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[Volume primo. Parte seconda.]
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t’Euprepio fino al cardinale Agostino Va-lerio, che fu quegli che li fece dipingerea fresco da Domenico Brusasorci , di cuiperö non sono i tre alfri (fino al III) diminor pregio, che in processo di tempofuronvi aggiunli. I paesaggi, le architet-ture, gli animali sono dello stesso pilto-re. Nella sala contigua monsignor Liruti fece dipingere i ritratti d’altri dieci ve-scovi, compreso se stesso, con begli or-nati e spartimenti, ideati e diretti da donLeonardo Manzati. In altra stanza vi e diJacopo Bellini un Crocefisso in tela dipintoatempera. Nell' oratorio segretoil Lazzarorisuscitato e dell’ egregio Francesco Ca-roto ; di Liberale 1’ Adorazione de’ Magi,la Nativitä ed il Transilo di Maria Yer-gine.

Seminario Fescomle. Venne fondato l’an-no 1876 dal .cardinale Agostino Vale-rio e dal vescovo Giovanni FrancescoBarbarigo fu cominciata la nuova fab-brica esterna sul disegno di Lodovico Pe-rini veronese , ma rimase lungo tempoimperfetta. In appresso il vescovo Moro-sini fece innalzare il magnifico atrio collaloggia sovrastante sul disegno di OltoneCalderari vicentino e venne da pochiannicondotta a fine. Nel refettorio, cli’e belloe vasto, la cena in Emaus e del Cava-liere Coppa ; e le coslellazioni che ador-nano la völta della sopradelta loggia, fu-rono eseguite da Marco Marcola .

Teatri. Cinque teatri ha la cittä di Ve-rona . Del primario fra essi, cioe il Fi-larmonico, abbiamo giä detto piü soprachefu ricostrutto nel 1780. Ora dobbiamoaggiungere che nelle sue splendide saleraccogliesi la societä proprietaria dettadegli Anfioui e Filocorei, i tralteninientidella quäle sono il canto, il suono, ilballo, la conversazione e la lettura digiornali.

Ritratti di vario pennello quivi si veg-gono : principi, cardinali, vescovi e valen-t’uomini in ogni dotlrina che di tempo intempo vi furono ascritti.

11 teatro Nrnvo fu erelto l’anno 1846a spese d’una societä sui disegni ed acura dell’ingegnere municipale EnricoStorari.

Il terzo teatro e quello detto dell’^c-c aclemia vecchia.

I due Ultimi sono: il teatro Falle, cheserve anche a rappresentazioni diurne;e il teatro Moranüo , di proprietä dellanobile famiglia Morando, il quäle servequasi esclusivamente ad uso di una so-cielä privata di dilettanti.

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Piazze. Quella vastissima detta la Brä e coronata dall’Anfiteatro, dal Museo la-pidario, dai palazzi della vecchia e nuovaGran Guardia e da altri sontuosi edificj.Il lastricato, detto volgarmente Listone,fu primamente eseguito nel 1772 , poi,non e molto, rinnovato in forma miglioree piü spaziosa. Queslo serve al pubblicopasseggio.

Anche la piazza delle Erbe- va distintaper la sua vastitä e per la eleganza deifabbricati ond’e cinta. Nel 1810 furonorinnovate le prigioni che si veggono sottola maggior, torre (da noi giä descrilta)sul disegno dell’architetto Giuseppe Bar-bieri. Le grandiose fineslre che guardanosulla strada detta della Gallina sono delSammicheli . Nel mezzo della piazza sorgela fontana di cui parlammo piü sopra. Daun lato vedesi una marmorea tribuna sucui forse montava il giudice per assisterealla pena inflitta ai bestemmiatori, i qualise non potevano pagare la multa veni-vano iminersi per Ire volte nell’ acquadel vicino avello, qualora fosse inverno;o frustati per tre volte intorno a dettatribuna, se estate. Altrove sorge una co-lonna eretta l’anno 1824. Portava Io slem-ma del veneto governo, cioe il leone alato,ed e assai singolare per la sua mole lultad’un pezzo. Sotto la base leggesi:

Michael Leo Archit.

Un tempo questa colonna era sicuroasilo ai debitori poiche quello di essi,c.ontro cui essendo stata ordinata perdebiti la cattura , 1’ avesse toccata, nonpoleva essere piü moleslato. Ciö fu pre-scritto l’anno 1824 con decreto del Mag-gior Consiglio della cittä , approvalo dachi avea la sovrana rappresenlanza. Tallegge perö ebbe corta durata.

Sulla piazza cle’Signori, cosi detta dallasignoria degli Scaligeri che qui ave\anoi Toro palazzi, rispondono, fra gli altriedifizj, le tombe degli Scaligeri , il palazzodelegatizio e quello de’tribnnali.

Il Carnpo Marzio occupa l’area untempo abbellita dai giardini degli Sca-ligeri. La parte interiore di esso , deno-minata Carnpo Fior, e luogo di militarirassegne. Del grande edilicio della liera,che qui trovavasi, non rimane piü traccia.

Palazzi e case private. — Dovendo oraparlare de’piü cospicui edificj spettantiai particolari farenio menzione tanto diquelli che sovra gli altri dislinguonsi perpregi artistici proprj, quanto di quelli