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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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MO.N

corno delle Alpi chü rimbomba nei valloniripetuto dall’ eco.

Da Servos la strada girava prima sottole rovine del castel S. Michele, ora sidifila sulla riva opposta dell’Arva.

üna scoseesa salita, col fiume mug-ghiante nelle profonditä laterali, mettetinalmente nella valle di Sciamoni. Sidiscernono i ghiacciai che calano nel suogrembo e si discoprono le cime sovranedelle Alpi .

La valle di Sciamoni e lunga quattroleglie, larga disugualmente e rilevatacirca 600 tese sopra il livello del mare.Un fiume, dentro ineavato lelto, la fendeper lungo; torrenti e ruscelli ad ognipasso la bagnano; alberi coniferi e resi-niferi vcstono a grande altezza quellesublimi pendici; piccole selve, gruppid’alberi, prati e campicelli formano comeun gran parco all’inglese, in mezzo alquäle siedono graziosi villaggi e s’crgonochiese rusticali. Da questi prospetti ridentil’occhio passa a spaventevoli ghiacciaidcclinati da vette perpetuamenle nevose,i quali si prolungano nella vallca, mi-nacciando d’interciderne il passo. Cornpieil quadro una cascata romoreggiantc dalontano, cd un’immcnsa spelonca di ghiac-cio dalla quäle sgorga spumeggiando untorrente.

Fra i molti rivi e torrenti che scendonoin questa valle eiteremo il Nant Noir, oNant Charbot, il Diouza,il Nant d’Aven,il Bourgeat, il Tacconaz, i rivi d’ Ugine (presso Passy), il Jourlan, il Nalieu e laGriaz nel territorio des Houches.

Il borgo di Sciamoni ha oramai l’aspettodi una piccola ciltä pel molto spendereche vi fanno i forastieri. L’altezza diSciamoni sopra il livello del mare e di3174 piedi.

Il botanico vi trova piante ed erberarissime, ed il mineralogo non potrebbefare inigliore raccolta di oggetti ricercatifuori della valle di Sciamoni e de’suoighiacciai.

Le altissime balze che attorniano ilMonte Bianco prendon forma di cupole,di piramidi e di obelischi. In mezzo aquesta giogaja esso innalzasi, e dalle suevette si diramano diciasette ghiacciai,alcuni de’ quali dichinano per cinqueo sei miglia e giungono lino nel grembodelle valli.

Salire sopra la suprema altezza di que-sto monte fu creduta per grau tempo nonriuscibile impresa. Il doü. Paccard e Gia-como Balmat , ambedue di Sciamoni, ne

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vennero linalmenle a capo il di 8 agoslodel 1786. Superati infiniti ostacoli, essiarrivarono in sulla cima del Monte Bianco .

Il cclebre signor di Saussure s’innalzöl’anno seguente in compagnia d’ un servoe di diciotto guide, e fornito de’suoistromenti di iisica nonche di quanto ri-chiedea la prudenza, arrivö, dopo molteore di arduo e rischioso cammino, sopraun pianerotto alto 1993 tese, secondo ilsuo computo, sopra il livello del mare.Passata la notte sotto una tenda, il diseguente (3 agosto 1787), messosi in cam-mino all’.alba, giunse alla sommita delmonte prima di mezzogiorno, e si fcrmöquattr’ore, inteso a fare gli esperimentiche riferi e descrisse nel suo libro Fo-yaeje dans les Alpes.

Dopo il signor di Saussurc, varj altriviaggiatori ascesero alla cima del MonteBianco , superando infiniti pericoli, e varierelazioni di tali salite sono alle stampe.

Il capitano Markham Sherwil, cheascese nell’agosto del 1823, riferisce nellasua relazione che in tullo il tempo chesi fcrmö sopra la cima del monte senti-vasi estreinamente leggiero, e che pareagliquasi che le piante de’suoi piedi nonloccassero terra, e che Peffetto della ra-refazione dell’aria non gli riusciva piücosi molesto e penoso come nel salire.

Pochi arriscliiano di salire sul verticedel monte Bianco . Il comune dei viag-giatori suolc star contento a visitare ilghiacciajo dei Bossoni, il Monlanvert, ilMare di ghiaccio e la grotta dell’Arverone.

Il ghiacciajo de’Bossoni cala dalla ne-vosa pianura dilatantesi sopra la schienadel monte Bianco , ed arriva quasi linoalla strada maestra. Per ben osservarloconviene perö salire piii alto, ed attre-varsarlo se il tempo lo concede.

Una foresta di pini gli sta al fianco;crescono erbe e fiori accanto alle smi-surate moli di ghiaccio; grossi massi,mucchi di pietre , ciottoli e ghiaja glifanno come sponda ed argine. L’acquadella cascata dei Pellegrini si riversain una gran conca di pietra, d’onde escebrillando e sprizzando.

Per arrivare al giogo del Montanvert,alto 1869 m. sopra il livello del Mediter-raneo (Saussure), si parte dal borgo diSciamoni, valicasi l’Arva , si sale per unaforesta di abeti e di larici, e si arrivaad una fontana detta des Caillet e diClaudina dalla novella di Florian, indiper sentieri ora piü ora meno ripidi siarriva ad esso giogo.