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pro BO,000 fanti, 2500 cavalli, 3000 gua-slalori e 100 cannoni. Due sole piazzeforii erano nell’isola, Nicosia e Famago-sta. La prima fn vinta; la seconda, con8000 uornini di guarnigione, comandatidall’ iutrepido Marcantonio Bragadino, fueroicamente difesa fino al 4 agosto 4571,in cui essa dovettecedere.il comandanleturco, rotta ogni fede, ordinö si trucidas-scro i primarj comandanti e ufliciali, evenisse scorticato vivo il Bragadino , cheimperlerrito sostenne il martirio. Intanlol’armata che i Veneziani aveano speditoa soccorrer Cipro sotto gli ordini di Se-basliano Venier, unitasi alle navi del papae a quelle del re di Spagna , compose unaflolta forte di circa 300 legni , coman-data da don Giovanni d’Austria , figlionaturale di Carlo V , ilotta la quäle il 7ottobre 4571 incontrö la turca (250 navi)all’ allura delle Curzolari presso il golfodi Lepanto. I Cristiani riporlarono la piüsplendida vittoria navale che registri lastoria, ma niun vanlaggio se ne ritrasse,imperciocche il 15 marzo 1573 slipulatasila pace colla Turcltia, quesla conservöCipro e solo restitui quanto aveva occu-pato in Albania e nella Dalmazia .
Nell'anno 1606 succedettero le famosequistioni col pontelice Paolo V , per lequali quel potentissimo ingegno del Sar-pi fu tolto alle scienze, in cui disse Ga-lileo non essere slato uomo maggiore diIui, per giltarlo nelle spinöse controversiedella canonica e della ragione di Stato. 1Veneziani furono sconiunicati dal papa ,ed anche in quesla come nelle altre di-screpanze con la corte di Roma , non fucausa delle scomuniche la religione, mala politica. Il senato protestö; molti fu-rono gli scritti d’ambe le parti; in finela fermezza del Senato , unita alla media-zione del re di Francia Enrico IV, indusseil pontefice a pacificarsi, e la scomunicavenne levata.
Morto Filippo, la sua politica oscura emalvagia cadde in mano d’ uornini inetti.Venezia sapeva quali disegni Spagna co-vasse sull’ltalia, e per questo nel 1617 sicongiunse col duca di Savoja contro gliSpagnuoli; fermataindi la pace nel 1618,fu tramata la famosa congiura che il Damcon altri melte in dubbio, ma confermatada Leopoido Rancke, il quäle narrö perfilo tutli gli avvenimenti, recö in lucedocunienti nuou, e dinioslrö il maneggiotenuto dalF Ossuna vicere di Napoli, dalToledo governatore spagnuolo di Milano e dal marchese di Bedmar, ambasciatore
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di Spagna in Venezia , i quali si servironodi tristi uornini, quasi tutti francesi, perannicliilare la repubblica . Fallito il colpo,la corte di Spagna disconfessö tutta latrama, e Venezia dovette contentarsi del-I’ essere salva.
Dobbiamo ora parlare della guerra piülunga che la repubblica abbia sostenuto,queila di Candia , durata ventiquattr'anni(1645-1669). I Turchi, che aveano spode-stato la repubblica dell’ isola di Cipro,vollem anche quest'altra, e l’ebbero. Vi-vranno perö eterni i nomi di TommasoMorosini, che con una sola nave valse adarreslare un’ intiera arniala turchesca,vinse, e restö morto sul cassero della navetrionfante; di Jacopo da Riva, cuinessunpericolo arrestö; di Leonardo Foscolo, diNicolö Marcello , di Lazzaro Mocenigo, edi tanti altri generosi.
A Francesco Morosini , guerriero forlis-simo, la sorle fu avversa. Stretta la cittadi Candia da lungo assedio, vilmente de-relitlo dagli alleati francesi capitanali dalduca di Navailles, dovette cederla al ne-mico. Egli perö non la cedelte quandoancora poteva difendersi, ma sibbenequando fu ridolla un cunmlo di rovine. Ipreliminari della pace venuero stabiliti dalui. Conseguenza della perdita di Candia fu il tracollo della repubblica, che faci-litö gli anlichi disegni de’ suoi vicini.Queila guerra le costö milioni d’oro ela vita di trentamila soldati; distrusse ilcominercio che ancor le ritnaneva; doinögli uornini e li fece desiderosi di pace.
11 Morosini, lornato a casa, ebbe asopportare gravissimo dolore. MarcantonioCorrer, avogadore del comune, sali laringhiera del Maggior Consiglio, accusöpubblicamente il Morosini colpevole del-l’aver ceduto Candia e stabilito i preli-minari della pace; domandö fosse spo-gliato dell’ulFizio di procuratore di S. Mar-co , e inquisito sulla sua condotta. Gio-vanni Sagredo si levö a difenderlo e vinse.II Morosini fu giuslificato; anzi nellaguerra che si riaccese col Turco fu elettocapitan generale (1684). In tre anni tolseai Turchi V isola di Santa Maura, poiPre-vesa, poi Corone e tutlo il Peloponneso .Si accusa il Morosini che, spintosi ad as-salire Atene , la quäle poi prese, non ab-bia rispettato il Parlenone, da chi nonconosce che cosa sia impeto guerrieroodio nazionale, vendetta trionfante. Pro-clamato doge nel mentre capitanava l’ar-mata, tenlö di sorprendere l’isola di Ne-groponle, ma l’irnpresa falli. Conquistata
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