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[Volume primo. Parte seconda.]
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volta fn occupata ed abbandonata dagliAustriaci. Nel susseguente anno, ai 17 diaprile, seconda festa di Pasqua , il popolo,istigato da alcuni nobili, insorse controil presidio francese . Dopo i vespri suona-rono le campane a storino, la sommossascoppiö tanto in Verona quanto nelleterre circonvicine, e ovunque trovaronsiFrancesi furono trucidati. 11 furore delpopolo e de’soldati Schiavoni fu tale, chevennero persino scannati 400 e piü am-malati che giacevano negli spedali. Tra-scorsero perö pochi giorni che all’arrivodi Kilmaine, di Victor, di Chaubrun edi Lahoz, dovettero i Veronesi aprire leporte, e sottostare alle conseguenze dellamal riuscita sommossa. Tre capi dell’in-surrezione vennero consegnati ad unacommissione militare che li condannö alsupplizio: il conte Francesco Emilj capodella cittä; il conte Augusto Verita, chefaceva parle del corpo municipale ed ilcappuccino Malenza furono le tre viltitne.

Con la pace di Campoformio fu Verona sottoposta al dominio austriaco; nel giornoB aprile 1799 i Franco-Cisalpini ebberouna sconfitta dagli Austriaci capitanatida Krai in vicinanza alla cittä. Vi rien-trarono i Francesi nel 1800, e dopo lapace di Luneville rimase divisa mediante1’Adige , a destra solto il governo dellarepubblica italiana , a sinistra sotto 1’au-striaca dominazione. Nel 180B, dopo lapace di Presburgo , fece parte del regnod’Italia come capoluogo del dipartimentodell’Adige , il quäle dividevasi in Iß can-toni e 101 comuni, contando una super-ficie territoriale di tornature 342,010. 25,e una popolazione di 288,347 abitanti.Le vice-prefetture erano in Legnago,Villafranca e Lonigo.

Nel 1814 tornö di bei nuovo all’Austria ,a cui rimase soggetta anche nelle politi-che vicissitudini degli anni 1848 e 1849.

Nel 1822 vi si tenne un congresso di-plomatico al quäle intervennero i dueimperatori d’Auslria e di Russia .

Tale per sommi capi e la storia diVerona fino a’ di nostri: ora esaminiamoquäl fosse il governo della cittä fino allaestinzione della repubblica veneziana.

Posciache i Veneziani conquistaronoVerona , destinarono alla reggenza dellamedesima un podestä, un capitano, duecamerlenghi, un castellano pel CastelVecchio ed altro pel Castello S. Felice,oltre i subalterni assessori e ministridella corte superiore. Per quello poi cheriguarda la comunitä di Verona , che re-

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puhbllica viene appellata nel capitolo Bldel libro I de’suoi Statuti, fu rafferinatala civile organizzazione allora vigente.

Reggevasi Verona nel 1404 da un con-siglio minore di 12, e da altro inaggiorecomposto di B0 citladini, oltre il generaleconsiglio di 122 consiglieri, i quali con-sessi venivano eletti co’metodi stabiliti eregistrati nel capitolo B2 dei predettiStatuti.

Si adunavano i 12 ogni giorno alla pre-senza del podestä, e i B0 una volta ognisettimana. Ai primi apparteneva il farosservare gli Statuti ed eseguire le deli-berazioni de’consigli superiori,il difenderei privilegj, i diritti e la giurisdizione delcomune di Verona, lo spendere il pub-blico danaro, il riformare ove d’uopo leleggi e il creare nuovi cittadini. Egualeautoritä godevano pure i secondi, an-ch’essi presieduti dal podestä, giacche dalloro seno venivano estratli a sorte di bi-mestre in bimestre i 12 cittadini costi-tuenti il consiglio minore anzidetto. Coninolta erudizione trattö di questi consessiil dotto Scipione Maffei nella sua Ferotiaillmtrala, parte 111, capo I. Noi soltantonoteremo che non aveva ingresso ne’ve-ronesi consigli, ne poteva esercitare lecariche civili dai medesimi dispensate,chi non era cittadino originario, ovveroaggregato. Le condizioni relative allaciltadinanza leggonsi negli Statuti dalcapo 00 al capo 76 del libro primo.

Quanto poi agli uffizj subalterni dellacittä si ordinarj come straordinarj questivenivano tutti distribuiti di semestre insemestre dal consiglio de’122, a que’solicittadini che avessero 20 anni compiuti.Uflizio primario era il consolato compostodi otto cittadini, quattro de’quali pren-devansi dal collegio degli avvocali. 11 con-solato, oltre la giurisdizione civile, con-templata nel capo 69 degli Statuti, godevaautoritä criminale unitamente al veneto podestä e alla sua corte.

Carica eziandio molto onorevole eraquella de’provveditori di comune, cui an-nettevasi il sindacato, ossia l’assistenza apubblici liligj, la custodia del pubblicodanaro, la convocazione de’ consigli, lavigilanza sopra le vettovaglie, ed altreincombenze dichiarate negli Statuti dalcapo 77 al capo 89.

Merita pure speciale menzione il vi-cariato della casa de’mercanti, incaricoreputato di lanta rilevanza, che al vicarioaccordavasi il primo posto dopo il po-destä per disposizione degli statuti me-