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[Volume primo. Parte seconda.]
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vanni, ch’fe nella cappella dei Torri. Quinslesso la eatlura di Gesü Cristo dinanzia Pilato, la Crocefissione , la Risurrezione,sono egregie opere di Nicolö Giolfino .L’Orazione nell’Orto, la Flagellazione, laCoronazione di spine, l'Andata al Calva-rio, la Deposizione di croce e la Lavandade’ piedi son pregevoli pitture di PaoloCavazzola . Le due tavole con S. Bartolo-meo e S. Francesco d’Assisi , nonche il beiquadro rappresentante il Salvatore che silicenzia dalla Madre, sono del Caroto . Quivicino il Badile ha un Lazzaro risuscilato.

Segue indi la cappella Pellegrini, ar-chilettata dal Samraicheli. E costrutta aguisa di teinpielto rolondo, d’ordine co-riutio e compartita in quattro ricetlacoli,tre per gli altari e uno per la porla, ein altrettante nicehie per le statue. L’ar-tificio piü mirabile di questa cappella eil girare a toudo perfetto che fanno le sa-cre menge, i piedestalli, i frontespizj, gliarchi, le cornici e i vani di tutto il pianoinferiore, Il piano superiore ö costituitoda una balaustrata sovra cui sinvolta lacupola. La luce peneftra per quattro fine-stroni, ognuno triparlito da due colonne.Delle colonne maggiori quattro sono acanali dirilti, qualtro a spirali, tranne laterza parle ehe per maggiore solidita kliscia. Gli stipiti degli altari, delle nic-chie e d’altri vani sono tutli intagliati afogliami ed uccelli con mirabile squisi-tezza di lavoro. II marmo adoperato inquesta cappella e tutto veronese , di quelloappellalo bronzino. La pala dell’altare fi-gurante la Vergine col Bambino e buonaopera di Bernardino India . Pasquale Ol-tino dipinse i due quadri laterali e la so-vrastante lunetta.

Le statue all’altare maggiore sono delRossi. Nel coro e nna bella tavola anticadi Francesco Benaglio.

Il Giollino pinsele porteile dell’organo,e Bernardino India la pala del prossimoallare con la Nativitä di Nostro Signore.

Nella sagreslia e degno di osservazioneun Cristo deposto dalla croce, di FeliceBrusasorci .

Il luogo ch’era ad uso di biblioteca etutto adorno di buone e ben conservatepitture a fresco, da taluni atlribuite aNicolö Giollino, da altri a Paolo Morando detto Cavazzola .

S. Fermo Maggiore . Fino dall’anno 1261questa ehiesa col monaslero (oggi uffieiodella I. R. Finanza) appartenevano ai fratiMinori Conventuali. Da Guglielmo di Ca-slelbarco \enne falta ristaurare nel 1313,

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e fu poscia ridotta alh forma presente dafra Da niele Gosmarino priore, l'anno 1319.

Sulla facciata eslerna veggonsi pitluredi Stefano da Zevio soprastanti ad un sar-cofago di Aventino Fracastoro, medicodi Cangrande.

Il tetlo e internamente di noce, lavo-rato con molta maestria, e in due lunghefile di piccoli quadrelti veggonsi rilraltidi Santi, de’quali non si conosce il pit-tore. Sull’arco interno della porta mag-giore osservasi una Crocefissione, pitturaantichissima, da taluno valulata anteriorea Cimabue .

Sopra il battisterio la pala con la Con-cezione e tre Santi franeescani e ottitnolavoro del Torbido. Del Creara e quellaal primo allare figurante la Vergine coiSS. Gregorio e Brandano; e di DomenicoBrusasorci le pitture a fresco della sovra-posta lunetta.

Il pulpilo fu eretto l’anno 1396 a spesedi Barnaba de’Morani modenese, avvocatofiscale degli Scaligeri. Le belle teste deiprofeli e le altre tigureche Io circondano,sono di Stefano da Zevio . La pala dellavicina cappella k dell’India . Segue indiun’arca di marmo rosso, con due torelli,e analoga iscrizione, inalzata dalla cittäalla memoria di Torello Saraina, uno deiprimi illustratori dei patrj monumenti.

Grandioso e bello e il quarto allare, incui la pala rappresentanle la Madonna inalto, e al basso l’Angelo Raffaelle con To-bia, e pregiatissima opera di FrancescoTorbido .

Le lunette della sagrestia vennero di-pinte dal Gobbino.

Nella cappella contigua l’altare mostra,con qualche piccola variazione, una dellefronti dell’arco de’ Gavi; e‘la pala collaMadonna in alto, S. Pietro a basso ed altriSanti, h lodevole pittura di Battista delMoro . 11 detto altare s’inalzö da France-sco ultimo rampollo in Verona della li-nea rnaschile di Dante Alighieri . A’ suoitempi egli fu gran letterato e grande ar-chitetlo. Alla memoria de'due fratelli Pie-tro e Lodovico Alighieri fece erigere ledue arche laterali all’altare medesiuio colleiscrizioni che \i si leggono sopra.

Nella cappella Bevilacqua I.azisesarebberagguardevoie una Madonna coi SS.Giam-battista e Zenone, condotta nella sua pri-mitiv a maniera da Paolo Caliari , se sgra-ziatamentenon fosse malissimo conservata.

Nella cappella detta degli Agonizzanti,il Crocefisso, con la Vergine, S. GiovanniBattista e la Maddalena, e bell’ opera di