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[Volume primo. Parte seconda.]
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gli spettatori, come pure dell’ orchestra,della scena, della precinzione ollre condotti,ruderi, sculture, archivolti, scale ai latidelteatro stessopercuisalnasi allelogge, dellequali ebbe anco a discoprirne alcune eolnome delle famiglie cui appartenevano.Seopri quattro bellissime erme o bustirappresentanti la Tragedia, la Commedia,la Satira e Bacco; seopri molti altrimarmi effigiali, e diverse altre cose chesi osservauo raecoKe in un luogo del so-vrastanle convento di S. Girolamo ; tantoinline il signor Monga scoperse di qnestoteatro da poter darne una perfelta piantasenza errar punto, e molte parli anchedel suo alzato.

Questo tealro si vuole costrutto prfmadell’ Arena sopradescritta. Ai tempi diBerengario trovavasi alquanto guasto, percui essendone allora caduta una parte,che fece crollare molte delle sottopostecase, il detto re ordinö la demolizione ditutto il rirnanente, come si ha dal suodecreto dell'anno 878.

Maggior torre. Ne fu cominciata la fab-brica l’anno 1172 a spese della famigliaLamperti. La sommitä n’6 coperta manon compiuta. La sua altezza totale e‘ dimetri 100.

Torre del Gardello. Fu innalzafa daCan Signorio l’anno 1298. Aveva l’orolo-gio, e fu il primo che si ebbe in Verona a battaglio.

Arco de 1 Leoni. In sull’angolo della casaN.“ 1579 ammirasi uno di que’rari avanzidi antichitä che assai contribuirono a ri-storar l’arte dell’architettura. Questo el’arco de’Leoni, cosi denominato da dueleoni d’ antica forma posti a capo d’ unvicino violtolo. Chi lo dichiarö arco ditrionfo, chi ingresso al foro giudiziale echi finalmente porta di cittä. Un pezzo disopraornato, cornice con bellissima mo-danatura, fregio con triglifi, metope e ar-chitrave in due fasce, non potrebbero es-sere di miglior forma. SuH’architrave leg-gesi:

TI. Flavics NoricosP. F. IIIL Vir. I. D.

La parte interna, a colonne doriche,puö vedersi entrando nella casa sopra-detta, e merita pur essa grande atten-zione. Di questo arco molti parlarono, efra gli altri il Serlio , il Grutero, lo Sca-mozzi, l’Addison, il Cambray, il Blondei.

Yeechia Gran Guardia. La fabbrira diquesto edifizio fu ordinata con lettera del

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30 dicembre 1609 dal doge di Venezia;e sebbene (in qui se ne sia creduto ildisegno del Sammicheli , di esso non e, evuolsi piultosto di Domenico Curloni suonipote. L’ordine vi e dorico , magnifica lafacciata, in parte finita in questi Ultimitempi. Le parli del suo disegno sono (re-dici arcate nel primo piano sostenute dapilastroni a rustiche bozze, ciascuno deldiamelro di metri 5,873, sui quali si lah-ciano le völte del piü ardito sesto chemai si vegga. Ne’ due pilastroni lateralisono aperte due minori finestre l’unasopra dell’ altra. Nel secondo piano aidue lati s’ aprono pure due finestred’ un vano m'more di futte le altre.Altre otto sono fra loro di egual forma egrandezza, con sopra altrettanti finestriniche corrono per un terz’ ordine. Cinquefinestroni arcuati intermedj sono d’altraforma e maggiore, ciascuno del vano dimetri 2,660. Sono poi tulti ornati di ba-laustri, e frapposti a colonne binate. Visopraccorrono architrave e fregio conmetope scompartite si bene che i triglifi,ad onta delle doppie colonne, corrono sinoal fine senza alcuna spezzatura agli an-goli. Di mezzo levasi i’aUico rispondenleai cinque detti finestroni intermedj checompreadono la sala di tutta altezza. Illato da sera b pur compiuto sulle stesseforme, contenendo tra due laterali pila-stroni una sola arcala che apre tutta lalunghezza dello spazio sotto le magnifi-che völte.

Questo palazzo al fianco sinistro si ur.i-sce con due portoni alti e spaziosi, sottodoppio muro merlato, chiamati portonidella Braj e al di dietro vedesi una torrepentagona edificata da Can Signorio Sca-ligero; come furono altresi rifabbricatedai signori della Scala le mura di Teo-dorico , che luttora si veggono, e che ven-nero poscia riformate, specialmente nellasommitä, da Gian Galeazzo duca di Mila-no , per chiudersi nella cittadella. Le dettemura, bagnate dall’Adigetto, vanno daquesto punto fino alla chiesa del Croce-fisso sopra l’Adige.

Nuom Gran Guardia. Di questo palaz-zo, disegno di Giuseppe Barbieri, |non fueretto che il corpo di mezzo. Esso edi magnifica mole, d’ ordine corintio.Serve ad uso militare.

Museo Lapidario e Teatro Filarmonico .L’Aecademia Filarmonicaavea fin dall’anno1616 cominciato a raccogliere iscrizioni,bassorilievi ed altre specie d’antichitä ;ma il principale fondatore di questo mu-seo fu l’immortale^Scipione Maffei .