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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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l’abisso dalla resistenza die offrirebbero

gli altri corpi.

Diamo qui un abbozzo di un giro in-torno al Monrosa, pigliando le mosse daMacugnaga.

II viaggio da Macugnana a Saas e lungoe faticoso; il disagio e perö diinenticalodalle incanlevoli visle che ad ogni ino-rnento invitano alla eontemplazione. Duesono i passaggi per valicare la grandecatena ; uno e quello del monte Moro,l’altro un po’ superiore e piü attaccato alMonrosa, chiamato da alcuni della Boc-chetta. Sul versanleitaliano la via, conutn-que incerta e rotta dalle valanghe, dalletormen le e dalle frane, non si puö direuna delle piü malagevoli delle grandi alpi.Oltreciö e d’uopo che a piccoli intervalliil viaggiatore s’arresti e si rivolga ad am-mirare la magnilicenza del Monrosa, chesi presenla colä nel suo aspetto piü su-perbo e minaccioso e che pare diventarpiü grande a misura che il viaggiatoresale. Sul versanle settentrionale l’aspeltodei monli diviene improvvisamente telro:una mestizia inesplicabile accerchia il cuo-re del viaggiatore mentre discende neliebrunc vallate passando ghiacciai, costeg-giando precipizj. A chi vuole solTermarsiin Saas per istudiarne le vicinanze verräsubito consigliata la visita al celebre ghiac-ciajo di Allalein, uno dei piü sublimi edimponenti. Questo ghiacciajo s’ abbassaviolentemente verso il fondo della valle:colä giunto il suo corso si ferma improv-viso, forma un’immensa barriera, per cosldire, contro se medesimo , ed impedendoloscolo alla liquefazione superiore sostienelatcralmentc co’ suoi omeri un lago cheha un buon mezzo uiiglio di dianietro. Ilabisogno d’inlrepidezza e di forza chi daSaas brama portarsi a Zermatt , senza di-scendere lino a Stalden e poi riinontarela lunga valle di S. Nicola , via codestageneraimente battuta. Il tragilto da Saas a Zermatt puö farsi percorrendo il dorsodei monti Fee e la parte piü orrenda einaestosa del versante nonlico del Mon-rosa, e scegliendo per sosta un villaggiochiamato Tasch ; ma il viaggiatore nondeve arrischiarsi a questo incerto tragittose le sue gambe non sono solidissirae inuno e svelte e il suo cuore non e im-perterrito, ed in fine se il teinpo non eperfettamente sereno. Anzi osserviamo cheil Forbes nella sua opera Travels troughthe Alpes crede quasi inaccessibile il dorsodei monti Fee e del Mittagshorn.

Se la stagione c alquanto avanzata ed

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i inesi di lugliio >d agosto sono stali cal-di, nel passar'e ; ghiacciai di Allalein edei monti Fee , ; vhmdante, ed anche laguida, su per qielle solitudini non rico-noscono bene spsso piü veruna tracciadi via ed errami guidati dalle sole indi-cazioni delle alt punte. Sovente dove re-gnava alta e stoleme la neve, vedesi spun-tare la nuda mp; le fendilure del ghiac-cio che 1’ annto irima s’erano sorpassated’un balzo, presmtano voragini immense.L’occhio sicuro el’umore lieto della guidapossono soli, in quei inomenli d’incer-tezza, infondere a lena ed il cora<™rio chelianno gia innoinnciato a svanire a ca-gione dei dubbj orribili e delle salite ediscese inutilnaeite tentale. Un francese racconta le pitlto’esclie circostanze di unasua gita in quele regioni: egli erasi undi trovato in siinile impiccio. 11 ghiacciajodi Allalein era laimente sconvolto c cor-vettante che ogri mezzo per valicarlo pa-reva divenuto inpossibile: da ogni parlemuraglie di ghi;ccio, massi di granito,abissi d’ignoho 'ondo: qui correnti furio-se, lä fenditure da logliere i! fiato a soloriguardarle. Do^endo percorrere trasver-saimenle molte :reste per evitare i pre-cipizj, egli si trovü in un punto cosircllodi costeggiare uia montagna di ghiacciocosl sporgente ecotanto staccata dal corpodel ghiacciajo cie ad ogni istante scm-brava dovesse m’inare e seppellirlo.

Non si giungedunque da Saas a 'Fasch se non per mez;o di gravi stenti e peri-coli. Da Tasch a Zermatt vuolsi un’allralunga giornata d canunino, e meglio saräpel viaggiatore arrestarsi a dormire inuna capanna situita sul lembodi un ghiac-ciajo che separa i due paesi.

La via piü sicura e ineno falicosa, comegiä fu accennato, e quella che da Saas discende a Stalden e che quindi risale lalunghissima vallata di S. Nicola.

Il villaggio Zermatt e posto a sellen-trione alle falde del grande sistema dellealpi e poco lungi dalla radice del Mon-cervino, che viene misurato siccome il piüalto dopo il Bianco ed il Rosa.

Percorso il ghiacciajo di Zermatt incinque o sei ore di malagevole corsa, sisale al colle di S. Teodulo, posto a piedidella grande piramide del Moncervino.

Dopo il breve momento accordalo sulcolle di S. Teodulo al riposo ed alla con-templazione, il viaggiatore bisogna subitosi metta nel ghiacciajo meridionale, pernon correre rischio di esserc sopraggiuntodalla notte in viaggio.