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neulralitä, lc ollenne dai combatfenli lostesso lispello che le moslrarono al lempodella guerra per la successione di.Spagna .
Trantie uria conlroversia coli’ ülandaper le Iruffe di uu astulo mercante cheingannä un suo collega claude.se, nullas’ehbe d’imporiaote intorno alla melä delsec.olo passato. Siccome l'Olandu minae-ciava la guerra, si anno a stento unaflolta di olto vascelli, e parve miracoioin quel paese, dove per una guerra cogliimperatori greci s’avea polulo arniarecentogalee in cenio giorni. La controversiacoIl’Olanda non ebbe perö alcuna conse-guenza.
La repubbliea per mantenere la si-curezza del suo commercio impoverito ,pagava annua corrisponsione di danaro,come ailri Stali d’ Europa , alle nazionibarbaresche. Insolentirono. Nel 1768 ilcavaliere Giacomo Nani eondusse a buontennine le faccende con que’ di Tripoli .11 del di Tunisi pretendeva pur egli quellacorrisponsione, e danneggiava i Veneziani .L’annata preparataconlrol’ölanda si volseconlro Tunisi, capilano Angelo Emo , ilquäle, benebe nalo in miseri tempi, ebbealtezza d'ingegno, volonlä incrollabile,severita giusla, aniino generoso, braccioforle. Egli si occupö tosto alla riformadeU’armala e il suo genio l’ottennc. Laflolta veneta sotlo di lui riebbo qualchediritto al rispetto. Si recö a Tunisi , Lom-bardei Susa, Biserla e la Golelta, ma cidche sovratutto rese celebre LaminiraglioEino fu il bombardamento di Sfax (1784).Quella ciltä, la seconda della reggenza diTunisi e circondala da vastissimi bassifondi, che non perineltono L accesso anavigli di qualche porlata. L’Emo imma-ginö le famose galleggianti_, ch’erano com-poste di un quadrato falto di quattro pen-noni di nave, di quelli che ne’combatli-menti servono di scorta per supplire aibisogni. Il quadraloera empiulodaqnaltrolile di bolli vuole; un grosso assito locuopriva; ogni galleggiante portava uncannone di grosso calibro ed un obizzo.
I militi erano difesi da sacchi pieni disabbia sovrapposti l’uno aU’altro. Di nottesi conducevano sotto le mura della cittänemica trascinate da palischermi. Si get-tava I’äncora dei palischermi, e i tnarinajdi quesli col mezzo della fune dell’änco-ra, il cuicapoera in quella ntiova speciedi balteria, ü inovevauo. Si fece poi lapace coi barbareschi. Angelo Emo morivain elä i'resca, nella cittä di Malta (1792),chi dice di morte naturale, chi di violenta.
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[ Lodovico Manin , elello doge nel 1788,cinse il corno ducale sotto infausti au-spiej. Non andö guari che la rivoluzionedi Francia mise in sobbollimento tuttal’Europa. Il re di Sardegna proponevauna lega italiea per oppor resislenza altorrente che minacciava rovinar dalleAlpi. Venezia invece, frainmezzo all’uni-versale agilazione, persisteva lenace nelsuo sistema di neutralilä, sperando dirimanere illesa col non abbraceiaie aicunpartito, ma ciö fu appunto causa dellasua rovina. Vero e che ingrossando eav-vicinandosi la procella avea decretato nellaprimavera del 1784, siarmassero e guer-nissero le forlezze; ma insorsero toslogravi lagnanze , e tanto crebbero le op-posizioni che il decreto fu rivocato. Ilgenerale Bonaparte sceso dalle Alpi nel1793, erasi con una serie di viltorieinollralo rapidamenle obre 1’ Adda ele provincie della repubbliea divenivanoil teatro della guerra tra i Francesi egli Auslriaci. Il generale francese entröin Verona il l. u giugno 1796 e s'a-vanzö fmo a Legnago. L’ avvieinarsi delpericolo parve risvegliare il senato dalsuo letargo; impose ai provveditori del-F Islria e della Dalmazia di spedire aVenezia quanle truppe aveano disponi-bili; e diede ordine che rientrassero lullele navi qua e lä disperse, sollecitö i la-vori dell’arsenale e le forlificazioni dellelagune, stabil! nuove tasse per raccoglieredanaro, e<i eiesse alcuni patrizj per diri-gere colali provvedimenti.
Questo sviluppo di nazionale energia ,quanlunque tardo , indusse la Francia acercare F alleanza di Venezia ; ma essapersislelte nella sua neulralitä. Intantogli avveniinenti incalzavano: Wurmser ,Alvinzy e Provera erano stati respinti, ei Francesi, penetrati nel Friuli , s’impos-sessavano nella primavera del 1797 dellaforlezza di Palmanova . D’ altro cantoBergamo , Brescia e Crema, insorgendo ,eransi staccate dalla repubbliea di Vene-zia per uniisi alla Cisalpina. Invano fuspedita una deputazione a Bonaparle af-linclie le truppe francesi non mettesseroostacolo a risoggellare le insorte provin-cie: egli diede risposte evasive, e prete-se un miiione al niese pel mantenimentodell’ esercito. Inlanto gli abitanti delleCampagne e i montanari, affezionati allarepubbliea e forse da essa istigati anchein segrelo, presero le armi in varj punti:a Verona scoppiö una terribile moiu-zione il 17 apriie 1797 , e alcune cen-