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[Volume primo. Parte seconda.]
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loro insegne sulI’AcIriatico eponevanoas-sedio a Durazzo; allora i Veneziani , col-legati col greco imperatore Niceforo, glisconfissero sotto quella piazza, poi ripor-tarono dal loro aliealo nuove largizioni elicenze di stabilire colä fondachi e abita-zioni. ln appresso ebbero dallimperatoreAlessio piena sovranitä sulla Dalmazia ,che ricca di legnaine da costruzione som-ministrö ad essi il modo di accrescere laloro marina mercantile e mililare; ma ilsorgere delle repubbliehe italiane dopo lapaee di Loslanza fu cagione di languoreal commercio veneziano per la miserabilecondizione in cni trovossi di quel lemporilalia. Si ravvivö non perlanto al sorgeredelle Crociate pei motivi accennati nelle no-tizie storiche, ove notauimo la conquisla diCostantinopoli e le conseguenze di essaNon conlenli peiö i Veneziani della nuovastanza da e^si fermata in quella capitale,vollero aprirsi anrlie i tesori dell’ ultimoOriente, quindi risoluti di frequentare ilmar Nero , onde far giungere per quellavia le merci dell’ lndia in Europa , ordi-narono le cose in modo che le merci orien*tali recale fossern a Samarcanda, quindipel Caspio alle foci del Volga , di la nelDon e finalmenle alla Tana, ora Azof,nel quäl luogo, per trattaii conchiusi coiTariaii aveano stabilitu una muniiissimafalturia.

La diseesa degli Angioini introdussenella penisola il lusso della cavalleria, laquäle manlenulasi nella semplicitä del-1' originario costume fino aH'epoca delleCrociate, aveva assunlo di poi le splen-dide idee e Io sfarznso apparato con cuiCarlo conte d’Angiö e di Provenza , se-guito da nurnerosa corte , conquisla\anel 1262 il reame di Napoli sopra la casadi Svevia. Ai nuovi bisoyni niuno potevameglio suppliie che i Veneziani , i qualicoiuincialo avendo ad associare al com-mercio 1" iudustria manifalluriera, si ac-cingevano a visitare quegli stessi paesidonde le rare merci d Oriente venivonoloro rerate a Costantinopoli ed alla Ta-na. Conobbero quindi il Bengals, la Guz-zeratte dell’ Indoslan, Sumatra, Borneo ,Ceylon, e la Tibetana Sucor e il Siam , eAd.'ijar nel golfo di Persia e Socotra eollelene di Gobi ; videro le provincie cen-trali dell’ Asia , Badackhan ciue e Jcrken;visitarono Golconda, il Giappone e il liuodi Malabar; da tulli i quali luoghi tras-sero di prima mano aromati, medicinali,linture, incenso, calamina, diaspri, calce-donj, lapislazzuli, perle e diumanti; rare

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merci che spargevano essi soli con im-menso guadagno per tutta 1’ Europa , in-sieme con quelle tratte da Erzerum , Da-masco ed altri luoghi che lungo sarebbeil ridire. Ma per manlenere un cosi va-slo ed atlivo commercio non era diligen-za, non fatica, ne spesa cui pretermetles-sero quei repubblicani. Sette convoglimercantili salpavano annualmente da Ve-nezia , carichi di merci e di venete ma-nifatture; ed erano diretti, uno alla Ro-mania , uno alla Tana, un terzo per Tre-bisonda, l’allro per Cipro , un quinto perl’Arinenia;il sesto dovea visitare la Fra n-ria, P Ingliilterra, la Fiandra, la Spagna ,il Portogallo ; il seltimo finalmenle vol-geasi all’Egiito, toccando i porti di Bar-baria. Da queste diverse parli, a eui re-cavano vini squisiti , olj purissiini, uveappassite, droghe, tessuti di seta ed oro,cuoi dorali, gioje, legnami, ferro, armi ediverse allre manifalture , iraevano me-talli, pece, canape, lane gregge, panni,sele eruile, polvere d’oro, grani, gomme,pelIi di fiere, avorio, dalteri e cotone; inuna parola , il minor valore che ognunadi quelle navi recasse a Venezia ascen-deva a cento triila zecchini. Nfe minor eu-ra pone\ano nel commercio delle variespeeie di sale di cui a bassissimo prcz-zo, ma pure con loro vanlaggio, poteva-no prowedere tutta Itaüa ed altri luoghiancora; nel che in quel tempo non avea-no competilori. E Itiilo questo gran traf-fico faceano sempre per acqua, ond’ evi-tare i dislurbi eiie la rozzezza e la rapa-citä de signorolti cagionavano a cbi mer-canteggiava per terra. Lungo sarebbe loannoverare i mereati e le tiere istiluitedai Veneziani nella cittä e ne’ dinlorni,i consoli ehe tenevano negli scali stra-nieri, le magistralure, gli sfatuti e le leggiche regolavanoquell’immenso commercio;e ve n’cra non solamente pei sudditi dellarepubblica, ma pei Tedeschi , pegli Ar-meni, pei Mori, Turchi, Toscani , Lucche-si. ed altresl per gli Ebrei stabilili nelladominante.

Niuna npportunitä trascuravano i Ve-neziani , da cui sperar potessero amgn-taggiarsi; e ben lo mostrarono r.ella elain cui sviluppossi e crebbe rapidumcntela generale temlenza alle devote peregri-nazioni e all'acquisto delle indulgenze edelle sacre reliquie. Sagaei com’erano,videro in quel fervoroso entusiasmo unasorgcnte di ulilitä e ne profiltarono. Lemaraviglie che di Venezia taluni rac-contavano , ne’ diversi luoghi di Terra