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[Volume primo. Parte seconda.]
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ne giace ne!I’ anzidetta cripta. Fu essorilrovato l’anno 1839 sotto l’allar nujg-giore, e nei i8R8 si progetlo d’innalzar-gli un grandioso monumenlo. Quarantae piii colonne di marmo sormoniate daantichi capitelli diversiformi spartisconotntto lo spazio della cripta medesima , esovra quaitro di esse stanno frammentidi antichi bassorilievi e pitlure egualmeoleantiebe. Tnlli gli altri dipinti sono di mo-derno pennello. IN’egli sfondi lalerali visono due allaii a fronte uuo dell’altrocon ara ed arca di sopra, e Statuette inapposite nicchie.

Salendo al presbiterio, la maggiore dclledue statue di marmo, sedenti in catteilraai lati del presbiterio medesimo, rappre-senta il veseovo S. Zeno e l altraS. Pro-colo. ISel coro veggonsi due quadri delloScalabrino e una insigne opera del Man-tegna.

Molt’ altre antichissioie pitture si os-servano qua e lä per le pareli di questachiesa, delle quali non si puö con sicu-rezza stabilire gli autori. In una perö diquesle vedesi ricordala 1’ inondazione av-venula l’anno 1238. Pei caralteri dell’i-scrizione e per altri segni , pretende ta-luno sia dessa anteriore a quella di Ci-mabue, nalo nel 1240.

Intorno alla porta laterale dipinse ilRidolfi i selte Sacramenti. Di qui si passaal chiostro, ove tutlavia si vede parledell’antico monastero e del palazzo incui alloggiarono imperalori, re d’Italia ed altri illuslri personaggi, Vislanno purei monumenti di Ubertino Scaligero e diGiovanni Farinata conlemporaneo di Dan-te . Ma tornando alla chiesa noliamo cheall’ ultimo altare sta un considerevolepezzo di verde antico lungo metri 2,722e largo 1,561, come pure, di rimpello albattisterio, un’ampia coppa di porfido deldiamelro di metri 2,72, col piedistallo dimarmo eguale.

Eslernamente, al lato sinistro della ba-siliea, v’ha un sarcofago della famigliade’ Gavi , e poco oltre, in un basso piano,il mausoleo che dicesi del re Pipino; losia o no, certo h che per la sua costru-zione merita di essere veduto. Per ulti-mo, sulla piazza, di fronte al ricinto delcampanile, trovasi, di romano lavoro, granparte di un’ara con sopra una tavola dimarmo che porta la seguente iscrizione:P. IIII. PEDUM, indicante la misura ve-ronese, che vi e pure segnata con isca-nalatura.

Sant’Anastasia. Questo tempio occupa

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un'area di 18,828 metri qua'’rali. Fu deifrati Domenicani , che vi ven lero intornoal 120t, e coininciata la f ubrica si diesso e si dell’atliguo inonasb : o colle 11111 -nificenze di alcuni pii cittadui e posciacon quelle della cittä, nel corso di circaun sec.olo e mezzo la ridussero allo statopresente. L’architettura n’e gotica.

Benche la facciata non abbia mai rice-vuto compimeiito, il tempio di Sant’Ana-slasia puö dirsi il piii sonluoso di quantine conta Verona . Dalla parte della piazzaavvi un grande arco acumitiaio alla som-mitä , con lavori a scanalaluru e con unfregio a mezzo rilievo. Era questo arcoapresi una porta biparlita, con una co-lonna che sosliene due architruvi e portascolpite Ire sacre immagini: sugli archi-travi poi trovansi a mezzo rilievo i prin-cipali misteri della vita di Gesü Cristo , eda ignoto pittore fu dipinta a fresco l’ac-coglienza in Verona fatla dal veseovo No-randino ai Domenicani nel 1220. Nelmezzo 6 un Cristo di piii remoto pen-nello.

L’ interno della chiesa e partito in tregrandi navate. Appena dentro s’ incon-trano le pile dell’ acqua bencdelta sosle-nule da due gobbi di marmo slupenda-mente lavorati:uno ö di Gabriele Caliari padre di Paolo, l’altro di Alessandrinopadre di Giambattista Rossi detto il Gob-bino.

Dell’architetto e scultore Danese Cat-taneo da Carrara e il primo altare a de-stra falto erigereda Ercole Fregoso. L’or-dine vi e corintio tntto egregiamente la-vorato; bellissime le statue, i mezzi ri-li£$i, gli ornati, le colonne, i capitelli,per le quali cose disse il Vasari , chequesto altare tenuto era per uno de’ piürari d’ Italia .

Egregio e il lavoro della doppia arcalaal secondo altare, in cui vedesi una paladel conte Pietro Rotari , sopra della quälesta altra pregevole opera dipinta a fre-sco, d’ignoto antico autore. A sinistra diquesto altare il mausoleo di SebastianoPisani e opera di Giuseppe Schiavi; ilbusto a destra fu eretto a FrancescoMaria Ornano di Corsica da suo fratelloDomenico governatore di Verona , come sirileva dall’appostavi epigrafe.

Al terzo altare vi e bella egualmentela doppia arcata. Del Marinali vicentino e il gruppo della Vergine in marmo; evuolsi del celebre Liberale il Cristo di-pinto a fresco nel frontispizio, come puregli Angeli che circondano il Padre Eterno.