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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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mente, die sorge in questo conmne, riecodi pielra da calce, si unisce col monteAntolo.

I prodotti principali sono quelli del be-stiame; liassi qualche profitto eziandiodalla vendila del carbone e della ruscctjcorteccia dei roveri, che serve per leconcie.

Nella frazione di Vergagni sta un san-tuario dedicato alla B. V. Assunta.

MONGINEVRO o MONTE G1NEVRO.Montagna delle alpi Cozie, ai gradi 44“Bö’ Bl’’ di latiludine e 4“ 23’ öö” di lon-gitudine all’oriente del meridiano di Pa-rigi. Sta sul conline e ad un varco d’Ita-lia e di Francia . La sua maggiore altezzasopra il livello del mare e di metri 3B92 ;e dislante un'ora e mezzo da Brianzone .J1 suo collo sta a greco da quella cittafra la Duranzu e la Dora Riparia; 1’ o-belisco posto sopra esso collo sollcvasimetri 186B, secondo le misurazioni delR. Corpo di Stalo Maggiore generale pie-montese .

La valle delle sorgenli della Duranzao del Monginevro parle dal collo del Mon-ginevro alla frontiera di Piemonte e li-nisce alla congiunzione della Duranza allaGlarea. Alla sua origine le montagne sonoprimitive ed assai dirnpate: la loro basee ricoperta da massi di calcare compatla.Trovansi sul collo del Monginevro e di-scendendo verso la Vacclielta terreni in-teramente formati d'alluvioni: sono sab-bie mieacee, commiste a pezzi di granito,porlido, rocca di diallaggio, inica e gliiajecalcari piü o meno argillose, cbe deconi-posle fonnano una terra magra, leggiera,sabbioniccia, in parte argillo-calcare. Nellaparte superiore liannovi tratli di terrenoabbastanza bene coltivati, benche in re-gione lredda; essi devono la loro ferlilitaalleparticeliedi sostanze vegetali che furortdeposte dalle acque della Duranza quandoqueste erano ancora internate appie del.louan e vi formavano un lago. Sulla som-mitä del collo trovasi una cava di torbaformala da piante acquatiche e da fogliedi lariei o di pini. Questo deposito tor-boso e in qualche silo palustre; altrove,rivoltato dall’aratro, fa la terra produt-liva. La Duranza e la Dora procacciano ca-nali d’annafliainento per un’ eslensionedi piü che 5000 metri agli abitanti delvillaggio del Monginevro, che sorge quasiin cima del collo, e che e forse il luogodi Alpedia menzionato dali’ anonimo Ra-venuale.

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Parecchie strade e sentieri scorgono daBrianzone al Monginevro, cioe i sentieri diCervieres e di Goudran, la via che daGrenoble tende a Brianzone pel varcodi Lautaret, il sentiero di Gimont, il va-lico dei Fraselli Minori, la strada cheda Clavieres nielte a Cesana e quelladella Gran-Coche. In faccia all’ ingressodel passaggio di Goudran v’ e un monti-eello spianato dov’era altre volte il fortedel Bue (fort du Bmif j. Dalla vallata diPres hassi un altro varco nella regionedella Rosier, che discende alle rive delGlarea, oltre il quäle, passato unbalzo, en-trasi nelle valli di Bardoneche e di Oulxpei varchi di Chaberlon e della Baissa,che inettono nella valle di Fenis.

All’ imboccalura dello stretto ove scorrela Dora Riparia giace il piccolo luogo diClavieres, che fu disgiunto dalla parroc-cliia di Monginevro verso la line del pas-sato secolo.

II Monginevro e distante in linea reltadal Monviso metri 42,700.

Nell’ anno 1704 venne stabilito tra icommissarj di Francia e Sardegna chetutlo l’altipiano del Monginevro dipendessedalla Francia , e che i limili di questavcnisscro fissali alla cappella di S. Ger-vasio posta a 400 metri d’altezza dal villag-gio di Clavieres; e cio dopo molte contesta-zioni per causa di un piccolo ruseello chescende dal colle di Goudran, all’ovest dellamonlagna detta Les Planes , che formauna delle sorgenti della piccola Dora eche volevasi far entrare negli Stati Sardi,col segnarne cioe i limiti presso il villag-gio del Monginevro. Col trattalo del 1814tu poi convenuto che il punto di separa-zione dei due Stati toccasse la strada pres-so l’obelisco.

Il Monginevro anticamente chiamavasiilions Janus. Secondo i poeti e secondoPlinio vi fu dedicato un tempio a Gianore d’Italia e d’una parte delle Gallie , co-in’ esso giä ne aveva un altro famoso aRoma ; questo del Monginevro sarebbestalo atterrato da una tormenta. La ta-Vola Teodosiana chiama il MonginevroAlpls Cottia , in onore di Gozio, chemeree grandi lavori avea reso pratica-bile questo passaggio (benche debba pureassai alle eure d’ Agrippa ); Augusto poiv’impiegö parte delle sue truppe. L’/ti-nerario di Gerusalemme si vale dellaparola Matrona „ che il Monginevro ri-cevtTte in seguilo ad un aceidente che,giusta Anmiiano Marcellino, sarebbe loc-