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Mongrandüj Capoluogo del inandamen-to, dista due ore da Biella , capoluogo dellaprovincia.
Popolazione 3820.
Sta presso l’influenza del torrente Vionanell’Elvo, a libeccio di Biella , parle inpianura e parte in collina.
II torrente Ingagna liinita questo co-tnune verso greco e il Yiona verso libec-cio ; 1’ Elvo scorre a scirocco.
II suolo produce cereali d’ogni inaniera,tranne il riso, e sufliciente quantita dicivaje.
Il cornune e diviso in Ire cantoni o par-rocchie.
Del suo antico caslcllo non restano chele vesligie.
L’industria di questo paese e ntante-nuta da parccchie fabbrichc di falci e damamfatture di mantilerie e di tappeti.
Fu contado dei Loyra di Poirino e deiCassotti di Casalgrasso.
MONGROSSO. Monte vicino alla cittädi Nizza-Maritliraa, lutto coltivato a vitied olivi fuorche nella sua parte piü alta.Vi sorgeva una fortezza piantata sul duroscoglio.
MONLEALE. Coraune nel niandamentodi Volpedo, da cui dista mezz’ora. ( Pro-vincia di Tortona).
Popolazione 616.
Giace a ponente da Volpedo, sulla si-nistra del Cttrone, parle in montagna eparte in collina. Lo bagnano, oltre il Cu-rone predelto, il rivo Raverdaro, il Val-vetta, suoi influenti, ed il rivo lleprego-sio, tributario del Grne.
La montagna non fornisce che qualchepoco di legna; la collina coltivasi a canipie vigne: v’abbondano le frutla. A questocoinune sono annesse niolte borgate.
Nel centro di Monleale sorge un rialtosopra cui ergevasi un castello.
Fu contado dei Guidoboni-Cavalchini diMilano , signori di Castellar, e dei Calca-inuggi di Alessandria .
MÖNREALE o MONREGALE. — V.Mos-
DOVl.
MONROSA o MONTE ROSA . Altissimacima dell’ alpina giogaja nelle alpi Pen-nine, di cui forma P estremitä orientale ,tra il cantone svizzero del Vallese e laprovincia di Aosta e l’Ossola, ai gradi dilatitudine 45“ 56’ 1” e 5“ 31’ 42” di lon-gitudine, a levante del Moncervino.
Questo gigante delle alpi, che contendeal monte Bianco la dominazione di tuttoil continente europeo , per la sua posi-ziune, per gli oslacoli orrendi, per la im-
MON
mensitü d.el suo orpo,non ha olferto finoraverun agiio ad essere studiato e conosciuto,coin’e per avveuura il suo rivale, ch’epiü smilzo di fo-me, piü aperto ed age-vole alle indagiii c c.uriositä dell’uomo.Le sue pinnte soio pressoche vergini del-l’umano ptiede, tianne due delle inferioriche una volta Gcche da arditi viaggia-tori, parvffiro fars vieppiü rimpettite e sde-gnose, e ricusart l’adito a nuove esplora-zioni.
Comincäando ca un’ altezza che i geo-loghi lissa no all’ incirca agli ottomila pie-di, la nat ura sembra morta : un infinitolenzuolo ccandido avviluppa gli anfratli, iseni ed i gioghi di quel deserto. Il silen-zio maestioso non e piü rotto che dal ro-vinio dellA valanga o dallo scoscendersidi qualclne gran masso di ghiaccio o diroccia, dallo strido di qualche aquila per-duta e dal ronibo distruggitore dei venti.L’idea deIF infinito passeggia colassü vi-sibile: l’occhio non si rende piü contodelle vere proporzioni materiali, ma in-gannato i»e’ suoi cumputi erra incerto efebbrile come in sogno sopra un canipofaniastico e soprannaturale. Qua e colaun liorellino, una solinga farfalletla argen-tea, un po’di verde, sembrano aspira-zioni alla vita; na piü si sale, piü do-mina la morle.
La conligurazione del monte Rosa e dif-ficilmente definibile: gli e piü presto ungruppo di montfgne che una sola mon-tagna. Da’ suoi vertici si staccano e ea-lauo serpeggiando e fluttuando due grandigiogaje che conlinuano verso il nord-este verso il sud-evest la maggior catenadelle alpi, e due allri sistemi di giogajeminori nc dipendono l'una verso il Val-lese, l’altra verso 1’ Italia . Queste quattroappendici nella loro piü prossima aggre-gazione intorno ad un punto, forniano ilcolosso al quäle vien dato il nome di Mon-rosa. Fu paragonata la sua forma a quellad’una croee, ma la irregolaritä e troppaperche 1’ occhio della mente s’ acqueti insimile paragone. Le braccia del Rosa for-mano approssimamente la tigura di una Smajuscola, intersecata a metä nel suo cor-so, che inconiincia da Lyskamm, indi sirizza al nord, e poi si contorce verso illevante terminando alla cima di Jasi; laintersecazione verrebbe fatta dalle appen-dici che giü scendono a formare il PizzoBianco cd il Turlo e da quelle opposte chedividono la vallata di Saas da quella diZermatt .
Al sud del punto d’inlersecaziune s’alza