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del suo fondatore, accoglie 36 famigliepovere ma di civile condizione.
Monte di Pieta. Privali sovvenlori conI’esborso di proprj capitali piantaronoquesto stabilimento a soccorso de’poveri,i quali contro 1’ esibizione del pegno ri-cevono anehe al presente pecuniarie pre-stanze.
Casa d’indmtria e ricovero. Qnanto alricovero questa fondazione si riconosceopera del cavaliere Ottavio Trento vicen-tino, che in vita con apposila donazione,ed in morle con vistosissimo legato , laeresse e la mantenne. Quanlo all’industriaviene la stabilimento di recenle istitu-zione mantenuto da spontanee Offerte deivicenlini, ed accoglie circa 800 individni,il prodolto de’ cui lavori e una secondal'onte del reddito che lo sostiene. II si-gnor Giovanni Berlolini gli lasciö contestamentaria disposizione un capitale frut-tifero di lire 40,000.
Oltre al ricovero, all’industria e all’ i-stituto elemosiniero havvi unito lo slabi-lirnento a lavoro semi-forzato in cui sonoreclusi da 20 giovani vagabondi ed oziosi.
Questo pio istituto dal priino gennajo1835 viene diretto ed annninistrato daun’apposila conmiissione generale di pub-blica benelicenza.
sisilo d‘ infanzia. Venne fondalo nel1839 da una soeietä di benemeriti vicen-tini. Accoglie circa 200 fanciulli di le-nera etä d’ ambo i sessi, sotto la sorve-glianza di sei maestre e relative donnedi servizio.
I:\dcstria , commercio , ecc. Fra le mani-fatture di questa citta primeggiano i tes-suti di seta , cioe velluti e broccati, de’quali si fa esteso commercio anche all’e-stero. Vi sono pure telaj per le Stoffe dilino, varie fabbriche di stoviglie, altre dicappelli di feltro, oreficerie, fonderie, ecc.
II commercio delio derrale territorialivien fatto coi distrelti della provincia ec.oi paesi finitimi.
Ogni marledi, giovedi e venerdi vi sifiene mercato; ma sopratutto le riescemolto proficua la fiera annuale che inco-mincia il 26 luglio e dura lino al di 8 ago-slo nel piltoresco viale di Campo Marzio.
Questa ciltä e residenza della R. Delega-zione, della Congregazione municipale, diun Tribunale di prima istanza e di commer-cio, di una Intendenza di finanza, di unCominissario distrettuale , ecc., ed insi-gnita del titolo di regia manda un de-putato alla Congregazione centrale di Ve-nezia .
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Novera circa 30,000 abitanti.
iVotiizie storiche. — Il silenzio degliscritlori lascia ignorare se 1’origine diVicenz.a (chiamala Uletia da Strabone ,Bitetia da Eliano, Ficetia da Bruto )debbasi piuttosto agli Euganei che ai Ve-neti o ai Galli , tuttavia non e a dubitaredella sua antichitä, quando una lapidaterminale dell’anno 619 (138 av. G. C.)ne dimostra assai vaslo il territorio aquel tempo. E assai vcrosimile che nel-l’anno 452 (302 av. G. C.) ajulasse i Pa-dovani contro Cleonimo re di Sparta , ilquäle con grossa mano di Greci s’ eracaeciato entro 1’ imboccalura del Baccln-glione; piü probabile che nel 529 fossetra le citta venete, che si collegarono co’Romani a distruggere i Galli Senonidella Toscana . Nel 838 pugnö infeliee-mente a Canne contro di Annibale: ecirca venti anni dopo si diede spontanea-mente a Roma . In premio dell’ amiciziaconservala alla repubblica nella guerrasociale fu dichiarata colonia latina scnzadeduzione (anno 668 ); indi per leggepromossa da Giulio Cesare consegui lapiena cittadinanza, ossia il jus municipii,unitamente alle altre citta traspadane(anno 705 ). Con ciö fu ammessa a dareil proprio suffragio ne’ comizj romani edascritta alla tribü Menenia. Le violenzee l’espilazioni patite sotto i triumviri eb-bero compenso dai primi imperatori, aitempi de’ quali Vicenza crebbe in ric-chezza e considerazione. Le rovine del-l’acquedotto detto di Lobia, che da moltemiglia recava 1’ acqua potabile ai citta—dini; gli scavi del teatro Berga, ricco distatue e di grandi colonne; una torrecolossale per uso del pubblico erario,molte e molte lapidi sacre e monuinen-tali disposte con utile intendimento partcnegli atrj delle case Schio ed Orgian ,parle nel chioslro di S. Giacomo , tutlesagacemente descritte dal conte GiovanniSchio, coine il Miglioranza illuströi marmidel teatro Berga raccolti nel palazzo Chie-ricato; i ponti romani di S. Paolo e de-gli Angeli; le due vie Postumia e Gallica,le quali mettevano capo al secondo diessi; attestano, per tacer d’altro, ancheal presente, l’antico lustro di questa bellaciltä. La quäle per esser posta fra Roma e Germania (ove gl’imperatori sostennerolunghe e sanguinose guerre ) piu voltericovero i Cesari nelle sue mura , e giäsi sa di Teodosio, che da Vicenza pro-mulgö nel 391 due leggi.
Maquando la sede deli’impero trasferita
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