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[Volume primo. Parte seconda.]
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800. L’educazione che \i ricevono e quälesi conviene a ragazze di nobili e distinlefamiglie, insegnandovisi la religione, lamorale, l’econoniia domestica, le lingueitaliana, francese e tedesca, gli elementidi geografia, la storia, raritmetica, il di-segno, la danza, ogni genere di lavoridonneschi, e tutto ciö che puö contribuirea formare colte ebuone madri difamiglia.

La disciplina ed economia dello stabi-limento e affidala ad un consiglio d’ara-ministrazione presieduto dal delegatopro-vinciale, o da chi ne fa le veci, e com-posto dall'ispettore scolastico provinciale,dalla direttrice dello stabilimento, e daun probo e distinlo ciltadino, che peresser membro del consiglio assume il ti-tolo di curatore del regio collegio fem-minile. Esso consiglio e assistito dallamaeslra economa e dal ragioniere cassiere.La direltrice e le maeslre lianno il lorodomicilio nel locale dell’istituto.

Confratemite religiöse femminili. LeSorelle della Sacra Fainiglia, le Sorelleminori della Caritä, le Clarisse, le Figliedella Carilä, le Figlie di Gesü , le So-relle della Misericordia e della Caritä,si occupano tutte, quali piü quali monodiflüsamente, nelia educazione gratuiladel le ragazze povere di Verona .

Istiluti prkati di educazione. Sono Ire:quello delle Sorelle della Sacra Fainigliae i due del sacerdote don Angelo Mazza .

11 primo, istituito liuo dall’ anno 1816dalla benemerita Leopoldina Naudet , hadue convitti dedicati alla educazione ino-rale e intelleltuale delle fanciulle; in unosi accolgono le giovanelle di nobile eci\il condizione, e mediante annua pen-sione si mantengonosignorilmente di vittoe vestito, e si educano in tutto ciö eh’epiü conveniente alla condizione loro; nel-l’altro si ricevono le fanciulle di una in-feriore fortuna; e con minore pensione simantengono di vitto e vestito men lar-gamente, e si provvede alla loro educa-zione. ln questo si ricevono pure, comenotainmo, in ore delerminate del giomoalcune esterne a cui gratuitamente s’ in-segnano come alle dozzinanti la morale,la lingua italiana e tutti i femminili la-vori.

Gl’istituti del sacerdote don Nicola Maz-za, dotati in parte col peculio proprio delbenemerito fondalore ed assistiti mediantele indefesse sue eure dalla pubblica ca-ritä, dovrebbero annoverarsi fra gli isti-tuti di beneficenza; ma poiche loro scopoe quello della educazione, crediamo piü

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opportuno parlar di essi nella parte as-segnata per l’appunto alla pubblica e pri-vata istruzione.

Commiserando il pio sacerdote il de-stino di molti ingegni che per difelto didenaro rimangono incolti e non dannoalcun frutto, apriva nell’anno, 1830 in par-rocchia di S. Stefano, via Corso, una casadove raccoglieva dapprima un piccolo nu-mero (oggidi cresciuto a 160) di quei gio-vani i quali o nati in posizione socialericaleilrante ai mestieri meccanici od an-che usciti da piü hasse condizioni, mo-strano parlicolare altitudine alle letlereed alle scienze ; e ciö allo scopo di edu-carli all’uno od aH’altro Studio, al sacer-dozio, alla legge, alla medicina, alle ma-teinatiche ed alcuni anche alle arti belledella piltura e scoltura, sempre a secondadella loro inclinazione.

Provveduli nello stabilimento di allog-gio, vitto, vestito, libri e quanto puö oc-correre allo Studio, percorrono il corsoginnasiale e lilosofico nel seminario ve-scovile e condotti a termine lodevolmentecodesli studj passano a quelli universi-tarj in Padova , sempre a spese dell’isli-tutore, che ivi tiene una casa filiale aquest’unico oggetto e provvede anche aldispendio necessario pellalaurea; ne pagodi ciö sopperisce al loro mantenimentofino a che abbiano ottenuto o un pub-blico impiego od un altro mezzo qualun-que di guadagno; come a coloro che si de-dicano al sacerdozio procura il patrimo-nio loro occorrente dallo Stato o da par-ticolari benefattori.

Gondotto da eguale fdantropico amoreil pio sacerdote aperse nello stesso anno1850, in Canlarane, una casa ove acco-gliere quelle ragazze povere che non po-trebbero essere ricevute in nessuno deglialtri pubblici stabilimenti femminili dibeneficenza; e queste giovinelte, che orasono circa 320, vengono educate in ognidonnesco lavoro e specialmente poi nelladomestica economia affinche possano en-trare alla direzione di una famiglia siacome mercenarie, sia come mogli. A piüfacilmenle raggiungere questo scopo con-siderato che in uno stabilimento ove nu-merose sonole edueande, iinjierfettamentepuö apprendersi il contemplato sistemae ciö pel raro avvicendarsi delle occupa-zioni, divise in tante famiglie il suoisti-tuto, per modo che ad ognuna di questenon sia assegnato un nuntero maggioredi 26 ragazze; e a ciascuna famiglia pre-pose una maestra ed una assi^tente, che