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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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MON

detto Bisogna, lambe l’estremitä orien-tale di Moneglia ; l’allro da ponente evalicato da un ponte che divide il paesein due borghi.

I prodotti piü considerevoli del suolosono ii vino e l’olio; sono estimate spe-cial mente le qualitä del vino detto Cor-va, Morteo, Venino e le Marine. Dell’olionei buoni raccolti hassi un prodolto dicinque e piü mila barili. Sono pure rag-guardevoli i guadagni della pesca. Tro-vansi in questo territorio scisto ardesiacotegolare, e parecchie cave abbondanli diardesia nel letto del Rivo Comigi, a tra-montana di Moneglia , nel rivo di SanSalurnino e nelle vicinanze di Tessi.

Permancanze di strade carreggiabili re-sla Moneglia quasi isolala dagli altri co-inuni, langue il suo commercio di terrae poco importante e quello di mare.

Quest’ ultimo sarebbe grandemente av-vantaggiato qualora si riattasse il sicuroporto che Moneglia giä aveva nella parteoccidentale.

üna delle parrocchie, cioe quella diSanta Croce, ha una bella statua del Ro-sario del Maraggiano ed una vecchia croce,che celebrasi prodigiosa, dipinta sul le-gno, appartenente al cav. Fclice Romani.Questa chiesa improvvisamente s’infransenel tetlo e nelle pareti il 16 sellembre1729, cagionando morte a 21 persone eferite a circa 30 altre; lale disaslro, chedovevasi puramente asserire alla velustädella chiesa ed alle non falte riparazionidie argomento, come il solito, a declania-zioni ed escandescenze contro il secolonon sempre disinteressate. Fu scritto su-bito ne’registri dell’anzidetta pieve unamemoria del fatto in lingua lalina, che ter-inina dicendo: « 0 ternpi! o costumi, oanno non d’indulgenza ma d’iral tumullinel popolo, contese ed ire, la terra nondicde il suo frutto, non si pigliarono pe-sci, si consumarono le reti, i torrentiinondarono e devastarono; e per giuntail tempio crollö. Sono distrutti gli altari,abbandonati le sacre immagini, vediamoi prodigi e non crediamo?»

II nome di Moneglia vuolsi derivato dallatino monilia, giojello, ma non si da al-tra ragione di questa etimologia ehe ilvago aspetto cui presentano le Campagnedi questo luogo. Era in fiore ai tempi del-l’imperatore Teodosio il Grande. Dipen-dette dalla repubblica di Genova . Il ca-stello di Monleone fu assalito nel 1174 daObizzo Malaspina incilato dai Pisani, mal'cce buona resistenza.

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Non furono cosi foirlu.nati i suoi difen-sori nel 1379 contro i Berlolotti signoripotenti nella rivicra orientale, che s’im-padronirono del castello, e depredaronoe posero in flamme le case dei guelfi. Pa-rimenti nel 1477 le schiere lombarde in-vasero il paese e lo sacchegiarono.

I Monegliesi con armi ed armati contri-buirono alla vittoria riportata dai Geno-vesi contro i Pisani, e citasi fra loro prodiun Aseassere ed uno Stanco.

Dalla podesteria di Moneglia , quand’eracapo di rnandamento, dipendevano i luo-glii di Lumeglio, Deira, Messema, Agnora,Litorno, Scara, Stocito, Comeglio, CampoSoprano, Cainpo Sottano, S. Saturnino,Tessi, Borghetto, Bracco, Casale, ValleCalda, Chiesanova e Gorva.

Moneglia fu patria di parecchi uominiillustri, tra i quali primeggiano LucaCambiaso , eccellente pittore, detto il Raf-faello della Liguria , nato il 18 ottobre1327; Clcmente Dolera, vescovo di Foli-gno; il P. Lardito, il Roverano, Paolo Mo-neglia, Nicolö Salvago distinto per valormililare, e fra i viventi, il cav. Fclice Ro-mani, discendentc dei Moltedi.

MONESIGLIO o MENUSIGL10. Manda-mento nella provincia di Mondovi.

Popoluzione 7729.

Case 1466.

Famiglie 1846.

Questo rnandamento confina al nord.colla provincia d’Alba, all" est con partedi questa ultima e di quella d’ Albenga,e da mezzodi a ponente coll’altro contraf-forte che tiene divise le due valli dellaBormida e del Bclbo. La Bormida, chia-mata di Millesimo , bagna questo territorionella sua maggiore lunghezza da sud-esta nord-ovest.

II rnandamento componesi dei sei co-muni seguenti:

Monesiglio.

Camerana.

Gottasecca.

Mombarcaro.

Pruneto e

Saliceto.

Monesiglio, Capoluogo del rnandamento,dista 9 ore da Mondovi, capoluogo dellaprovincia.

Popoiazione 1349.

Sta alla destra del Bormida occidentale.Dipendono da esso varie borgate. In quel-la di S. Marlino, posla sopra un promon-torio alto 1800 metri sopra il livello del