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tutta la penisola, introdusse nel 1561 lapcste in Loinbardia e terminö cosi di deso-lare quella Bella conlrada. — Secondotto,figlio e successore di Giovanni, appenaiiscilo dalla tutela d’Ottone di Brunswick ,datagli dal padre, fe’mostra d’un carat-tere eccessivamente impetuoso: la menomaopposizione lo trasportava ad impeti di fu-rore ne’quali uccise piu volle uomini efanciulli. üna volta,c fu necessariamente1’ ultima, infuriatosi contro uno de’suoipalafrenieri lo insegui nelle stalle per ucci-derlo, iua in quella un altro servo delmarchese assunse la difesa del compagnoe percosse Secondotto su’.la testa d’ uncoipo si gagliardo che questi ne mori alquarto giorno. —Teodoro IInel 1409 ajutöi Genovesi a scacciare dalla clttä loro laguarnigione francese , ma si fece eleggerecapitano di Genova con gli emolunientid’ordinario assegnali ai dogi; i Genovesi ,non potendo tollerare il suo giogo, il 20marzo 1415 si sollevarono e scacciaronole sue truppe. Egli fu nominato dall’im-peratorc Sigismondo vicario imperiale inItalia (1414), e tale dignitä fu dappoi con-tinuala a’ suoi successori. — Giovanni IV(1437) fu il primo ad introdurre nellasua eorle la rigorosa etichetta di non am-meliere in essa che i soli nobili. Primadi lui i principi dclla sua casa non aveanomai disdegnato di ammettere i semplicicitladini presso la-Ioro persona; ma Gio-vanni IV iva ripetendo senza posa che inobili erano fatli per servire i principi,siccome i plebei per servire i nobili, ecosi scontenlö uno degli ordini della so-cietä senza gratificare I’ altro. Moltissimialtri esempi potrebbonsi addurre del maleche lian fatto e del bene che non hannofatto i principi Monferrini, parte questadella sloria che giova assai piü sapere,di quello che gli acquisli e i trionfi, leperdite o le sconlitte che non andarono chea vantaggio od a scapito della potenza d’unindividuo o d’una casa che non e piü. Vuolegiustizia perö che si accenni pure come do-po la spedizione del 1203 in Terra Santa(quinta Crociata), il marchese Bonifazio e isuoi compagni d’arme, ponendo mente atutto ciö che contribuir poteva alla prospe-ritä delle loro possessioni d’Occidente,v ’in-trodussero la coltivazione del ma'is, cheavevano veduto praticare con frutto nel-l’Asia Minore. Dal Monferrato tale colji-vazione si diffuse prestamente nella vi-cina Lombardia . Fu conservato Y attoautentico di tale introduzione ed e citatoda parecchi autori ( Storin cYInmdj Asti,
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11810, lom. 1, pag. 198; Sloria delle Cro-ciiate del Michaud, lomi III, atti giustifi-cailivi, num. XI, Rivista enciclop.^VYU, 499.)
Da Aleramo scese una Serie di 3»5 prin-cilpi, che per 788 anni ebbero dominiosul Monferrato, dapprima col titolo dimarchese e poscia di duca, cioe 13 delladiscendenza maschile d’Aleramo, 12 dellostesso sangue per parte di femmine,discendenti dalla casa imperiale dei Pa-leologhi che regnava a Coslantinopoli,e gli altri 10, essi pure per parte di fem-mine congiunti a questi Ultimi, apparte-nenti ai Gonzaghi duchi di Mantova . Nes-suno di questi tenne sede nel Monferratoe pochi de’primi soggiornarono nelle loroprincipali cittä d’ Acqui e di Alba , mabensi in Occimiano, in Trino, a Chivasso,a Moncalvo ed anche a Pontestura. Fat-tisi poscia padroni di Casale nel 1378,quivi fermarono la stabile loro residenzae la resero la piü forte piazza che fossein Europa nel secolo XVII. Estintasi nel1833 la linea mascolina dei Paleologhi ,Carlo V , non oslante le ragioni dei duchidi Savoja, conferi il Monferrato al ducadi Mantova , figliuolo di una sorella del-1’ ultimo marchese. Alla morte poi delduca Francesco Gonzaga (1612) che nonlascio prole maschile, Carlo Emanuele diSavoja pose di nuovo >n campo i suoi di-ritti su quel marchesato e ciö suscitö unalunga guerra tra questo e il fratello del-l’ultimo duca di Mantova , nella quäle in-tervennero Francia e Spagna ; guerra chesopitasi e riaccesasi piü volte, riusci adultimo alla pace di Cherasco (1630)coltaquäle una cospicua parte del Monferratovenne ceduta al duca di Savoja e il ri-manente lasciato al duca di Mantova . Fi-nalmenle durante la guerra della succes-sione di Spagna , quando 1’ultimo ducaGonzaga venne spogliato di Mantova , l’in-tiero Monferrato restö incorporato agliStati della Casa di Savoja. 1 Gonzaga,mettendo in comunione le cose di Mantova con quelle del Monferrato, fecero si chei Subalpini incominciarono a sentire ivantaggi di appartenere all’Italia , e cosipresero faccia ilaliana, dimettendo le for-me gallo-celtiche; e forse per questo van-tasi il Monferrato d’un pittore da inet-tersi accanto ai piü acclamati di scuolaitaliana, come d’nno scrittore da pareggiarsiai celebri cinquecentisti. Sebbene moltediramazioni della vasta discendenza di Gu-glielmo sieno estinte, ne rimangono tut-tavia, non tufte in Piemonte , ma tuttein condizione ben al di sotto della pas-