescianoed il Bergamasco , ed ebbe quäl nuovoacquisto la cittä di Como . Ma il ducavaloroso e potente, avendo eccitata laveneta gelosia, diede causa a due leghe,l’una di Venezia con Napoli, Savoja eMonferrato, F altra dello Sforza con Fi-renze, Genova e Mantova. La repubblica in questa nuova guerra fu poco felice ecolla pace perdelte la Ghiara d’Adda.
Iutanto un grande avvenimento com-pievasi pure in lontane regioni. I Turchigiä padroni delle due sponde del Bosfo-ro, assalirono Costanlinopoli con formi-dabile esercito comandato da Maometto II .Veneziani e Genovesi accorsero immanti-nenle a tentar d’ ovviare al grave peri-colo, ma invano. In un attacco generalel’imperatore Costantino Paleologo caddeestinto, e gl’infedeli entrarono in Bisan-zio il 29 maggio 4483, 1’ abbandonaronoal saccheggio, ne fecero miserando scem-pio e rovina. Il balio della repubblicaGirolamo Minotlo fu condannato a mor-te, e molti altri veneti provarono in va-rie crudeli forme il rigore degli Otto^inani. Turbamento profoudo sparse questanuova in Venezia : si prese il partito ditrattare col vincitore, e nel seguente anno1484 Bartolomeo Marcello reauce da Co-stantinopoli recö il trattato conchiuso conMaometto il giorno 18 aprile, che assi-curava la quiete e il commercio e man-teneva la repubblica nel dirilto di tenerein quella capitale un bailo per tutelarei suoi sudditi e le proprietä, nonche peramministrare ai medesimi la giustizia.
Due altri eventi funestarono ancora ilducato del Foscari , la morte eioe delCarmagnola e la deslituzione del doge.