836 MON
iiunie, ergesi un piccolo santuario. Ivi sidiscopersero tracce di antichi edifizj edavelli di guerrieri rornani appartenentiai Cassii.
II Bonuida e diviso in questo territoriodall’Uzzone e dal Belbo niediante uiia ca-tena di colli assai produttivi, fino ad unadata altezza, di uve, c piü sopra di casta-gni fruttiferi e d’altre piante. Le uvedanno una pregiata specie di vino, chenomasi dolcetto, in considerevole abbon-danza. Vi fanno buona prova anche igelsi.
Sopra una roccia ergesi il castello, ap-parteucnte ai conti Saluzzo di Monesiglio,di Stile gotico e grandiose.
Ad un sesto di miglio, oltre il Bormida,trovasi il santuario di S. Biagio e dellaMadonna, sotto il titolo d’Acquadolce.
Vuolsi che l’agro monesigliese appar-tenesse alla tribii Camilla. Secondola tra-dizione locale le abitazioni di Monesigliofurono anticamentc edificate in sull’alluranel sito del santuario di S. Martino. Eracompreso nell’antico contado d’Alba ; nel1142 fe’ parte del marchesato di Crave-sana. 1 nobili Caldera ebbero questo luogoin retrofeudo dai marchesi Del Carrelto.Dai Caldera passo esso per via di mari-taggio ai Saluzzo di Valgrana.
MONFERRATO. Comprendeva una va-sta regione dell’Italia settentrionale, dallariva destra del Po sino agli apennini li-guri, la quäle costituiva un distinto prin-cipato col titolo di marchesato, ma cheoggidi forma parte integrante della mo-narchia di Sardegna . Dalla giogaja degliapennini liguri spiccansi verso tramontanasino alla destra sponda dei Tanaro varieramiiieazioni parallele di inonti, e le in-terposte valli sono bagnate da numerosecorrenti, quali sono lo Stura, il Gesso, ilBorbio, il Pesio, l’Ellero, il Belbo , le dueBormide, l'Erro e l’Orba, che lütte met-tono nel Tanaro al di sopra di Alessan-dria, al di sotto della quäle cittä questofiume entra poi nel Po . A sfanca poi delTanaro un'altra giogaja di colline paral-lele al corso del Po si parte dal monteSuperga,quasi rimpetto a Torino , e va sinoa Casale dividendo la valle dell’alto Po daquella del Tanaro . Ora la piü gran partedi quella collinosa regione ai due lati delTanaro e questa ch’ebbe il nome di Mon-ferrato, c dividevasi in aito e Ibasso: ilprimo stendevasi dalla riva destra del Ta-naro sino all’apennino, e il sccondo dalTanaro sino alle sponde del Po . Le prin-cipali citta del basso Monferralo oratio
MON
Alessandria. Asti , Casale e Valenza ; equelle dell’ ilto, Mondovi, Acqui ed Alba .
Alcuni pretesero che il nome di Mon-ferrato sia ina corruzione di Mons feraxcosi chiamato a principio per Ja sua fe-racilä (Albcrti, Descrizione di tutta Ita-lic ); ma e graluita asserzione non fon-
data sugli antichissimi documenti_i piü
anticlii risalgono al secolo VIII_i quali
danno unicauicnte Monpliarratus e Mon-lepherrate. Se fosse permesso vagare leg-giermente intorno a siinili conghietturepotrebbesi del paro desumerne la etimo-logia dal furrum , altribuendogli perciöeguahnenle il significato di luogo ricco dicereali.
In veru il Monferrato e paese uberto-sissimo, abbondevole di cereali, di vino,di frutli, di seta, di canapa, di lino e dibestiame. I vini de’ suoi colli sono i mi-gliori dell’ltalia occidentale; e i tartulibianchi, tuberi squisitissimi che spedi-sconsi in p iü luoghi d’ Europa , sono unprodotto tu'tlo suo speciale. I paesani diquesta terra sono d’animo fiero, di sve-gliato ingesfno e molto industriosi: la lorodanza nazionale chiamata monferrina econosciuta in tutta Italia , ed e sovra tultoin voga ne’ balli campestri. Essa e di ca-ratlere gajo, con una melodia di tempodi 6[8, divisa in due parti, di otto bat-lute cadauna; la seconda di queste partisi ripete: il inovimento ne e vivace.
“ Non saprei dire veramente, scrive ilcliiarissimo sig. Cesare cav. Balbo nei suoiFrammenti sul Piemonte , chi sia statoil primo a fare la scoperta dell’origine delnome di Monferrato; certo eila si trovafatta gia ed appoggiata degli opportuniargomenti da Jacopo Durandi nelle suedue opere del Piemonte Cispadano eTras-padano . .. Trovasi lä indubitatainentestabilito che il nome di Monsferratus ov-vero pharatus (impercioccho pur tropporesta questo importante dubbio da scio-gliere) comprese originariämente a quel-l’epoca appunto cio che or si cliiama lacollina di Torino da Testona fino all’incircaal monte Superga; che tal nome si distesedi la a poco a poco ai « successivi colliche progrediscono costeggiando il Po in-fino sotto Valenza;» che a questo primoapparire del Monferrato ei si trova chia-mato Comitato senza che si possa saperase avesse aliora solamente, o giä piü abantico, un conte particolare e diverso daiconti d’Asti e di Torino , che lo stringe-vano di qua e di la; che in tutti queslicolli ora cosi frequenli di ville, ma cosi pe~.