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riconosiccre da se stesso la veritä del pc-ricolo e delle difficoltä tanto vantate, di-ceva egli, d’una impresa si perigliosa.Si fece adunque accompagnare da treguide, a cui s’aggiunsero due altri indi-vidui, l’uno munito d’una scala e l’altrodi diverse provvigioni. Questi Ultimi ri-discesero lo stesso giorno a Sciamoni.
Superossi senza dilficoltä alcuna tuttoil pendio occidentale fino alla Pierre-a-l’Echelle; il viaggiatore rnoslravasi intre-pido e infaticabile. Prima di attraversareil ghiacciajo dei Bossoni, la carovanadopo essersi ristorata, in seguito alla di-chiarazione reiterata e formale del viag-giatore ch’ ei non passerebbe i Grandi-Muli j, ne vi pernotterebbe, vi deposele provvigioni che non credeva esserenecessarie e die potevano ritardare ilsuo cammino, specialmente il combusti-bile e gli utensili da cucina, alcune bot-tiglie di vino e del pane.
Dopo uu’ ascesa assai difficile, si passöil ghiacciajo dei Bossoni, la cui traver-sata dura tempo piii o meno lungo, se-condo il numero e la lungliezza dellefenditure che s’incontrano ad ogni trattoe presentano piii o meno pericolo. Do-vettero i viaggiatori servirsi della scalaben quattro volte per iscalare de’ muridi ghiaccio, senza contare i tratti supe-rati a salto e i lunghi giri fatti per ischi-vare le fenditure troppo grandi.
Dopo un cammino ascendente, lungo epenoso, giunse la comitiva al piede delleroccie che si levano in mezzo a quel-l’oceano di ghiacci avente piü leghe d’e-stensione; quelle specie di piramidi liannoquasi 100 metri d’altezza al disopra delghiacciajo e formano i cosi detti Grandi-Muli.
Alle tre del pomeriggio, i viaggiatoriraggiunsero questa stazione, dove si passala notte, quando hassi l’intenzione disuperare la cima del Monte-Bianco . Dopoun pasto frugale, e godutovi aleun tempodel vasto ed imponente spettacolo dellanatura, l’americano moströ desiderio dipassarvi la notte e di approfittare del beitempo per seguitarvi il domani la salitafino al punto culminante del Monbianco.Insufliciente era il numero delle guide,senza le necessarie provvigioni, senzacarbone, senza eoltrici per ripararsi dalfreddo durante la notte; ma non perciöl’ardito americano declinö dalla sua ri-soluzione, ordinando ad una delle guidedi discendere sola a Sciamoni per procu-rarsi le indispensabili provvisioni dabocca
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nonche gli islruinenti; cinque ore pome-ridiane allora erano giä suonate e la guidadovette fare di notte e tutta sola buonaparte della strada dai Grandi-Muli aSciamoni.
A mezzanotte, dopo aver allumato ungran fuoco al disopra della chiesa di Scia-moni, segnale convenuto, due guide ac-compagnate da un portatore e porlando• esse medesime diversi oggetti partironoda Sciamoni colla maggior possibile quan-titä di viveri per restituirsi alla stazionedei Grandi-Muli. A malgrado delle in-numerevoli dilficoltä attraverso gli acci-denti del terreno ed un oceano di ghiacci,quei tre uomini coraggiosi giunsero sanie salvi ai Grandi-Muti a sei ore e mezzodel mattino; meravigliosa peregrinazionee degna di memoria, come quella che diea vedere quanto sia P intrepidezza delleguide che sanno con prudenza affronlaretutti gli ostacoli.
Giunti alla stazione predetta trovaronoviaggiatori e guide mezzo intirizzite dalfreddo ; aveano passata la notte in mezzoa ghiacci, all’aperto, senza provvigioni esenza fuoco, ad una temperatura di 12°sotto il zero (Reaumur). Fino a mezzanotteaveano perö i riniasti poluto teuer accesoun focherello con alcuni pezzi di carbonee di ossi trovativi per caso e forse abban-donati da altri in qualche recente ascen-sione o tentativo alla cima del Monbian-co. La carovana dopo essersi riposata simise in cammino, non senza far osservareall’americano che il suo progetto di toccareil punto culminante del Monte-Bianco erad’ incerta effettuazione, stante la corsastraordinaria fatta teste dalle due ultimeguide, e soprattutto a motivo del pocotempo che restava per superare i ghiacciaie discendere in luogo sicuro nella mede-sima giornata, essendoche a malgrado ditutta la possibile diligenza sette ore eranogiä suonate; ondecche sarebbe stato me-glio fermarsi il resto della giornata epassare un’altra notte ai Grandi-Muli perrimettere l’ascensione all’alba del giornodopo.
Tutte le osservazioni furono inutili,neallro fecero che irritare l’americano; asette ore adunque del mattino del 2 set-tembre si abbandonarono i Grandi-Muli.Due guide andarono innanzi per esplo-rare il terreno ed aprir la strada, le al-tre tre persone accompagnavano il viag-giatore. La via ordinaria vedevasi inter-cettata da numerose fenditure che giäaveano fatto abortire l’ultima ascensione,