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torio. Le figtire e i simboli della passioneche cireondano iin Ecce Homo di rilievoin lcgno, sono buoni lavori di Stefanoda Zevio .
S. Giuseppe. Era delle monache Bene-deltine. Del Falconelto e la bella tavolacoll’anno 1823 rappresentante la Verginecol Bambino tra S. Agostino eS. Giuseppe.Del L'aroto e l’allra tavola con S. Ago-stino , S. Zenone e S. Franeesco. Nel re-fettorio, la Samaritana col Nazzareno, epittura a fresco di Domenico Brusasorci .
Scalzi. Se ne coininciö la fabbriea nel1660, e fu terminala circa la melä delsecolo passato. Nell’interno ö ricca dimarmi: la pala con 1’Annunziata, cheadorna l’altar maggiore e una delle piübelle opere di Antonio Balestra .
S. Calerina della Ruota. Ne fu archit-tetlo Giuseppe Montanari bolögnese. Lapala dellaltar maggiore e di Santo Creara;il Salvatore con S. Benedetto e S. Mauro,ripulata opera di Domenico Brusasorci .
S. Antonio. Notiamo quest’oralorio ap-partenente al ci\ieospeda!e perfare men-zione della bellissima tavola deH’Orbettoond’e adorno, la quäle rappresenta il Sal-vatore morto soslenuto da Nicodemo conuna Maria piangente.
S. Maria degli Angeld. Era monasterodelle Benedelline, e nel niese di settera-bre del 1812 fu aperto ad uso di collegiodelle fanciulle. Nella chiesa veggonsi tretasole moderne del Brentana, del Cigna-roli e del Balestra. Nella sagrestia, laB. V. col Bambino e varj Santi, 6 pre-giala opera di Felice Brusasorci . Sottoun porticato stanno due anliche pitturea fresco, una rappresentante il Salvatorefra due Santi, in figure quasi al naturale;l’altra un S. Sebastiano. La prima e se-gnufamente mirabile pel disegno, pei pan-neggiamenti e pel colorito. Vi si leggeDe Regio 1470, avanzo di piülunga iscri-zione.
SS. Irinitä. Fondata con l’annesso mo-nastero nel 1118. Le pitture a fresco sonolodatissime opere di Domenico Brusasorci ,il quäle pur condusse le altre ad olio chestanno sulla völta del presbiterio e rap-presentano il Padre Eterno in gloria, SantaMaria Maddalena sollevata in cielo e SanPaolo primo eremita con S. Maria Egi-ziaca. Giacoino Ligozzi ha quivi un’Ado-razione de’Magi. 11 Celesti dipinse le nozzedi Cana Galilea; le altre pitture, chesi ommeltono, sono di aulori moderni.
D ordine jonico e la piccola porta allato destro della chiesa, lodevole per di-segno e lavoro.
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Sülle mura del campanile veggonsiin-castrati antichi marmi e bassorilievi, forseavanzi di edifizj romani.
Chiesa delle Franceschine. Rifabbricataintorno al 1624, e semplice, vaga e bendisposta. All’altar maggiore le pitture sonodi Pasquale Ottino . Sülle portelle del ta-bernacolo Felice Brusasorci dipinse unadeposizione di Croce. Nella cappella allato destro, la Madonna in rilievo e diValentino dai Cristi, e nello sfondo gliangeli a fresco sono del Coppa. Nellacappella a sinistra, la Beata Vergine conAngeli e Santi al basso, e rara operadell’Orbetto .
Nell’orfanotrofio annesso alla chiesa öl’arca ove la tradizione fa sepolli Giulieltae Romeo.
Chiesa delle Stimate. Fu riaperta nonha guari ad uso d’oratorio, e con moltaeleganza internamente rinnovata. Le pit-ture ne sono moderne.
S. Luca. Quivi nel 1172 era uno spe-dale. Nel 1687 la chiesa fu dal veseovoPisani data alla Compagnia delle qua-rant’ Ore. 11 campanile fu rinnovato nel1742.
Nell’ altar maggiore le statue grandisono dello Schiavi e le piccole del Ma-rinali. Delle due tavole ai lati di questoaltare, la Manna raccolta dalleturbe ebree6 del Dorigny ; I’Eliseo, del Cittadella vi-centino. Il Perini ha nel coro un Reden-tore morto, dipinlo sul paragone e unS. Bonaventura con altri beati; DomenicoCignaroli un S. Carlo; Francesco Torbido una SS. Trinitä assai pregiata, e l’Orbettouna bella Assunta coi dodici Apostoli. In-torno a un Crocefisso di legno che vuolsidi Giambaltisla da Verona , stanno pitturedi Santo Brunali, del Meves e del Fal-cieri.
S. Nicolö. Fu cominciata l’anno 1627 eridotta ai Io slato presente nel 1630, suldisegno di Lelio Pelesini. La facciata n’egrande per mole; magnifical’inlerna strut-tura compiuta nelle sue parti architetto-niehe, tranne la cupola che non si levöoltre la prima cinta. La völta si chiusel’anno 1683. Gli altari sono ricchi di mar-mi e di fregi. Le statue e le altre scul-ture sono del Marinali, dell’ Aglio, di Pie-tro Testa , di Domenico Negri, ecc. Nelcoro il S. Gaetano ed il S. Andrea Avel-lino sono di Marco Antonio Bassetti . Nelpresbiterio, la Vergine co’Santie opera diAntonio Giarola detto Coppa. Fra i dipintipregevoli van pure nolati: un S. Tomasoapostolo della scuola del Brusasorci, un