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[Volume primo. Parte seconda.]
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fino all’Adda, Crebbero ancora i posse-dimenti della repubblica alla morte delpapa Alessandro VI (1803), quando lecittä di Valdilamone, Forli e Cesena inRomagna, scosso i! giogo di Cesare Bor-gia , spontanee ad essa si diedero; siccliöVenezia a questo tempo equiparava inestensione territoriale ogni piü ampioStato d’Europa . A renderla perö rispet-tata e grande contribuivan non solo iriechi e vasli possedimenli ch’essa tenevain Italia, in Istria, in Dalmazia e lungole coste del mar Jonio , nell’Arcipelago enel Medilerraneo, ma eziandio la copiadelle ricchezze in lei derivate dal com-mercio atlivissiino. Prima infatti cheuna nuova strada ad esso aprisse Vasco‘ di Gama e altrove fosse diretlo dallescoperte falte negli Ultimi anni del se-; colo XV, Venezia era il centro, puö dir-■ si, di tutto il eommercio che facevasi trai l’Oriente e l’Europa . I suoi navigli an-| davano a levare dai porti di Siria e d’E-| gitto i prodotti non solo di queste regio-! ni, ma quelli pure dell’Asia interna edelle Indie lontane, e per la via dell’A-driatico le distribuiva alla Grecia , allaUngheria, alla Polonia, alla Germania ,| all’ltalia. Questa continua prosperitä ebbeperö a destare finalmente l’invidia di varjpotentati d’Europa . Unironsi dunque tutticoloro cui o timore o interesse faceanvedere di mal occhio il ben essere dellarepubblica, e primi quelli che vantar po-tevano un qualche diritto sulle terre daessa possedute. 11 papa, l’imperatore, il redi Francia , il re d’Aragona o spontaneiod eccitati da altri, si eollegarono consegreto trattato il 10 dicembre 1808 se-gnato a Cambrai , che appunto da questacittä ebbe il nome, e pose la repubblicasull’orlo della distruzione. A questa legasi unirono anche varj principi d’Italia . Laguerra cominciö per parte dei Francesi il16 aprile 1809, e la baltaglia di Ghiarad'Adda o d’Agnadello, perduta dai Vene-ziani, tolse loro Bergaino, Brescia , Pizzi-gheltone, Cremona, Crema, Peschiera ealtre piazze; i Pontificj occuparono i luo-ghi fortificati della Romagna ; il duca diFerrara e il marchese di Mantova ri-cuperarono le piazze che aveano giä pos-sedute; i porti della Puglia , abbandonativolontariamente dai Veneziani , tornaronoal re Ferdinando; Massimiliano invasedopo tutti gli altri confederati il F'riuli.Sieche aperto alle armi nemiche il con-tinente, e gli avanzi dell’esercito venezianofuggiti da Ghiara d’Adda trovandosi a

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Mestre sul margine delle lagune, la re-pubblica si limilö alla difesa della capi-tale e delle lagune medesime.

Ma iutanto l’indolenzä di Massimilianocambiö aspetto alle cose. Treviso non vo-lendo rieonoscere il commissario da luimandato, alzö il vessillo di S. Marco; Lui-gi XII, ottenuto quanto voleva, ripassö leAlpi, e il riacquisto di Padova e Legnagofatto dai Veneziani , mutö in meglio le coseloro. Invano l’imperatore con circa ottan-tamila uomini assediö Padova ; nell’asse-diata cittä il doge Leonardo Loredano man-dö i proprj figli e andarono a rinserrar-visi 200 giovani patrizj. Lasciata liberaPadova, ben presto Vicenza e molte piaz-ze del Friuli e dell’ Istria , giä occupatedalle armi imperiali, tornarono alla re-pubblica.

Se non che il pontefiee Giulio II , stac-catosi dalla lega poichä riebbe le cittä diRomagna ch’erano sotto il dominio dellarepubblica, cercö farsi mediatore tra es-sa e Massimiliano. Dalla lega toglievansipure altri potentati; il duca di Ferraraera incorso nella disgrazia del papa. Manon per questo tacevano le ostilitä, chöLuigi XII inanimava Massimiliano a te-ner fermo , il perchä i Veneziani dovet-tero da Verona ritirarsi fino a Padova .Trevigi si moströ inaccessibile alle armide’ collegati, mentre il duca di Brunswichinvadeva il Friuli per l’imperatore. Il reFerdinando di Aragona si staccö intantoanch’ esso dalla lega, e cogli ajuti suoie con quelli del papa pote Andrea Gritrti, benehä per poco (che Gastone di Foixle ripigliö per la Francia ), assediare eprendere Bergamo e Brescia , Massimiliano,mediatore il papa, segnöallora una treguadi dieci mesi colla repubblica. Rimastoquasi solo il re di Francia , prese bensicontro i Romano-Ispani, nel 1812, la cittädi Ravenna , ma vi perdette Gastone diFoix prode capitanö. Nuovi nemici susci-tati al re di Francia lo astrinsero per ul-timo a ripassare le Alpi , e poco dopo loindussero a far la pace colla repubblica,anzi ad unirsi con lei, attesa l’invasionedel Milanese operata da Massimiliano Sfor-za, figlio di Lodovico il Moro , ajutato da-gli Svizzeri. Se non che i Francesi , chedi nuovo calarono in Italia , sconfitti sottoNovara il 13 giugno 1813 , costrinserol’Alviano , generale della repubblica, a ri-tirarsi fino a Padova , nella quäle e nellavicina Trevigi, tornarono a chiudersi igiovani delle primarie famiglie, mentrele Campagne erano in balia delle armate