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ziuni e rkerche miueralogiche chimichcsidle valli ilelVOssola. Milano , 1819 ). Que-sl’ultimo lavoro venne confutalo dal dot-tor Fantonetti ( Considerazioni alle osser-vazionij ecc. Torino , 1821). Nell’ alma-nacco elvelico dcl 1820, pubblicato a Zu-rigo da Orell e Comp, intitolalo Sarjgiostatistico sul cantone del Fallese, si fapure menzione del monte llosa e dellevalli di Saas e di Matl; ma la materia eesposta puramenle sotto il lato statistico.
Noi chiuderemo quest’articolo sul Mon-rosa con alcune splendide parole dell’il-luslrc signor cav. Cesare Balbo , gloria ila-liana, le quali son tratie da un suo ine-dito lavoro. « 11 Monrosa, egli dice, nonha forme cosi distinte, ne e cosi esclu-sivamente provinciale nostro. Piemontcsee lombardo insieme lo diresti. Dislingucsisi facilinenle alla niole e al colore ve-ramentc rosato di ehe si finge a inane ea sera piü sovcnte che gli allri monli, escorgesi da tulto il inonte e da quasi tutlala Lomhardia. Direbbesi come nn faro co-niune ai naviganli di due mari diversi, ocome un monumenlo comune a due po-poli fratelli. A quel modo che ccrti amantilonlani si danno appunlamento c traggonoconsolazione mirando insieme a una me-desima ora alla luna o a qualche altroastro hon dislinlo, cosi quci popoli fra-lelli possono mirare insieme a quel ma-gnifico inonte che siede tra essi! »
MONTA’. Com. ncl mand. di Canale,da cui dista Ire quarti d’ora. (Provinciad’ Alba).
Popolazionc 2808.
Trovasi sopra un colle, a tramontanada Canale ed a libeccio d’Asti , fra colli dimediocre fertilita.
Gli appartengono due borgate.
Ne fiiune ne torrente bagna questo ter-ritorio.
Il suolo fornisce, ma non in copia,saggina, frumento, ottime uve cd altrcfrulta; vi abbondano i gelsi cd i tartufi.Lungo la strada detta la Redina, tendcnlca Canale, v’ha una specie di terra da cuitraggesi il sale catartico.
Distante un miglio da Montä sorge,sopra un monlicello occupanle la parlepiü settentrionale della provincia, unsantuario nomato del S. Sepolcro.
Ricco di begli stucchi e di lodati af-freschi e il grandioso castello speltante aiMorra di Lavriano .
Fra questo paese e il luogo di S. Ste-fano Roero trovossi un’ antica iscriziuneromana della famiglia de’Flavii.
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La fondaizione di questo villaggio noncredesi piü antica del secolo XIII; venneappellalo Montä di Rinaldo e dai cronistiastesi Montata Fangi. Dai conti di Bian-drate, suoi primitivi signori, passö al co-mune d’Asti . V’ ebbero giurisdizione nelXIV secolo i De Soglio, conferita lorodai marchesi di Saluzzo , poscia nel 1569,un Baldovino ligliuolo di Daniele Notarogiä consignore di Montä, ma senza eser-citarla, perche gli Astesi aveano giä ven-duto il luogo ai figli d’Umberlo Rotario, ii quali lo ritennero perciö sino al 1446,nel quäl tempo fu alienato a’ discendentidi Abellone-Malabaila consignore di Ca-stellinardo. Mancata la linea mascolinadei Malabaila, la giurisdizione venne aduna Giulia dei Malabaila sposata al conteTommaso Isnardo di Sanfre, che trasferiil feudo ad un suo nipotc, i cui discen-denti assunsero poi il titolo di conti diMontä; c, sponti pur questi, passö suc-ccssivamente ai marchesi Parella, ai Wil-cardel di Fleury, ai Falletti-Langoschidi Barolo c ad altre nobili prosapic.
MONTABONE. Com. nel mandamcntodi Bistagno, da cui dista un’ora e mezzo.(Provincia d’ Acqui).
Popolazione 627.
Sta sopra uno sterile poggio, a ponenteda Acqui.
La parte settentrionale c meridionalee bagnatadal rivo Bogliona; il rivo Morravi scorre dal lato di ponente.
11 terrilorio tutto in collina, ha circa658 ettari di estensionc, cioe 79 a campi,19 a prati, 190 a vigne, 57 a bosclii ce-dui c castagneti e 515 incolti.
Scarsi sono i prodolti in ccrcali, ab-bondanti perö quclli delle uve e dellecastagne.
Una cava, proprietä dcl comune, for-nisce arenaria grossolana, calcareo-silicea.
In una chicsa dei disciplinanti s’ am-mirano quadri del Moncalvo (GuglielmoCaccia ), ch’ebbe i natali in questo comunoed ebbe il sopranome di Moncalvo perla lunga dimora fatta in quella ciltä.Lodano certi biograli il Moncalvo per-che non dipingesse mai* soggetti profani,profani unicamente per quello stolto vez-zo di dare questo epiteto a quegli argo-menti che non sono esclusivamenle dichiesa. V’hanno pure de’felici lavori dellefiglie del Caccia, Orsola-Maddalena e Fran-cesca, fra’ quali uno stendardo con sonunamaestria dipinto da esse.
Montabone appartenne alla chiesad’ Acqui, ccdulole da un Guglielmo