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chese d’Este e i Monticoli Eccelino daRomano. Costui, dopo avere seonfitto Azzooccupö Verona , cui governötirannicamentecacciando da essa i gueHi, tra i quali lafamiglia Sambonifacio, che nell’anno 1226fu richiamata per coniando dcll’impera-tore Federic-o II. Pensando tuttavia Ec-celino a diventare principe assoluto diVerona , dopo il suo matrimonio c.on Sel-vaggia figlia naturale di Federieo II, re-pulö necessario al suo disegno di mutareil governo veronese di nobile in popolare.Istilui dunque un consiglio di 500 franobili e popolari -co’gastaldi di tutle learti, e sedici anziani, i quali uniti alpretore (ch’era egli stesso) fossero gii ese-cutoridei decreli del consiglio medesimo.Sali allora Eccelino all’apice deila bra-mafa possanza , poiche a non suscitarecontro se stesse lo sdegno dell’imperatoreFederieo, giurarongli fedeltii quasi tutlele citta della Marca Trivigiana e dellaLombardia .
Lui morto fu norninato pretore di Ve-rona Mastino della Scala., dal quäle inco-minciö la grandezza degli Scaligeri , chevi fondarono una tirannia jiiü mite, mapiü durevole di quella di Eccelino (1262).
Si diede Mastino di tutto proposito asedare le discordie riehiainando i bandili,a decorar la citta con pubblici ediliej ead animare la mercatura coli’ istituzionedi fabbriche di panni: condussc i Vero-nesi alla viltoria sottomettendo Trento e qualchc castello sul Vicentino , e si feceamare e stimare da ambo le fazioni; senon che lasciossi conoscere quäle ghibel-lino allorche albergö con tutte le dimo-strazioni di rispetlo Corradino ligliuolodi Federieo II, il quäle si portava neiregno di Napoli per ricuperare il tronopaterno, che gli fu miseramente cominu-tato in un palco di giustizia. Presero oc-casione da ciö alcuni che vedeano di maiocchio gli avanzamenti dello Scaligero, ditentar di trucidarlo neila sua propriacasa; ma furono scoperti, e chi niori ap-piccato chi rifuggissi presso il conte Sam-bonifacio, che a visiera calata rivolse learmi, ma colla peggio, contro Mastino.
üsö Mastino della viltoria con mode-razione, procurando di riunire i partili,ma uno strano caso risvegliö le sopitediscordie. Una nobilissima donzella venneviolata da un giovane suo pari, che siesibiva riparare all’onore con isposarla.Ma ciö non piaceva a Scaramello de’Sca-ramelli il piü stretto parente della ver-gine violata, e voleva la morte dello slu-
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pratore. Perche Mastino si mostrava in-clinato alla clemenza, venne dal dettoScaramello e da altri congiurati uccisomentre passava dalla piazza delle Erbe aquella de'Signori. Si suonarono le cam-pane della comunanza: il popolo accorsosi scagliö contro i traditori, alcuni deiquali furono presi ma i capi fuggirono(1277).
Alberto fratello di Mastino, accorso daMantova dov’era podesta, arrivö a tempodi pigliar vendelta de’catturati e condan-nare gli altri a csiglio perpetuo. Lamorte compassionevole di Mastino accreb-be il favore dei Veronesi verso la famigliaScaligera. Alberto venne elcvato al gradodi capitano con antorita maggiore diquella che aveva il fratello. Lo estintofu onorevolmente seppeilito in un’ areacon epitaflio a S. Maria Antica ed il luogodove fu ucciso venne denominalo e ancora
10 e il Folio Barbara.
Quando il consiglio aveva eielto Alberto(1280) erasi riserbalo il diritlo dell’ele-zione del podest ä. Ma questo diritlo,buono o nialgrado che fosse, passö nelloScaligero, il quäle si propose di cangiare
11 governo repubblicano in monarchico.Fa per altro inesl.ieri confessare che l’e-slerno splendore di Verona si accrebbedi gran luuga, impereiocche avendo Al-berto assoggettalo i Trcntini, conquislatoRiva, il Lastei d’Arco, Parma, Reggio ,Eiste, la Badia, e per ispontanea dedizioneanche Vicenza , poi fattesi sue Feltre eBelluno, formö di Verona la capitale diun grande Stato cui abbelli, dilatö, for-tilicö ed aumentö di popolazione traendo-vi forestieri cogli spettaeoli e col coin-mercio, massime col laniticio.
L’amicizia di Alberto venne ricercaladai primi signori d’ Italia coi quali s’ini-parentö. Visse nel dominio della sua pa-tria 23 anni con sonirna lode e con au-mento continuo dello Stato. Mori l’annoprimo del secolo XIV.
Quantunque libera apparisce la sceltadel capitano del popolo, pure, quasi ilprincipato fosse soggetto al diritlo di suc-cessione, ad Alberto della Scala fu datoper successore il tigliuolo Barlolomeo,«Ohio pacifico c che nulla aveva dellevirlü o de’vizj militari del padre. Fautoredella plcbe anche con dispetto della no-bilta; promotore del commercio, di cuisi conscrvano i trattali fra Veronesi eVeneziani; amato e venerato, segnata-mente dai poveri che in lui avevano ungeneroso benefattore, avvezzö insensibil-