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[Volume primo. Parte seconda.]
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Plinio ce ne assicura senza esitanza. Chese Plinio agli Euganei associa i Reli, oquesli formavano un solo popolo coi pri-mi, o furono in appresso ristauratori dellaciltä, per avversa fortuna decaduta, o gliuni tenevano la citlä alla destra dell’A-dige, gli altri alla sinistra.

I primi popoli abitatori o fondatori do-vettero in appresso eedere questi paesiagli Erteil, detti poi Veneti , quindi ai To-scani e agli Etruschi , confondendosi peröin un sol popolo.

Dopo essere stata Verona Lebaica, Eu-ganea, Enela, Retica, Elrusca, non e im-probabile, benche gravi autori soslenganoil contrario, che nelle tante scorrerie an-liche delle varie scbiatte dei Galli possaessere divenula per qualche tempo Gal-lica ed anche Cenomanica. Anzi ei assi-cura Strabone che Verona , da lui dettaGran Ciltä, coine Tacito dissela ricca jobbediva ai Galli Senoni, che comandatida Brenno loro duce diedero tanto da so-spirare a Roma .

Fu allora che, lälto anche qui dei vinlie degl'invasori un sol popolo, presero ilnotne di Libecj-Galli. Non godeltero peröquesti conqtiistalori si belle conlrade chepoco piü di mezzo secolo; dopo di chefurono scacciati dai Veneti , coi quali furonoin continna guerra per quasi due secoli.E forse il Mincio e 1’ Adige divideva ledue nazioni, finelie i Romani con un’ar-mala numerosissima, passato per la primavolla il Po, scacciarono i Galli , e per de-dizione ovvero per conquista si guada-gnarono i Veneti e con questi Verona ;nel bujo della cui storia da questo puntosolo comincia a trapelar qualche lucc.

Soggetti ai Romani, diedero i Vcronesiuna prova dcl loro altaccamento per essial priino annunzio della marcia di Anni-bale verso 1’ Italia. La ciltä di Verona siaffreltö d’inviar soldati, che servirono in-trepidamentc nella seconda guerra Puni-ca, e meritarono di essere nominati cononore da Silio Italico .

Nel G65 Pompeo Strabone la dichiaröcolonia lalina, e Ccsarc nel 706 le con-cedelte la cittadinanza rornana.

Nel territorio veronese accadde la granbattaglia in cui Mario sconfisse i Cimbrie salvö l’Italia dall’invasione di que’bar-bari .

Durante la repubblica e 1’ impero ro-mano fu Verona abbeliita di ponli, ditempj, d’un teatro, d’ un lago arlificialepei giuochi navali e d’ un magnilico an-fiteatro; per tal modo divenne una dellepiü illustri e popolate cittä d’Italia .

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Incominciate nel quinto secolo dell’eracristiana le irruzioni de’ barbari, Verona soggiacque pur essa ai disastri comunial rimanente della Venezia . Se non chefu piü avventurata delle allre cittä per-che Teodorico re de’ Goti la predilessein modo che alcuni storici l’appellaronoil Veronese e molti re longobardi vi sog-giornarono gran parte dell’ anno. Ancheßerengario, eletto re d’Italia nell’888, vipose la sede dei suo governo e Ja difesedagli Ungheri che scorrevano l’i'.aüa met-tendola a ferro ed a fuoco.

L’imperatore Ottone 1 verso la metädei secolo X consenü che Verona si eri-gesse in repubblica, giurando perö fedelläe pagando i consueti tribuli. Allora perla direzione dei pubblico governo furonodalla universitä dei nobili e dal popoloeletti ottanta ottimati, ovvero nobili, chia-mati consiglieri e governatori della re-pubblica veronese, ne’quali trasferironopiena autoritä di reggere lo Stato.

Oltre questi eranvi i consoli ed il po-deslä, secondo il costume generale dique’ tcmpi.

Tra gli Ottoni perö il piü propizio aVerona fu il terzo che v’ introdusse unrilevanle traffico con la Germania , in pro-gresso di tempo coltivato calorosamenteanche dagl’ imperatori Enrico e Lotario ,il secondo de’quali recossi a Verona l’an-no 1138.

Grave controversia nacque nel seco-lo XII tra Veronesi e Mantovani, per ciöche questi aveano edificato un castello adOstiglia sulle sponde dei Po . L’ impera-lore Corrado 111 chiamato ad interporrela sua mediazione fra i dissidenti, sen-tenziö che Ostiglia dovesse appartenerea Verona .

Benche ai tempi dei Barbarossa Vero-na entrasse nella lega Lombarda, riusciall’imperatore di soggiogarla e porvi allareggenza un governatore tedesco . In que-sto mezzo gravi mali le produssero le fa-zioni de’guelfi e ghibellini, aventi a capola prima la famiglia Traversari di Sambo-nifazio, l’altra quella dei Monticoli. Tut-tavolta, conchiusa in Venezia la pace tral’imperatore Federico e il pontefice Ales-sandro III e composte altre civili discor-die dal doge Enrico Dandolo , tornö inVerona la tranquillitä e fuvvi ripristinatal’antica polizia.

Non andö guari per altro che le iredi parte fra i Monticoli e i conti di Sara-bonifacio rinfiannnaronsi, il perche questichiamarono in loro soccorso Azzo mar-