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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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da i suoi fianclii s’awallano piü dolce-mente, onde si puö di quindi salir sulsuo vertice, benche sia dura impresa. IISaussure, parlando di quest’alpe dal latod’Italia , cosi si esprime: “ Yoi abbrac-ciate in un’ occhiata la montagna tuttadalla base alla eima, e seinbravi ch’essaabbia gettato via il suo manto per lasciareesposta agli sguardi la struttura del suocorpo. Sorge essa cosi quasi perpendico-larmente per 1600 tese, non presentandoper quest’altezza se non pochi risalti oriposi, ove la neve ed il gliiaccio si pos-sano albergare, e mostrando ovunqueignuda la sua parete di roccia viva

I viaggiatori per salire sul monte Bianco sogliono passare da Ginevra per alla valledi" Sciamoni. Essi arrivano a Bonavilla,capitale del Fossigni, piccola cittä che haun bei ponte sull’Arva , una colonna ono-raria inalzata a re Carlo Felice (alta 479metri sopra il livello del mare), c beiluoglii di diporlo all’intorno. Il Fossignie la terra classica delle alpi, il ridolto deiviaggiatori nella estate, il paese monlanodi cui serbasi piü longa e cara memoria.Le balze torreggianli granitichecheattor-neggiano il Monte Bianco , gli smisurati erilueenli ghiacciai elig si ricettano tra lelor coste e discendono lin nel grembo divalli verdi e felici, le immense grotte digliiaccio, cascate d’aequa d’incomparahilealtezza, le fontane, i iiumiimpetuosi,pianlealpine rarissime, gli’animali ignoti altrove,una perpetua vicenda di amenitä e di or-rori, insomma tutte le maraviglie delle alpiraccolte in breve spazio, giustilicano l’a-inore degli stranieri pel Fossigni e la suafama. Aggiungansi a tutto eiö le sperienzemetereologiche, le osservazioni geologi-che, le scoperte litologiclie, che i Deluc,i Desaussure, i Pictet , i Tremblev, i Ro-billant, i Dolomieu ed altri illustri fisicihanno fatto sui gioglii, per le pendici ein fondo alle valli di questa provincia.

Da Bonavilla a Chiusa la slrada correper una valle assai larga, percorsa dal-l’Arva . Due catene di monti fiancheggianola valle; quella a destra di chi ascendechiamasi del Riposatorio da una Certosache vi fondö in un’alta valle Aimone ba-rone di Fossigni, l’anno 4145, e che durölino al tramontare del secolo scorso. Lacatena a sinistra si digrada in collinellecoperte di vigne. Ivi sono le rovine diantichi castelli, ivi e il villaggio di Aisa,che uno scrittore fa derivare dal galliconome di Marte, ivi il villaggio di Mari -gni, presso il quäle il Giffre si versa nel-

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l’Arva, ivi linalniente il villaggio di Thy,ove non altramente che a Marigny si sca-varono inedaglie ed altre antienitä ro-mane.

Chiusa ( Cluses ), che s’eleva metri 49 tsopra il livello del mare, deriva il nomedalla sua giacitura in capo allo stretto chedivide il Fossigni inferiore dal superiore ;ha titolo di cittä, ma ha l’aspelto di unvillaggio tristo e sconsolato. I suoi abi-tanti che sommano a 1980 (fuochi 407),attendono generalmente all’arte dell’orio-lajo. L’orologeria a Cluses subiva un gran-de decadimento a cagione del continuoed esteso progresso della medesima in-dustria in tutta la Svizzera , e questo in-fortunio si faceva inaggiore nel 1844 perun incendio che obbligö gli abitanti adespatriare. Quell’ incendio fissü 1’ atten-zionc de’ governanli sulla piccola cittä diCluses , e venno allora accordata una som-ma per la fondazione di uno stabilimentodi orologeria in cui tutti gli ordigni fos-sero fabbricati coi mezzi econoinici ini-piegati altrove. Nacque pure e fu appro-vata l’idea dello stabilimento di una seuoiaspeciale, la quäle aprisse a quegli ar-tieri la via di perfezionarsi nell’arte lorosenza essere obbligati ad un cosloso ti-rocinio all’estero. La scuola venne istiluitae conla buon nuniero di allievi di varieparti della Savoja.

Le gole in cui entrasi uscendo da Chiusaannunziano giä che il viaggiatore prendea salire per orridc pendici. Il letto del-l’Arva e si strozzalo dai monti che lavia e tagliata nel pie della rupe. Dall’al-tra banda si schiera una lila di roccestranamente dirotte. 1 loro strati scon-volti ed i grandi massi riposanti alleloro radici pajono dimostrare che questimonti vennero dislocati da alcuna di quellestraordinarie coinmozioni che il nostroglobo ha sofferte. Alli faggi si slancianoin mezzo a petroni cadenli e spumoseacque shalzano dall’alto. La gola dilatasilinalmente e forma una valle ricca di cu-riositä naturali. Alprimo uscir dallo strettoscorgesi nell'alto a sinistra un gran per»tugio in mezzo alla rupe: e la bocca deilacaverna di Balma.

Qui incominciasi a scernere ciö che poiriscontrasi ad ogni passo nell’alto Fos-signi, cioe la interessata diligenza deglialpigiani intorno ai viaggiatori. Guide;liaccole, rimesse pei carri, rinfreschi, tuttoe pronto sulla strada. Ne mancano purei cannoncini giä in assetto e carichi, sea laluno pigli vaghezza di senlir l’eco ri-