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in cui v’ha copiosa collezione di libri dibelle arli e d’anliquaria, non meno chescelte edizioni di classici greci e latini ,1’ Itliologia r.eronese e la Cappella Pelle-grini ad incisione in rame con illtistra-zioni. Sotto la völta dell’atrio, dirimpettoalla porta maggiore dipinse a fresco Ber-nardino India assai leggiadre cose, fracui Apollo , le nove Muse e le nove fi-gliuole di Pierio Macedone trasformate inpiche.
II palazzo Murari a porta Vescovo me-rita osservazione per le belle pilture afresco ond’ e adorno. II cortile vtiolsidisegno del Sammicheli . Solto la grondasovrastante a queslo cortile il fregio ediAnselmo Canerio. Paolo Farinati dipinserinterno della loggia figurandovi rabe-schi , saliri , e gli amori di Venere eAdone II fregio a colori sotto la grondariguardante il giardino , e del suddeltoAnselmo Canerio, il quäle pur fece nellasala il fregio rappresentante il trionfo diMario debellatore de’ Cimbri, opere tultedi bella invenzione e con dolta arte di-pinte.
Magnifica, non per varietä d’ornali,ma per dignilä di forma e la facciatadel palazzo della illustre famiglia Giusti.Chi ne sia stato Parchitelto s’ignora, mapuö dirsi della scuola del Sammicheli . 1partimenti a fresco che P ador.nano fu-rono condotti da Paolo Farinati : lateral-mente alla porta campeggiano a chiaro-scuro le quattro Virtü Cardinali . L’atrioa piii arcate, il cortile e le stanze vi sonnobilissime e varie. Di qua il piano dol-cemente si Ieva e poi s’innalza in collinaed in monte. Questa parte piü aprica nelsecolo XV usavasi a distendervi i nuovipanni, quando la nobil arte de’lanajuolinon reputavasi olfuscare lo splendore deinatali. Nelle stanze a terreno, oltre laCollezione dei ritralti di valentuomini inlettere ed arti, vi sono in marmo ed inmetallo idoletti e deitä diverse, con gero-glifici ed iscrizioni, patere, lucerne edurne filtili, Quadretti di antica bella fog-gia ve n’ ha non pochi, tra’ quali su la-vola un S. Luca ed un S. Alberto delBuonconsigli; un S. Giovanni nel deserto,che allo stile sembra del Mantegna ; unS. Vescovo di Bellino Bellini; un’Adora-zione de’ Magi con paesaggio e la aiglaA. P.; una baltaglia che dicesi del Bor-gognone; d’incerto un S. Giovanni Bat-tista cogliente fiori e i SS. Zaccaria edElisabetta che lo stan rimirando; di Ales-sandro Maganza, in quattro quadri, Lot
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e le figlie, Giuditta, Bersabea e Susanna.Nella libreria v’ hanno tre sottinsii del-l’Orbetto, rappresentanti cose allegorichee mitologiche.
Al primo entrar poi nell’ ampia saladov’ e la galleria , si la sua forma e siF aspetto del giardino e de! cortile chele slanno a fronte danno es' i all’anima,per cosi dire, a meglio <servarvi lebellezze d’ arte. Furonvi p sti ai duelati i busli in marmo di Giovanni JacopoGiusti ed Ascanio Molin , da cui ereditoil primo eleita porzione dei museo ;ognuno tra due magnifici vasi in belleforme di porcellana (inissima del Giap-pone. Lungo le due corsie stanno armadjripieni di anticaglie , coine a dire : unainaschera di porlido , un idolo egizio digranilo orientale, un Giano bifronte inmarmo, un busto con laticlavio, una testadi bronzo, ed altri busti, patere dipinte,aleune da Giulio Romano , come porta latradizione. V’ e in marmo un Amorinoche dorrne ed una bella Venere, ch’e diJacopo Sansovino , e piü e piii altre cosedi simil fatta.
Ora de’ quadri parlando, non istaremotutti a noverarli, ma ci alterremo ai piüdistinli. V’e di Bernardino Strozza detto ilPrete Genovese, un Davide col teschio diGolia; di Luca d’ Olanda bei Deposto diCroce in asse; ed una bellissima Cleo-patra del Giolfmo. Di Palma il Vecchio e l’Adultera accusata; e una gentil Ma-donna con S. Giovanni Battista e di Fe-lice Brusasorci. Una Cena del Tintoretto ;del Brusasorci predetto una Venere edappresso un’Andromeda legata allo sco-glio, leggiadra opera dell’ Orbetto. Delgrandioso Tintoretto e il Cristo che scac-cia i profanatori dal Tempio. Bell’ operadi Antonio Badile e il ritratto che si vuoledi lui stesso; di Benvenulo Tisi da Ga-rofolo e la Sofonisba in atto di bere ilveleno. Jacopo Bassano presentasi con unadelle sue Adorazioni de’ Magi. Di ParisBordone e la Cena di Cristo; di LucaGiordano una Venere circondata da Sati-relli; di Guido Reni la testa di' S. Gio-vanni , in sul disco tenuto da sola unamano ch’ esce da un lato, quadro chesembra essere una parte d’altro maggiore.Il battesimo di Gesü , sul paragone, e diClaudio Ridolli. Si fa di Giulio Romano una bellissima Cleopatra dipinta sul legno.Con gran maestä procede Tiziano in unasua Lavanda de’piedi, pregevolissimo qua-dro che fu della galleria xMolin. Di PaoloCaliari sono il S. Sebastiano in mezza