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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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presso era tultavia imperfelta allorche ilvescovo Milliavacca si accigneva a fornirecodesta opera insigne, chiamandovi pureil Bocca di Bologna e Francesco Fabricae Pietro Antonio Pozzi milanesi , a dipin-gerne le interne pareti. Comeperöil coroele cappelle laterali non rispondevano allarimanente magniflcenza del tempio, cosiVittorio Amedeo II , visitandolo, disse alMilliavacca che quello era un bei corpoma senza capo. L’intese il vescovo es’ac-cinse alla correzione, ma non pote com-pierla perche morto del 4714, La com-pieva il Caisotti del 4768. Carlo Cardonicotnasco e Gaetano Perego furono invi-tati a dipingere le adempiute volte delcoro. Le pitture perö piü distinte sonoquelle della parte inferiore del coro, iviesistenti prima del Caisotti e dovute al-l’asligiano Aliberti. La cattedrale d’Asti euna delie piü ragguardevoli del Piemonte e gli artisti ritrovano in essa parecchi ar-gomenti degni de’ propri studii. Anche lavicina cappella di S. Giovanni e le co-lonne di finissimi marmi con graziosi ca-pitelli, discoperte non e molto sott’esso ilsuolo della prossima ortnglia, meritano diessere visitate. Si custodiscono pure al-cuni lavori d’ orificeria degni d’ osserva-zione: tra gli altri un’antica pisside edun ostensorio a foggia di torre adornodi pietre preziose e di egregi finimenti.Vi si legge in giro scolpilo a earatteri go-tici che fti compiuto e donato l’anno 4467gli 8 di giugno da certo De Filippi mila-nese abitante in Savigliano. Meritevole diconsiderazione e pure il tempio di S. Se-condo e per la sua struttura, e percheconsecrato al patrono della cittä e patrizioastese, che sotto l’impero di Adriano fudal pretore Sapricio condannato nel capocome inunutabile seguace della religionedi Cristo, Di esso giltavansi le fonda-menta nel 4450 e nel 4462 si proseguival’erezione della facciata. La chiesa de’bar-nabiti e quella di S. Catterina contanoanch’esse alcun pregio per non parlaredimoltissime altre. Suntuosa e adattissimaall’uopo 6 la fabrica del seminario chevi si dispiega per tre grand’ali. Ella e do-vuta al merito del pio vescovo Paolo Mau-rizio Caisotti che la eresse dalle fonda-menta. La quarta era vuota, ma ora sor-ge all’ adempimento di essa un tempiograndioso ed assai elegante, consecrato aS. Filippo, ed eretto per le eure costantidell’attuale vescovo monsignor Artico .

Il seminario inoltre e fornito d’una bi*blioteca ricca di libri che spettano in

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ispecial guisa alle scienze ecclesiastiche.V’hanno alcune edizioni pregevoli. E rag-guardevole la raecolta in quaranta volu*mi degli scritti dell’ abate Stefano Incisa.Scrisse egli giorno per giorno gli avve-nimenti della cittä e vi congiunse i docu-menti. Questi libri desidererebbero un lo-cale opportuno, un indice, una piü conve-niente disposizione. E a deplorarsi ancorache si popolosa ed illustre cittä vada spo-glia di una publica biblioteca e in Mont-pellier, anziche ad Asti , passasse quelladell’Alfieri in onta al legato che facevaalla patria sua in quel sonetto :

Asti antiqua cittä, che a me giä destiLa culla, e non darai (pare) la tombajPoich’e destin che da te lunge io resti,Abbiti almen la dot.trinal mia fromba.

Quant’ebbi io libri all’insegnärmi presli,Fatto poi spirto a g'uisa di colomba,Tanti ten reco, ondle per lor s’innestiNe’ tuoi figli il sapeC che l’uonu dispiomba.

Ne in dono giä iria in filial tributoSpero, accetto terra'i quest’uti'l pegnoD’uom, che tuo citt adin s’e ognor tenuto.

Quindi se in modo vuoi d’amlbo noidegnoContraccambiarne uii di jl mio ceper mutoLibri aggiungi a’miei libri: esca ull’ingegno.

Inoltre ai fabricati principali della cit-tä si devono aggiungere i! collegio nazio-nale e alcuni palagi, tra cui quello del-l’Alfleri che ora appartiene al marcheseColli. Asti abbondava di monasteri e nel4797 v’erano ancora a S. Bernardino iminori osservanti, i domenicani alla Mad-dalena, gli agostiniani a S. Agostino , icanonici lateranensi a S, Maria Nuova, iminori conventuali a S. Francesco, i bar-nabili a S. fllarlino, i padri dell’oratorioa S. Paolo, i carmelitani alla Vergine delCarmine, i carmelitani scalzi a S. Giu-seppe, i padri cisterciensi alla Consolata,i serviti a S. Catterina, gli agostiniani diLombardia alla Madonna delie Grazie efuor delie mura i cappuccini, i certosini e ibenedettini . V’erano poi monache al Ge-sü, a S, Anastasio, all’Annunziala, a SantaChiara e a S. Anna. Ora suäsislono i mi-nori osservanti, i barnabiti, i carmelitani ,e di monache le clarisse, le benedeitine,le compagne di Gesü .

Biografia.

Sarebbe opera soverchia lo annoveraretutti li piü ragguardevoli personaggi chefiorirono nella provincia Astigiana. Ne ac-