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Brescia, Colorno e poi Parma, Lucca edil castello di Massa. Ostililä intraprese atorto , smoderatezze nelle vittorie , man-canza di fede agli alleati, principalmenteai Fiorentini a nome dei quali avea presoLucca , fecero nascere una lega potenteper fiaccare il suo orgoglio, che lo spin-geva ad impacciarsi in affari di altre cittäed eccitare sollevazioni. Ed ecco il fra-tello Alberto tradito in Padova dal fintoamico Carrara che aspettava il momentodi vendicarsi d’ ingiuria soinma ricevutanell’ onore per violenza di esso Alberto;il quäle aveva tante altre ragioni pru-denziali per non fidarsi del padovano, dacui fu dato in rnano ai Veneziani , prin-cipali di quella lega in un co’Fiorentini;ed ecco Brescia ribellata, ecco i popoli intumulto. Per riavere la pace ed i! fratelloconvenne a Mastino perdere tutto, a ri-serva di Verona, Vicenza, Parma e Lucca .Ma Parma gli fu tosto tolta dai ligli diGiberlo da Correggio , c Lucca fu poiceduta da lui, per prezzo pattuito, ai Fio-rentini , i quali fra gli oslaggi di pacedati a Mastino aveano il noto storico Gio-vanni Villani . Tante perditc in un uomoche aspirava alla conquista di tutla l’Ita-lia, dopo averlo reso quasi furioso , glicagionarono una lenta malaltia che iotrasse al sepolcro dopo 25 anni di domi-nio (1551).
Restalo solo Alberto icö signoridi Verona Cangrande 11 (dctto anclie Can-rabbioso), Paolo Alboino c Cansignorioflgliuoli di Mastino II e di Taddea daCarrara, pia donna. Proclamati signori diVerona i nipoti, l’infingardo Alberto perabbandonarsi liberamente alla volultä ri-tirossi nel suo palazzo privato, detto ilpalazzo dell’ Aquila ove dopo un annomori.
Trc fratelli padroni di uuo stesso do-minio, niuno dei quali aveva i talcnlidelpadre, non potevano a lungo restare amici.Gangrande, che merce il matrimonio dellasorella Altaluna con Lodovico marchesedi Brandeburgo (1554) aveva cercato ap-poggi alla famiglia; che col sopir la ri-bellione del fratello naturale Freguanoaveva inostrato intrepidezza c prudenza;che collo sposare la nipote del Viscontiarcivescovo e signore di Milano , s’ eraprocurato un potentissimo alleato; vennea tradimento fatto ueeidere presso SantaEufemia dal minor fratello Cansignorio ;il quäle accagionando di congiura ancheF altro fratello Paolo Alboino e rincliiu-dendolo perciö nella rocca di Peschiera ,restö solo padrone.
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La passione di fabbricare in Cansi-gnorio fu grandissima e piü edilizj s’ in-nalzarono sotto il suo principato che sottotutti gli altri Scaligeri. Promosse il traf-fico e l’agricoltura: in tempo di carestiaprovvide generosamente alla popolazionee mantenne la pace. Mori di 35 anni( 1375 ) e con lui tini la discendenza le-gittima degli Scaligeri, avendo poco primadi morire fatto soffocare col laccio nellaprigione di Peschiera il fratello Paolo Al-boino. Lascid il principato di Verona eVicenza ai suoi due ligli naturali Barto-lomeo ed Antonio, il maggiore de’ qualinon passava gli anni quindici e gli lasciösotto la tutela di Guglielmo Bevilacqua edi altri maggiorenti della cittä; facen-doli, prima ch’ egli spirasse , proclamarprincipi alla presenza del popolo, giustal’antica norma adunato al capitello.
Antonio della Scala imitatore del padre,per dominar solo fece ammazzare il fra-tello Bartolomeo, incolpandone SpinettaMalaspina ed Antonio Nogarola. Questirifuggitisi presso Gian Galeazzo Visconti duca di Milano lo eccilarono a portarguerra contro il fratricida, che fu assalitonel tempo stesso dal Gonzaga di Mantova e dal Carrara di Padova. Verona fu presadal Visconti, e dopo non molto anche ilCastel Vecchio dove si era ritirato Antonioe donde a tempo fuggi. Lo sciaguratoramingo andö a finire i suoi giorni sul-le montagne di Forli , e si crede per ve-leno; cessando cosi la doininazione Sca-ligera (1387) dopo 127 anni dal capitanatodi Mastino I e 77 dall’ investitura impe-riale.
Caduta Verona sotto i Visconti, vi ri-mase tinche nel 1404 Francesco da Car-rara la occupö, ma poco la tenne, percliemorto il suo alleato Guglielmo , 1’ ultimodegli Scaligeri , il 22 giuguo 1405 i citta-dini entrarono in trattat.ive col provve-ditorc Gabriello Emo che assediava Ve-rona, e si sottomisero alla repubblicaveneta .
Nelle guerre col duca Filippo Maria , eposcia coi Francesi , con gli Alemanni e gliSpagnuoli durante la lega di Cambrai,Verona fu presa c ripresa moltissimevolte, diventando sovente per la sua po-sizione geogralica il teatro delle militarioperazioni.
Stabilmenle ritornata poco dopo sottoVenezia , non piü soggiacque ad avversitäfiuo al 1796. 11 giorno 1.“ giugno diquel-l’anno vide per la prima volta i Francesi comandati da Massena , e quindi piü d’una