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delle sorgenti (lei Po. Dalla stessa parte,dopo varcato un breve eolle e fatta unapiccola discesa, scuopresi l’allro lago diCosta grande, d’acque stagnanti, tra brunerocce, le quali acque non hanno uscitaapparente; quando l’avessero cadrebberonella valletla per cui si va all’ alpe diRandoliera di Crissolo, scendendo da essolago pei cosi detti Balzi di Cesare, or-rendi ed erli dirupi.
« Un’altr’ora di cammino conduce adun piano dove trovasi il lago di Prato Fio-rito, e di la partendo si va in un’ora allacasuccia pastorale di Randoliera eda que-sta in due ore si discende a Crissolo.
« Movendo di nuovo dalla capanna del-1’Al petto c camminando per trc ore, siaper le ripide balze, sia per le cosi dettecassere, fra cui le iramediatamente sot-toposte ai monli sono mobili e sdruccio-levoli, si arriva sur una roccia a sinislradel Monviso, ai piedi del quäle stanno idivcrsi laghi.
« In poca distanza salendo di lä congrave fatica un orndo burrone molto erto,mal fermo e poco sicuro per lo continuosdrucciolamento delle pictre,dopo due ored’indicibili stenti e gravi pericoli si toccal’alto del colle, d’onde scorgonsi estesimonti della valle di Varaita e del Delfi-nalo: da quella parle scuopronsi anchetre laghi assai ampj, il piü alto de’ qualie sempre gelato, meno ne’ suoi contorni,gli altri due poi si uniscono in un puntoe pajono formarne uno solo. Tutti e tresboccano nella valle di Yaraita col mezzodel rivo dalla Balina-Martino, che si uni-sce al rivo di Vallanta due miglia al di-sopra di Castelponte. Da quel varco, pra-ticato soltanto da qualche cacciatore dicamosci, si puö salire sopra la terza delleacute pirainidi situate a lato del Monviso,alta melri 5112, ed alla sua destra, cioedalla parte di mezzogiorno. Da quell’ ec-celsa punta mirasi da un lato , il pianodel Monviso con quattro laghi ed a brcvedistanza da 700 a 800 metri torreggiareil gran picco coll’ossatura sua giallogno-la, oscura e screpolata.
« Ammessa l’impossibilita di poter sa-iire sulla soinmitä del Viso dalla partedella valle di Po, converrebbe tentare l’ac-oesso per mezzo dei seni che si apronosui banchi della valle di Varaita, ove itMonviso e quasi unito ad una catena dimonti assai piü elevati di quelli dellavalle di Po e che gli fanno eorona. Parepercio meno difficile potervisi accostare,vincendo molti gravissimi pericoli dipen-
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denli dalla natura delle incomode casse-re , stille quali eonviene scorrere. A talfine movendo dall’Alpetto si puo giungerein otto ore di cammino ai tre laghellisopra citati, salendo il mentovato burro-ne; non se ne impieghcrebbero che seiove si movesse da Castelponte per il val-lone di Vallanta, e quindiper quello delleForcioline.
Chiunque volesse intraprendere questoviaggio avverla di recar seco tende, i ne-cessarj strumenti e provvigioni. Riescitiai piedi del picco, uopo sarebbe praticartutte le indagini possibili per giungeresulla cima. Passata una zona di neve etoccando le falde del gran picco conver-rebbe arrampicarsi sulle molte balze esopra i suoi spaventosi dirupi, per con-seguire l’intento farsi strada per mezzodi serpeggiamcnti o zig-zag su piceolecornici non molto sporgenti ed aridis-sime ».
Il Monviso componesi di rocce primi-tive; contiene pero del calcare e ad unacerla elevazione inferiore alla piramidcisolata la serpenlina. Sul Piano del Re(cosi cliiainato pcrche credesi volgarmenleche vi accampassero i Francesi ai tcmpidi Francesco Primo) la roccia e for-mata di un serpentino scistoso racchiu-dente ferro ossidulato sparso a straterelli.Le rocce costituenti i monti circostantialla vetta principale del Monviso sonogeneralmente formatc da simili Serpen-tine che racchiudono quasi tutte diversiStrati di eufotide composta con diallaggiometalloide bigio.
Dal piano detto l’Amait di Viso o Pianodell’Amait, in venti nvinuti di malagevolesalila si arriva al buco aperto nella late-rale montagna a destra, il quäle dava ne-gli anni addietro l’accesso in Francia . Tro-vasi questa buca ai gradi 44° 42’ 40 dilatitudine e 4“ 44’ 53 all’oriente del me-ridiano di Parigi . Era questa una galle-ria giä scavata a scalpello nelle visceredel monte per 7ö metri circa, larga 5, equasi egualmente alta, pressoche sgombrad’umiditä, convessa nel mezzo,dolcementeinclinata alle due estremitä, che andavasalendo da levante a ponente piuttosto inlinea retta verso il Delfinato. Nel 1823venne otturatainteramente dalla parte delPiemonte , per la caduta di alcuni massi;dal lato di Francia fu parimenti chiusadai ghiacciai, che per la sua posizione aponente, non si fondono cosi facilmenle.
Questa galleria venne attribuita da al-cuni ad Annibale , da altri al grau Pom-