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sito, quindi ü impossibilc; l’avarizia ilc!Pnrlamcnto, c la non sulficicntc cnlturadcl popolo non ci pcrmcltono di sperarcper ora di ottencrla. H numcro dci mc-slicranti della Liguria maritima pare di84 mila. Non abbiamo il numero dei ma-novali delle fabbriche; l’ab])iamo dei ma-novali in genercc dei giornalicri in 98,558di ehe forse piii della mclä appartengonoai campi.
L’ ouvrar dei genoes , se bene leggonoi genovesi (c lo credo perche onrar nonvi ha ehe fare), cra famoso ai tempidi Federigo II che lo norninö in una suaserventese. Di vero si tenne lungamenlesoprano linche Ilalia fu soprano datricedi suc operc al rnondo civile. Lana cseta fecero la ricchezza di Toscana e diLombardia e di tulti gli Stati che la pre-sero in amore. La Liguria nel XII secolofilö c tcssc lanc c setc, fece opra di navi,e ne vende sino a’ suoi stessi nemici sic-comc oggi fa 1’ Inghilterra. Da Grccia ,da Sicifia, da China prendean le sete, lelanc da Tunisi ; lc rimandava lilate c tes-sole in varii modi per Barberia, Costan-tinopoli, Nicosia , a cambiarsi con altrioggetti di che il lusso crcscente chiedevapossesso. Albenga soprattulto inandava aCaffa innnensi deposili di oggetti daspac-ciarsi per l’Asia . Il sctificio ancor nobilenel secolo XVI fu tultavia csercitato dapatrizi genovesi che lasciate nel 1576 lcarti mcccaniche si diedero alla banca. Divero allora cominciö la decadenza dcl-1’industria manifatturiera e sc ne servi-rono gli stranieri. Colbert Irassc il seti-ficio a Lione e Genova decadde ancorpiü; ciö non ostante contava ancora 11500telai, i quali non furono rovinati che colblocco napoleonico.
L’arte serica passata da Greeia in Si-cilia nel 1146 era vivissima in Liguria nel 1240; i pannilani andavano in queltempo in Sicilia e in Asia ; e nel fiorirdella colonia di Caffa traevano da Astra-kan il pelo d’Angola e ne facevano i ca-melotti per l’Egitto e l’Asia . Gli Umiliatiall’Aquasola erano lessitori prima che aFirenze ; nel 1286 le tinture di guado edi vermiglio erano pregiate e rieche. Nelsecolo XII aveansi pure commerci di co-tone; broccavasi e filavasi in oro, e cre-desi dei 1154 la carta genovese formatadi stracci di cotone, meschiato il cotonecol lino nel linire dei XIII, lino solo sulfinire dei XIV. Circa in quel XII e an-che prima erano magone in Liguria colferro dell’Elba; fabbricavasi la biacca, la
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ccra: lavoravasi di filigrana in nrgento,negoziavasi di coralli, il’armi e di navi.
Una parificazionc di diritli nei portiera tutla la libcrtäcommerciale dci tempiantichi, i quali non avendo concorrenzaestera davano agio ai Liguri in ogni im-presa; a questa idca si ritorna oggi checoncorrenza c’e, c la concorrenza e gran-de; si spera che giovi e s’ incalza.
Nel 1786 1’ industria paesana fu comin-ciata ad imitarsi in Genova da una so-cictä patria. Stampö ulili suggerimenti,c dieci anni innanzi la prima esposizionefrancese procacciö (1780) una esposizionedella industria nazionale. Nel 1798 siconfuse coli’ islituto di fisica e d’arti operi con esso.
Nel 1811 sorse la societä di emulazionee visse quattro anni; nel 1818 tre socictäsi composero; c l’una fu della econoinica,di manifattura e commercio. Oncglia, Sa-vona, Chiavari c Spezia hanno comitalie societä proprie; si stabiliscono societäd’opcrai, scuole tecnichc ; si vuol rag-giungere, sc non l’antico valor?, il buonnome.
L’arte della lana impiega le lane diSassonia, Prussia, Spagna , Unghcria, Ma-rocco, Tunisi, Slesia, Romagna e Sicilia ;ha 30 fabbriche , 2560 fusi, 130 telai,1898 operai.
L’arte dcl cotone fa ancli’essa sua par-tc; ha 14 fdalurc. La produzione totalee di quattro quinti dei bisogno per laconsumaziono. La tessitura ha -85 fabbri-che, 7433 telai, 7441 operai. Il solo Nerviha inille telai.
I pizzi di cotone sostentano donne 16mila.
A Lavagna lc cave d’ardesia, di che sicuoprono tulte e pavimentano molte cascdella cittä, delle Riviere, di Napoli, To-scana , Portogallo, Francia , Barberia eAmeriche , tengono in moto 2600 personeper cavo annuo di tremila cubi ine-trici.
Famose sono le paste di Nervi sopratutte della Liguria, e cercate in America e Inghilterra; famose le sedie volanti diChiavari di una leggerezza e di una so-liditä sorprendenli. Chiavari dä sete,mobili, tele di lino, tessuti in cotone, inlino danno Recco, Nervi, Spezia , Lerici,Santa Margherita e Rapallo .
I velluti sono ben lavorati in Rapallo , nie-glio che altrove a Zoagli. Quivi, a Camogli,a Sestri e grande numero di peseatori;que’di Rapallo e S. Margherita corronoin cerca di coralli; que’di Sestri in cerea
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