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Je educano nella materiale esecuzione dellefaccende di casa. OLtre di ciö ricevonolezioni di granunalica e di morale catto-lica da maestre pateatate figlie dell’ i-stituto.
Fra i lavori che formano scopo dell’in-segnamento v’ ha il ricamo e la confe-zione di fiori secchi ad uso di Francia ,e quelle che meglio riescono nell’ una onelt’altra di tali manifalture, rimangononello stabilimento e passano nei relativilaboratorj.
Ne pur contento d’ aver cosi provve-dulo la patria sua di due istituti d’istru-zione pubblica e di beneficenza, il sul-lodato sacerdote volle anche giovare al-l’industria manifatturiera con lo stabilirenella casa stessa una filanda di circa 100fornelli, dove si filano da 12 a 15 iniialibbre di seta, che ridolta in condizioneda poter essere adoperata nelle cucituree ne’ ricami e tinta in apposito locale, siusa ne’lavori preaccennati, ne’quali oc--cupa gran parte delle sue allleve. Merce1’ islituzione della filanda condolta conogni sollecitudine al maggior perfeziona-mento possibile, il sacerdote Mazza si pro-pose di educare molte ragazze del con-tado al mestiere del fornello, pel quälela provincia ha pur troppo bisogno diricorrere alla vicina Lombardia ; e conessa poi e cogii altri successivi lavoridella seta, coi ricami e con la fabbricadei fiori, oltre al procurare un’occupa-zione alle ragazze che ginnte ad un’eläcapace di procacciarsi con la propria in-dustria un sostentamento non trovasserocollocatnento fuori dell’istituto, ritrae an-che un qualcbe mezzo per sovvenire inparte ai bisogni degl’indicati suoi stabi-limenti.
Istituti pii. — Ospitale civico. Questoistituto, sotto il noine di Casa della Mi-sericordia fondato nel 1515 , accoglievamalati ineurabiüe un determinalo numerodi pupilli e di orfani, ma a questi s’uni-rono nel 1794 gl’ infermi curabili. Acco-glie presentemente malati aculi, cronicied incurabili d’ogni specic, avuto riguardosoltanto alla capacitä del locale. Sonoesclusi perö i pupilli e gli orfani, i qualinulladimeno vi ricorrorio come ammal atidei rispettivi stabilimenti ai quali appar-tengono. Oltre gl’infermi in genere ac-coglie questo stabilimento anche le par-torienti ed i sifilitici e da complessiva-mente ricovero a circa 350 individui.
Ospitale degli esposti. La pietä di va-rie persone fece sorgere lino dall’anno
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1420 questo stabilimento allo scopo diraccogliere e manlenere gli esposti finoall’etä di anni sette. Atlualmenle mantienenovecento e piü individui presso le nu-trici esterne, oltre a centoventi espostenell’orfanotrofio femminile, poicbe la ca-pacitä del suo locale non offre ove collo-carle. Nell’interno deH’istituto vi sono ha-be che allaltano gli esposti dal momentoin cui vengono raccolti fino a quandosono consegnati alle nulrici esterne. Questibambini d’ordinario si trovano nel pioluogo in numero da dieci a venti.
Orfanolrofio maschile. Fu istituito nel1813 levando dall'ospitale gli esposti chepassano gli anni cinque e che attual-mente vengono mantenuti nel numero dicirca centosessanta. Benche separato, que-sto istituto e nello stesso locale del pre-cedente.
Orfanotrofio femminile. Eretto nel 1548serviva dappritna a giovani in pericoloe a donne divorziate. Fu destinato inseguito all’ accoglimento di sole ragazzepericlitanti, poscia di donne in ma-tura etä incapaci di mantenersi e final-mente nel 1818 venne esclusivamenteoccupato dalle giovani orfane e dalleesposte, che dopo l’etä degli anni cin-que si distaceano dall’ospitale degli espo-sti. Queste rimangono a carico dell’ isti-tuto da cui provengono, le altre si man-tengono col patrimonio speciale dell’orfa-notrofio.
Occupato nell’anno 1848 dal militareper uso di caserma il locale dell’istituto,monsignore Aurelio Mutti allora vescovodi Verona , offri generosamente un suopalazzo in Bussolengo ad uso dell’islilutostesso, ed ivi furono collocate le giova-nette che prima in numero di circa 110erano raccolte nell’indicato locale.
Istiiuto delle penitenti. Riconosce lapropria origine dalla caritä del beneme-rito vescovo di Verona Giovanni MatteoGiberti , che lo fondö nel 1536 sotto iltitolo d’Istituto delle convertite penitentidella Santissima Trinitä. Fu consideratoquäle corporazione religiosa e soppressoin forza della legge generale 1810, conavocazione dei beni al regio demanio.L’imperatore Ferdinando, con risoluzione22 gennajo 1840 lo ripristinö sotto il ti-tolo di Pio Istituto delle penitenti in SanSilvestrOj e parificollo agli altri istitutidi beneficenza colla capacitä di ereditare.
E’ destinato a raccogliere zitelle e donnetraviate che desiderano ridursi a migliorvita dell’etä fra i 12 e i 30 anni. Ven-