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pote di Gregorio XIV , ehe assunse il li-
tolo di marchese di Montafia. Tennero
poi questo feudo grimperiali-Siiniana di
Francavilla.
MONTAGONE. Terra e montuosa re-gione, abitata dagli antichi Agoni, deiquali fa cenno Polibio , lib. II, cap. 5,dove parla delle nostre Alpi occupate daiTaurisci , dagli Agoni e da allre nazionibarbare; onde par che quei popoli di-morassero presso le sorgenti ed anchein un buon tratto lungo il fnnne Ago-gna. Dei popoli Agoni e poi fatta men-zione in un diploma dei 1145 a favoredei conte Guido di Biandrate. Ivi sonoposti jra la Rocca di Falsesia ed Agogna.Montagone, Agone ed Agnate, di cui efatto cenno in una carta di Adelgiso del-T 840, sono luoglii che presero il loronome dal vicino fiume Agogna, dettoAgunca dall’anonimo Ravennate. Dal so-pracitato diploma dei 1145 deducesi pureche gli antichi Agoni occupavano ancheun tratto della Valsesia Inferiore. ( Casalis).
MONTALDEO o MONTALDELLO. Co-mune nel mand. di Castelletto d’Orba, dacui dista un’ora. (Provincia di Novi).
Popolazione 768.
Trovasi in collina tra Castelletto, Mor-nese, Casaleggio e Lerma.
Il suolo da grano, meliga ed altri ce-rcali insuflicienti ai bisogni della popo-lazione; v’abbonda perö il vino.
V’ hanno alcune sclve di castagni.
Il palazzo, detto il Caslello, e di spet-tanza dei niarchcsi D’ Oria di Genova .Montaldeo fu distrutto dai Genovesi nel1224; fu dato come feudo imperiale al redi Sardegna nel 1756. Il feudo era giäposscduto dai D’ Oria di Genova . Dopol’occupazione Francese furono tolti a que-sto villaggio alcuni privilegj de’ qualigodeva, come P esenzione dalla leva mi-lilare e dalla carta bollata per gli attinotarili.
MONTALDO o MONTALTO di MON-DOVP. Com. nel mand. di Panxparato, dacui dista due ore e mezzo. (Provincia diMondovi).
Popolazione 1961.
Sorge in elevata positura fra il Robu-rentello e la Corsaglia, ad ostro da Mon-dovi.
Lo compongono cinque borgate.
La collina sopra cui e sito tutto il co-mune e ricca di castagni.
Il territorio e formato in gran parte dirocce quarzose, scislo-argillose e micaeee.
Trovasi ferro ossidato manganesifero. 11
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lilone distendesi solle due rive della Cor-saglia per la lunghezza di due in trechilometri. La sua spessezza sui marginidei torrente e di metri 8 e precedendo asettentrione per metri 78 ne mostra unadi 7. Il minerale non lavato diede all’a-nalisi docimastica dal 24 al 58 per centoin ferraccia, con leggero indizio d’ar-gento. Non si e peranco intrapreso alcunlavoro, sebben potrebbe questa minieraessere coltivata con prolitto. Altri filoni,piü o men ricclii, di simile natura s’in-contrano a poca distanza dalla medesima.
Il suolo coltivato produce frumento,marzuoli, fieno, uve ed altre frutta.
Si rinvennero vetusti monumenti cduna lapide romana.
Questo villaggio avea un’antica rocca,come scorgesi dalle rovine rimaste.
Montaldo anticamente chiamavasi Eremodi S. Ambrogio. Appartenne ai marchesidi Monferrato. Fu marchesato dei Fau-zoni-Scaravelli, Sant’ Albano e Lovancito.Delle opere de’ Montaldesi durante laguerra cosi detta dei Sale (V. Mondovi),la parola Carlo Botta nella sua Storia(lib. XXIX, a. 1681).
“ E Montaldo, scrive il sonnno scrit-tore, luogo alpestre, nascosto nella con-cavitä d’una montagna scoscesa, che nelsuo grembo chiude ed apre un misto edelizioso apparato di monti, piani e valli,intrecciati di prati, boschi ed alteni di-versi, non men risguardevoli per r ; aine-nitä che per l’abbondanza dei frutti. Rc-sta difeso al tergo dalla banda di levanteda’ due luoghi di Roburento e Pamparato ,che gli servono d’antemurale per il pas-saggio dalla parte della Torre; al dinanziverso ponente il fiancheggiano dal latodestro la Torre e Vico, grosso borgo;dal sinistro vers’ ostro Frabosa e Mona-stero di Vasco. Le contrade vi si trovanosparse in diverse situazioni, le case perlo piü separate, gli abitanti uomini co-raggiosi, armigeri, rissosi, protervi, nonusi al freno ed al castigo per essere ilsito quasi inaccessibile. Montaldo puömetterc in armi quattrocento uomini abilialla difesa col riparo degli alberi e mon-tagnette da cui resta tutto all’ intornocircondato, principalmente verso la stradache da Vico per le Moline vi sale, la piüfrequentata ed usuale, ma assai stretta emalagevole. Alle falde della montagnascorre il fiume Corsaglia, vivo ed inde-fesso in qualunque stagione, ma piceoloe guadoso. Sonvi pel passo di questo fiu-micello tre pontj, due di pietra inurata,