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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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pco e da altri ad un Dellino di Francia ;si pretese eziandio che servisse alle scor-rcrie dei Saraceni quando invasero le Alpi .E senza dubbio, dice il prelodato signorEandi, che venne aperta circa l'anno 1480sotto la dominazione dcl marcbese di Sa-luzzo Lodovico IL merce gli ajuti rice-vuti dal re di Francia per mezzo dellaCamera dei Conti di Grenoble ed in forzadei traltati stipulati nel 1478 con Renatore di Provenza. Vantossi infatti quel mar-chese di aver aperto questa buca ferro,igne atque aliis variis hvjenüsj ma ilprof. Viilars in una sna Memoria inviatanel 1809 all’Istituto di Francia, dopo averdetto che il millesimo 1480 (la cui primacifra cra allora affatto illeggibile) trovasiinfatto incisa sulla rocca, quasi a fior diterra, al disopra delle sorgenti dei Po, etentato a supporre che il predetto mar-chese non l'acesse altro che ripararc eripristinare l’apertura, assegnandole per-ciö un’ epoca assai piii riinota, proprioquella dei Saraceni, che dopo i Romanicredesi attendessero allo scavo delle mi-niere delle alte Alpi , abituati com’eranoa lavori di gallerie. Checche ne sia del-l’epoca precisa della sua apertura, lo scopodi tale'galleria si era di rendere piii si-curo il trasporto dei sale, delle drappe-rie, dei inetalli, ecc. dalla Francia in Pie-monte , e dell’olio di noce, dei vino, deiriso, della canapa e d’ altri prodotti deiSaluzzese in Francia ; trasporto per altronon praticabile da beslie da soina che percinque o sei inesi dell’anno. Fu questopassaggio riaperto negli anni 1620, 1676,1798 e 1812 a spese delle comunitä. Ilprefetto dei dipartiinento, secondo il pre-cilato Viilars, avrebbe fatli eseguire glistessi lavori nel 1803, nonche ottenutidal ministro dcll’ interno i fondi neces-sarj per ristabilire una casa di rifugioal disopra della galleria. Ora che tanti,se non troppi, sono i passaggi comodie praticabili con carri e cavalli si dal-l’uno che dall’altro Stato, di poco o nes-sun utile riuscirebbe lo aprirlo nuova-mente. Allora si ridonava alla galleriala sua priiniera destinazione per assicu-rare il transito in Francia con passo piübreve e certamente men pericoloso diquello delle Traversette, il quäle ne distaappena venti minuti verso il Monviso. Equesto varco una difficilissinia vetta (aigradi 44° 42’ 33” di latitudine e 4" 44’30” di longitudine all’ Oriente dei meri-diano di Parigi ) che non si passa senzagrave pericolo e ribrezzo per la sua ri-

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streltezza e per i precipizj proiibmdi ehevi stanno a fianco e per la rapidita dellasalita eguale quasi al 40 per 100. Di colascendendo in Francia e nella valle diQueiras si trovano a poca distanza le sor-genti dei Guil.

Il punto culminante dei colle delle Tra-versette e a metri 2995; la buca dei Mon-viso a 2600 metri d’ altezza, secondo leosservazioni barometriche dcl R. Corpodi Stato maggiore generale Piemontese.

La posizione di questo monte indussea dare il nome di Monviso a varie suealture adjacenti, tanto dal lato di Fran-cia quanto da quello dei Piemonte , comesono il Monviso di Ristolas nella valle diQueiras in Francia e il Monviso di Val-lanta nella valle di Ponte Chianale, e adaltri luoghi piii bassi.

Plinio ci apprende che al Monviso cranoi limiti dei Liguri Vagicnni, lii ove dice:Padns egremio Fesuli montis celerissinmsin cacumen Jlpium elati, finibus Fagien-norum , visendo fonte profluens, condens-que suo cuniculo, ctc.

Il Monviso , dice il Balbo in un suolavoro inedito, e monte veramente pie-monlese, e ognuno il conosce cöme siconosce il Campanile della propria terra.Benclie di forme cosi distintc, di Fran-cia non si distingue meglio degli altri.D’ Italia incominci a vederlo appuntoquando tu varchi i limitari dei Piemonte .Da’Liguri non puö scorgersi se non sa-lendo sulle vette >>.

MONZA . Torrente nella provincia diMondovi che scende dal monte Mindino,bagna e divide in due parti il territoriodi Viola, non che quelli di Lisio, Sca-gnello e Mombasiglio, e piü sotto pressoa Lesegno si scarica nel Corsaglia. Lesue acque sono assai scarse, massime intempi di siccitä. La lunghezza dei suo.corso puö stimarsi di 19,000 metri.

MORANO. Comune nel mand. di Bal-zola,da cui dista un’orae trequarti. (Pro-vincia di Casale).

Popolazione 2199.

Giace sulla via provinciale che meltc aTrino, sulla riva manca dei Po, a maestroda Casale. Ha annesse tre frazioni. L’abi-tato di Morano guarda mezzodi.

Il suolo, bagnato dalla roggia Morano,abbonda di grani, riso e canapa ed hasufliciente bestiame.

Appartenne ai marchesi di Monferrato;fu distrutt o dai Vercellesi nel 1182, e dopola sua rifabbricazione inanomesso dai Vi-sconti nel 1362. Nelle guerrc tra il mar-

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