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[Volume primo. Parte seconda.]
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sei buon arlisla, e procaceiatesi poi colfavore del Viltoria ntimerose cotnmissioni,rie fu tanto affollato, ehe rallenlö consi-derabilmenle la prima sua diligenza. lnappresso divenne aneor piii Iraseuralo,consenando perö nelle fresclie sue tinie,minnrgajezza di Paolo, maggiore delTin-torello. Fu di lui seolare Marco Boschini veneziaim, «die maneegiö auehe il bulino,e serniido al •uni uiseguö ad un AndreaVFentino, imuiagiuobo ed ab de coloritore.Santo Peranda, discepoio del Corona edel Pahna si attenne a piii di uno Stile,e nel declinare della etii prese una ina-niera delicata e finita; fece suo allievoMarco Ponzone, ehe gli fu superiore nellamorbidezza, inferiore nella eleganza. Mollinianierisli, che adottarono piu o meno ilfare del Palma, qui polrebbonsi annove-rare , se troppo lungo non fasse l’enun-ciarli tntti. Direino piutlosto, che versoil 'lflBO da alcuni pillori esteri stabilitiin Venezia nacquela setta de ’naturalisHche la poslerila noininö lenebrosi. Scopodi questi era il consullare vieppiü la na-tura; niassima buona ma da essi eseguilanon bene, per abuso di linle nel colorire.Furono di questa schiera Pietro Ricchi ,Federigo Cervelli ed allri italiani nondello Stato Venelo, ma seguiti, bencliesenza eccesso, da Otlaviano Angarano,Stefano Paoluzzi veneziani , e dal pado-vano don Ermanno Stroifi. Riscontransinondimeuo fra i manierisli alcuni buoniimitatori di Tiziano e di Paolo in Vene-zia e nelle provincie, e sono GiovanniAntonio Contarini, Tiberio Tinelli , Giro-lamo Forabosco, Pieti'o Bellotti, Carlo Ri-dolfi, ed altri. Alcune cilta dello Statonon furono ininiuni dalla contagione ar-tistica della metropoli, ma in altre sur-sero ingegni che molto bene se ne guar-darono. Per tal modo in Udine si distin-sero Vincenzo Lugaro,Giulio Brunelleschi,Fulvio Griffoni, Eugenio Pini; e piu ditutti Antonio Carneo , il genio maggiorechedopoil Perdenone si vedesse nel Friuli .In Padova fiori allora una scuola, di cuisi puö dir fondatore il veronese DarioVarotari ; ehb’egli allievi principalmenteAlessandro suo figlio sopranominalo ilPadovanino, ed una figlia per nome Chia-ra, eccellente ritrallista, di cui vedesi l'ef-figie nella Galleria Medicea di Firenze . Al-lievo del Padovanino fu Barlolomeo Sca-ligero cittadino di Padova : a quella scuolaaltinsero Parte Giulio Carpioni da Rovigo e Pietro Liberi che dopo il Padovaninosostenne l’onore della patria. Vicenza in

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quesl’epioca possedette una scuola dira-malavi da Paolo Veronese e dal Io Zelot-ti, ma le produzioni di essa non eccedonola mediocrilä. Anche in Bassano , dopomancala l’antica scuola furono alcuni chevi continuarono P arte, vale a dire, Gio-vanni lialtista Volpato, che lasciö un Ber-nnrdoni e un Trivellini suoi allievi maa lui inferiori. In Verona manlennero Po-nor patrio Claudio Ridolli, Giovanni Balli-sta Amigazzi,Alessandro Tnrehi, GiovanniCeschin, con altri, alcuni de’quali aveanoappreso Parle in Bologna . Conlinuavatuitavia in Brescia la scuola del Morello;ina fra i manieraü che visi trovavanoeran-vi ancora valenti artisti , fra cui primeg-giarono Antonio Gandini, Pietro Moroni,Filippo Zaniinberli, Francesco Zugni eOrazio Cosale. Ai tempi del Palma la pit-tura soslenevasi in Bergamo dai succes-sori del Lotto, come Giovanni Paalo Lel-ino, Pietro Paolo Santacroce, Enea Sol-meggia ed altri. Crema aveva Carlo Ur*bini e Jacopo Barbello.

Nella quarta epoca, in luogo d’in-contrare uno o piu capiscuola che ab-biano dato nuova modificazione all’ artepittorica, si veggono gli artisti venetiavere adottata chi una chi un’altra dellemaniere estere, od essersene formata unapropria; ne’lempi perö a noi piü vicinitennero vario Stile, ma si accordarononello Studio del bello ideale, e ai lorodifelli uuirono qualche tratlo della scuolamoderna bolognese o romana. Nella classeaccannata presentasi Andrea Celesli ve-neziano, discepoio del Ponzoni ma nonsuo imitalore. Antonio Zanchi da Estemolto operö seguendo talvolta lo Stiledel Tintoretto , ma con lode non molta;furono suoi allievi Pietro Negri , France-sco Trevisan, Giovanni Bonagrazia e An-tonio Molinari , che disertö poi dalla ma-niera del suo istitutore, e tenne uno Stilenon sempre eguale. Nicolö Bambini , chestudiö. prima dal Mazzoni in Venezia , poiin Roma da Carlo Maratla, non ruisci fe-lice nel colorito, ma nel disegno ebbeesattezza ed eleganza, Girolamo Brusa-fino e Gaetano Zompini , usciti dalla suascuola, mostrarono originalilä nello Stilemisto che presero; anzi il Zompini riescifecondo d’invenzioni ed ebbe incombenzedalla corte di Spagna . Giovanni Lazzarinisi tolse dallo Stile ombroso che aveva im-parato dal suo istitutore e poi lo bandidalla scuola veneta; fu eccellente nel di-segno, dipinse con molta leggiadria lepiccole figure e venne in fama di ottimo