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[Volume primo. Parte seconda.]
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Una battaglia perduta contro Sforza ePiccinino generali milanesi , e l’aver dap-poi trascurato di assecondare le opera-zioni della veneta arraata che solcava ilPo , sieche rimase vinta e distrutta, fu-rono causa che il generale Carmagnola cadesse presso la repubblica in sospettodi tradimento, fosse chiamato a Vene-zia , soltoposto a rigoroso processo e quin-di giustiziato.

Quanto poi al Foscari ed ai tragicicasi della sua famiglia, il leltore amicodella imparzialitä e desideroso d’un mi-nuto ragguaglio, consulti il lodato lavorodi Francesco Berlan , corredato di moltidocumenti inedili, che noi citiamo nellabibliografia. Perö a complemento di que-sto sommario giova avvertire che aspradiscordia fervea tra la famigiia del dogeFoscari e quella del celebre generale Pie-tro Loredano . I fautori di costui, chemolto influivano nel consiglio dei Dieci,ottennero che quel consesso con unastraordinaria giunta di 28 senatori adot-tasse la deliberazione 20 oltobre 1487, concui dichiarö che il doge, vecchio di 84anni ed infermiccio, non era piü atto asosienere le pubbliche eure e lo deposedalla sua dignitä. Degradato FrancescoFoscari , gli venne soslituito Pasquale Ma-lipiero, ed al suono della campana, an-nunzio della nuova elezione, fu il prituosovrapreso da tale angoscia, che all'in-domani era uscilo di vila.

Caduta Costantinopoü non restava piüda quella parte chi polesse far argine aiTurchi, ne allri contro cui avessero que-sti a rivolger le proprie anni se non iVeneziani, che in Dalmazia e in Moreaestendevano il loro impero, e qua e läper l’Arcipelago possedevano isole im-portanti. E difatti, espugnala Trebisonda,rivolse Maometto II nel 1469 centornilauomini conlro l’isola di Negroponte go-vernata da Paolo Erizzo. Invasa l’isola eslrelta d’assedio la capitale, vi aveva giäil sultano perduto inutilmente quaranta-mila uomini, ne sarebbe giunto a supe-rarla se Nicolö Canal, comandante laflotla veneta,non avesse lasciato esposta lapiazza a sempre nuovi attacchi, che daultimo astrinsero 1’ Erizzo a capitolare.Quest’eroe, che nel cedere avea doman-dato salva la testa, venne fatto segarvivo dal feroce conquistatore, che vollepur tolla di vita la figlia di lui Anna, laquäle avea saputo resislfere alle sue splen-dide seduzioni.

La perdita di Negroponte eccitö la re-

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pubblica a far lega contro il Turco convarie potenze d’ Italia ed anche col re diPersia, cui essa mandö fonditori di arti-glierie e bombardieri. Rolta la guerracon Maometto, il generalissimo PietroMocenigo , che fu poi doge, saccheggiöSattalia, Smirne e molti altri luoghi lungola costa dell’Asia minore; ma a ciö solosi limitarono i vantaggi di questa lega,che la guerra cogli Uttomani continuöfino al 1479, in cui fu eonchiusa la pacecon Maometto cedendogli Negroponte ealcune piazze di Morea ed Albania . Ave-vano i Turchi duranto quella guerra in-vaso e desolato anche miseramente laDalmazia e il Friuli .

L’Italia duranle il corso del secolo XVavea veduto stringersi di continuo e di-sfarsi alleanze, muoversi guerra fra loroe di tempo in tempo pacificarsi i suoiprincipi, eccitali o dall’interesse o dallagelosia. Non possiamo per certo tenerdietro a tutte le varie leghe di potentatiche andarono via via formandosi ne alleguerre che a quell’epoca imperversarononella penisola. Ci basti il dire come iVeneziani ora ad una ora ad altra colle-ganza si unirono e rispettar fecero learmi loro. In una di queste unioni ebberomotivo di dolersi di Ercole duca di Fer-rara, e contro lui mossero le armi nel1482. Quindi, non curando la scomunicascagliata conlro di essi dal papa Sisto IVerettosi a difensore del duca, prosegui-rono con energia la guerra, cui pose fineun iratlato merce il quäle rimase alla re-pubblica Rovigo col süo territorio.

Nuove terre ebbe ad acquistare Ve-nezia sotto il ducato di Agostino Barba-rigo, che vide nel 1489 unita agli StaliVeneti l’isola di Cipro, ceduta alla repub-blica dall'ultima regina Caterina Corner ,cui venne assegnata in feudo la cittä diAsolo (Vedi) nel Trivigiano con riccoappannaggio e spleudido servigio. NegliUltimi anni di questo secolo i Veneziani ebbero pure in Italia Rimini e Faenza ,indi nel 1496 Otranto, Brindisi, Trani ,Monopoli e Polignano , quäle pegno datoloro da Ferdinando d’ Aragona e da Fe-derico successore di lui Gliche fossero pa-gate le spese sostenute dalla repubblicapel ricupero del regno di Napoli dallearmi deiEYancesi calatiin Italia nel 1494.Nella seconda discesa dei Francesi con-dotti da Luigi XII , la repubblica si unicon loro e fugato il duca di Milano Lo-dovico Sforza detto il Moro, ebbe Cre-mona e tulto il territorio distendentesi