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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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MON

figliuolo di Dodone verso il 1040. Nel1100 il vescovo acquese ne investl gliuomini di Casanova. 1/ iinperatore Fede-rigo I confermö al marcheso di Monfer-rato l’alto doiminio di questo luogo. I prin-cipi Monferrini nel 1224 impcgnarono al-riinperatore Federico II per danari avutianche Moiutabone. Durante le guerre traAmedeo duc;a di Savoja cd il marchesedi Monferrato questa terra venne in po-tere di qmel duca, che la restitui dappoial inarchese con atto del 1438. Monta-l>one fu fc udo dei della Rovere di Bista-gno e degli Orecchia d’ Acqui.

MONTAIGUTO. Com. nel mandamentodi S. Sebastiiano, da cui dista un’ ora.(Provincia dii Tortona).

Popolaziionie 676.

Sta sopra acuto monte, come dice ilsuo nome, ad ostro da Tortona , snlla si-nistra del Museglia, tributario del Cu-rone.

Gli sono runite le frazioni di Giaroloe Restegazzi..

Il monte di Giarolo, da cui nasce illorrente Museglia e ricco di prati e dipiante di faggi.

Il comume e bagnato dagl’ influcntideilo stesso Museglia, cioe dai rivi Ga-radazzi, Magherazzo, Codavigo c Croda edal rivo La-Cy-nova influenle dell’ Arzola.

Scarsi sono i prodolti territoriali.

Cade in rovina T antico castello, giasede dei feudatarj del luogo, posto sopraun rialto.

Ebbcro questa terra con titolo signo-rile i Doria-Landi, i Frascaroli di Tor-tona , i Frascaroli di Giarolo, i Guido-boni-Cavalchini di Yolpedo e gli Spinoladi Dernice.

MONTAFIA. Mandamento nella Pro-vincia d’Asti .

Popolazione 7319.

Case 1347.

Famiglie 18212.

Questo mandlamento conlina a tramon-tana con quellco di Cocconato e parle delCasalasco, a le'vante con quello di Mon-techiaro, a ineKzodi con quelli di Baldi-chieri e Villamova cd a ponenlc conquello di Castednuovo.

Lo compong(ono i dieci comuni se-guenti:

Montafia.

Bagnasco.

Capriglio o (Cavriglio.

Contarilone.

Cortanzone o Cortazzone.

Maretto.

Passerano .

Piea.

Roato e

Viale.

Montaßüj Capoluogo del mand., distaquattr’ore e un quarto da Asti , capoluogodella Provincia.

Popolazione 1002.

Sta in collina, a maestrale da Asti .

Vi sorgono due colli detli della Ghe-*nina e del Bricco-Favio, diflicilmente pra-ticabili con vetture.

Lo bagnano i rivi Nissone c Yari, ches’uniscono al Triversa.

Ha il territorio una sorgente solforosa,che scaturisce nella valle del suo nome,nella regione detta i Prati di S. Marzano,ad un chilomelro all’ ovesl di Montafia.Chiamasi la fontana dello zolfo o di S. Dio-nisio. Sgorga essa perenncmente da unlerreno argillo-scistoso, in quantitä d’ol-tre 600 lilri all’ ora. E limpida <* chiaranello scaturirc; ma rimanendo alquanloin contatto dell’aria, diventa un poco lat-tiginosa e copresi d’ una pellicola bian-castra, ed insieme all’acqua sgorgano so-venle bollicinc d’un fluido elastico, lequali salendo alla superticic si disper-dono. Nella specie di pantano, ove vicnraccolta, si osserva ün copioso sediinentoncriccio, c sul tcrrcno che percorre unaleggicra incrostazionc biancastra, di na-tura solforosa. Ila odore e sapore solfo-roso, ma in brevc tempo svaniscono. Latemperatura si mantiene fra 8 a 10 cd ilpeso e poco diverso dall’ acqua coinunc.Serve agli abitanti di Montafia e dei din-lorni nelle afTezioni cutanee e del tuboaliinentarc. Fu troyata pure giovevolenella pellagra inveterata ed accompagnalada diatesi iperslenica. Anche il fangoche vi abbonda puo adoperarsi con buonesito nei casi morbosi in cui sono consi-gliate le solforose fredde.

Sono ragguardevoli i prodolti tcrrito-riali cosi in cereali come in bestiaine.

V’esiste un maestoso castello giä abi-tazione dei principi di Francavilla.

Montafia appartenne alla chiesa di To-rino ; diedc poi il nome ad una famigliaastese che F ebbe in feudo e che si di-vise in due rami. Una parte di questaterra pervenne agli Asinari, che nel 1378la rivendettero ad un Oberto degli anti-chi signori. Alquanti anni dopo ne ri-tornö il donünio alla chiesa di Torino ene fu investito Francesco Sfondrato, ui-