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€ appresso anche solo sei mesi - . ilovevacapitanare l’esercito, ma d’ordinario sulcainpo affidavasi ad altre inani. Aveva iipiceolo consiglio formato di dodisi savied il grande cotnposto di eento ottantamembri metä patrizii, metä popolani.Quando papa Innocenzo III bandi lacro-ciata gli Astesi vi spedirono inille fanti etrecento cavalli col fiore della proprio no-biltä. Appresso Asti divenne imperiale eii 6 novembre del 4244 rifiutö l’ingressoad Innocenzo IV che fnggitivo di Roma portavast a Lione. Ricovrossi nel mona-stero degli Apostoli fuori delle nuira. GliAstiginni si pentirono di quel fatto, ot-tennero grazia e declinarono !a causa diFederico. Cosi per lungo tempo furonodibattuti anch’essi, non altrimenti che lealtre cittä tutte d’Italia , dal partito Guel-fo e Ghibellino, soverchiando or l’uno orI’altro di essi. Dissensioni che, sotto va-rii nonii e colori sempre vive e sempredagli stranieri fomentate, saranno la eter-na sventura d’Italia . Alla discesa di Carlod’ Angiögli Astigiani furono dapprima bat-tuti da’Provenzali che militavano sotto gliordini di Filippo diGonissa : pcscia irritatidagli aspri modi del comandaute ebbero larivincita nel 4273, e dopo le prime vitto-rie non lasciando tregua allo straniero in-vasore ed a’ suoi alleati, furono la causaprincipale per cui del 4277 rivalicasse leAlpi . L’assoldamento di militi e i dispen-dii sostenuti in codeste imprese, comun-que fortunate, costarono al comune pres-so a sei milioni di franchi. Asti toccö diquest’ epoca all’ apogeo della ricchezza ,della gloria e della potenza sua. Nel mag-gio del 4343 li quattro savii eletti dalconsiglio decisero che la cittä non potessepiü reggersi a popolo, e si dovesse sotto-mettere al re Roberto. Ciö accadde il diottavo del mese stesso nel palagio degliAlfieri, ove dimorava Ugone Bancio rap-presentante del re. I patti si divisaronoin 49 articoli. Allorche i Visconti creb-bero grandemeute in potere, Asti caddein loro balia, e Luchino, signore dellacittä, vi piantö una cittadella lä dove piädeboii sembravano le difese. De’ quattrotorrioni che s’inalzavano a ciascun angolodue in parte sussistono tuttayia. L’unoserve attualmente di polveriera, l’altroe a fiore del terrapieno e della piazza d’ar-mi sulla linea della polveriera stessa.V’ebbero contese d’armi e d’inganni, se-gnatamente a’ giorni di Galeazzo e di suofiglio, il Conte di Virtü , tra i Visconti e imarchesi di Monferrato pel possedimentodi Asti. Nel 4347 il Conte di Virtü diede
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Valentina, sua figlia, in isposa a Luigid’Orleans . Ebbe la dote di quattrocentomila fiorini d’oro e della cittä d’Asti esue pertinenze, e nelTaprile delT annostesso TOrleanese ne assumeva il governo.Gli Sforza succeduti a’ Visconti preteseroal dominio della cittä. Vi resisteva Luigid’Orleans, sostenuto da Carlo VIII , suogermano, che ricacciato da Napoli nel4493 ebbe a gran Ventura il potersi ri-durre in Asti a salvamento, Quando Lo-dovico re di Francia , eccitato massima-mente da papa Giulio II, scendeva a com-battere in Italia per la lega di Combraia danni di Venezia , dopo il famoso com-battimento d’ Agnadello, 44 maggio 4509,entrava trionfante in Asti , portando seco tutleone di marmo, ch’era l’itisegna della com-baltuta repubblica , da lui tolto a Cre-mona. Tutti poi sanno il fine di quellalega si gloriosa per la repubblica veneta .Venne Carlo V, ed Asti fu data in feudoal vicere di Napoli, Della Noa, dopo lacui morte Tottenne per se ed eredi Bea-trice infanta di Portogallo , moglie di Car-lo III duca di Savoja e cognata di Car-lo V , con diploma del 3 aprile 4534. Cosipassö nella casa di Savoja il dominiod’Asti ch’ora forma parte e titolo dellacorona stessa. Nä questo dominio in se-guito fu sempre pacifico ed inconteso; aitempi di Arrigo e del duca di Guiso,ch’erano pur quelli di Emanuele Filiberto ,ea quelli di Richelieu, di Vittorio Amedeo e della reggenza di Toinaso e iMaurizionella minoritä di Carlo Emanuele , dive-nuto il Piemonte il teatro di guerre ester-ne e di civili discordie, Asti soggiacquealle vicende che sono inseparabili da si-mili avvenimenti. Seguirono appresso le in-terminabili e dure contese tra Francesi eSpagnuoli, Tincertezza dei duchi di Savojasul partito cui appigliarsi e le occupazioniche d’Asti fecero or gli uni or gli altri,tutti con grandi promesse che non si man-tennero mai.Cosi il Vandomo occupuvaAsti ib novembre del 4703, ricuperavaloVittorio Amedeo nel 4706, ne aveva gua-rentito il possedimento nel 4743 dal trat-tato di Utrecht, e ritornando di Palermo ,ov’erasi incoronato re, e vi dimorava unanno, passando per Asti , la cittä acco-glievalo con feste ed archi trionfali. II no-vembre del 4745 i Gallispani, sotto gliordini del maresciallo De-Chevert, entra-rono al possesso di Asti . Un’ ardita im-presa di Carlo Emanuele III li ricacciavanel 4746. Ne da quest’epoca al 4797 inAsti nacquero fatti che sieno degni dispeciale ricordanza, massime in questo