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[Volume primo. Parte seconda.]
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viene sostenuto da dieci negozianli, Ira iquali due muniti di privilegio. Le mani-fatture di lana, benclie decadute, godonotultavia qualche riputazione, specialmente

i panni tiuli in nero e in turcbino.

Ältre fabbriche vi si annoverano, quali

sono: 18 concie di cuoja; una nitriera;una macehina per la poiverizzazione delRhus coriaria o sommaco, premiata eprivilegiata; tre mulini da olio; 4 segheper legnanii; 5 gualchiere; 4 mangani;una saponeria privilegiata; una cereria;una fabbrica assai stimata di spille; 4principali fabbriche di cappelli; una dieristalli e vetri; 16 di catidele di segoed una raffineria di zuccheri.

II lunedi, giovedi e sabato d’ogni set-timana vi si tiene mercato. Due fierehannovi luogo annualmente, una di 14giorni decorribili da quello successivoall’ottava di Pasqua ed un’altra di giorni18 dal 4 al 19 ottobre.

Dopo gli avveniinenti politiei del 1848Verona fu scelta quäle sede del governogenerale civile e militare del regno Lom-bardo-Veneto ; e come capoluogo di pro-vincia ha poi fra l'allre magislrature ,delegazione, tribunale di prima islanzacivile e criminale, intendenza di finanza,congregazione municipale, cainera di coni-mercio, uflicio delle ipoteche, cameranotarile, uflicio degli cslimi, ece. Intornoalle tre ultime non saranno inutili alcunischiarimenti.

Nell’ ufticio delle ipoteche furono con-centrati tulti gli alti appartenenti alcessato ufticio delle notifiche , al quäle,

[ in forza della parte inquisitoriale 5 mag-i gio 104 7 doveano essere nolificali tulti icredili che si volevano assicurati sopragli stabili dei proprj debitori, indicando

ii nome del debitore, la data e Ia qualitädell’ atto a cui derivava il credito, i benisui quali volevasi assicurato , nonche ilnome del notajo rogante 1’ atto medesi-mo; e queste notitiche, alle quali suc-cedettero poscia le iscrizioni ipotecarie,

i incominciano dal 26 febbrajo 1688 e con-tinuano senza interruzione fino all’istitu-zione del nuovo ufticio ipotecario.

Nell’ archivio annesso alla Camera no-tarile fu concenlrato quello del collegiode’ notaj, nonche 1’ altro dell’ ufticio delregistro del cessato reggimento veneziano .Per le leggi veneziane le matrici deinotaj defunli rimanevano in proprietädegli eredi e per la provincia di Verona continuava tale consuetudine fino a tantoehe nella famiglia rimanesse alcun in-veseto

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dividuo ch’ esercitasse il notariato e fosseper conseguenza inscritto al collegio deinotaj; cessando di appartenervi, o man-cando la famiglia del notajo d’ individuiascritti al notariato , dovevano i rogititutti essere deposiati nel citato archiviodel collegio de’ nolaj,

L’ anno 1723, nella notte dal 31 ago-sto al primo settembre susseguente, al-cuni condannaii all’ estremo supplizio ,ch’ erano custoditi nei cosi detti came-rotli sovraposti all’ archivio, appiccaronoil fuoco ai camerolli stessi nella speranzadi procurarsi con tal mezzo la fuga eben presto le fiamrne invasero il sotto*posto archivio, distruggendo quasi perintero gli atti che vi si eustodivano.Nell’ anno 1751, ristaurato il locale daiguasli sofferti per 1’ accennato incendio,il podestä Gradenigo, che per la Venelarepubblica governava allora la provinciaveronese, , ordinö con un suo proclama ,a tutti coloro che in onta alle leggi econsueludini conservavano matrici o te-slamenti rogati da notaj premorti, diconsegnarli al collegio de’notaj, ed alloraincomincio di bei nuovo a eostituirsiV archivio notarile.

Non appena conquistata dai VenezianiVerona neH’anno 1408, venne dal veneto senalo ordinata la istituzione di un uf-licio inlitolato registro, nel quäle tutti inotaj erano tenuti a produr copia deiloro rogiti e questi, per cio che riferi-vasi a contratti, venivano trascritti daappositi notaj in registri membranacei;e pei testamenti, le copie che venivanodepositate si legavano Iibrariamente infilze e cosi si eustodivano e si custodi-scono anche al presente. Dali’ anno 1408al 1899 codesta legge venne regolar-mente eseguita ; ma nell’ anno 1809 ces-sarono quasi del tutto le produzioni dellecopie dei contratti, e continuarono quelle,con qualche interruzione perö, dei testa-menti fino al 1600, nella quäl’ epoca di-minuivano notabilmente anche queste ecessavano poi affalto nel 1782.

Con questi atti, che nell’anno 1810 fu-rono concentrati nell’archivio e sono con-servali in piü che 200 grossi voluini infoglio ed in piü che 300 filze, vi hamezzo di supplire alla deplorabile e dan-nosissima lacuna occasionata dal mento-vato incendio.

Ordinata dal cessato regno d’Italia nel-l’anno 1807 la istituzione della cameraed archivio notarile e rilirali d’ufficio tuttigli atti de’notaj morti che si conserva-

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