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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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I prodolli principali del suolo sono icereali e la foglia di gelsi: v’allignanbene i noei, le quercie e gli ontani.

Molle delle preziose anticaglie rinvenutenell’agro di Morozzo veggonsi allogatenella universitä di Torino. Vi si trovö,ollre parecchie iscrizioni rornane, qualcheiscrizione in caratteri elruschi, ed alcuneviperc quali in inarnio bianco quali inoro finisshno che possono indicare il sog-giorno fattovi dai Longobardi , adoranli,secondo che afferma il Muralori, quell’a-nimale.

Pare che l’abitato di Morozzo ne’suoiprimi lempi si protendesse verso boreasino al cantone che or dicesi dei Carle-veri, ove si disotterrarono vetuslc monete.Erano pure compresi nel comune di Mo-rozzo i canloni del Pasquero, il cenobiodi S. Anselmo presso lo Slura, i Tetli diPesio e S. Lorenzo di Riforano. Gli spet-tavano eziandio la parrocchia dei Trucchi,le contrade della Margarita, di S. Biagioe la Crava, e al di lä del Pesio, Roccade-baldi. In Riforano Soprano, dislante duemiglia da Morozzo, evvi un prato che adalquanla profonditä e tutlo lastricato:osservansi pure fondainenta di abilazioniin varj altri luoghi. Nella frazione poidetla del Troglio appariscono sotlerravesligi d’uua via lastricala che da alcunierudili e credula 1’ anlica via Giulia Au-gusla. Ivi pure si rinvennero traccie delvelusto aequedollo di Pollenzo , che erastalo dai Romani dedotto dal Gesso aPedona.

Da Morozzo o da’suoi signori dipende-vano Castelletto-Stura , Brusaporcello ,Forlice, la Chiusa, Mirabello , Villasco ,Villanuova, Roccaforte, Gragnasco, le dueFrabose, parte di Yasco e di Breo, e metädella ßaslia del Tanaro , nonche i niontidi Pesio, di Ellero e della Chiappa. Eradetta Morozenga un’ antica strada che daVico conduceva a Morozzo; ne rimangonoluttavia considerevoli tronchi.

Morozzo dopo il inille spellava allachiesa d’Asti . Nel secolo XII ampie eranole possessioni de’ suoi signori, che tene-vano eziandio l’alpe di Frabosa insinoalla Yionzena; ingranditasi poi Mondovi,andö Morozzo a poco a poco perdendo disua importanza.

Quesla terra fu mandata in flamme dalinarch. Tommaso di Saluzzo nel 12,30; oc-cupata in parte alcuni anni dopo da un av-venturiero nomato Bressano che ne di-stnisse il oastello,assediata c presa nel 1313da Touimaso di Marsano, niaresciallo del

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regno di Sicilia, cedula nel 1347 dai suoisignori al comune di Mondovi, devastalanel 1365 dalla Compagnia Bianca, nel1403 dai condottieri del marchese diMonferrato abbandonata al sacco delletruppe, e nel 1636 taglieggiata e crudel-mente nianomessa da una grossa bandadi protestanti, detta dei Marsini. I signoridi Morozzo riacquistarono i loro dirittisopra questa terra quando Mondovi caddein potere della Casa di Savoja, da cui nefurono rinvestiti circa la metä del se-colo XVII.

Fra i primitivi signori di Morozzo vo-gliono essere citati gli Ast.anova, i Botta,i Bradda, i Breola, i Brusaporcelli, i Ca-vaterra, i Cittarenghi, i Conterii, i Mari-scalchi, gli Obertazzi, i Porzia, i Pulizzelli,i Rutiini, i Testa, e quelli che si deno-minarono unicamente da Morozzo.

MOllRA. Mandamento nella provinciad’Alba .

Popolazione 6597.

Gase 1210.

Famiglie 1407.

Queslo mandamento conlina da tramon-tana a ponente col Tanaro , a mezzodi collealture di Monforte , ed a levante con partedi questo mandamento e coi rivi-lorrenliTalloira e Castiglione che scorrono a tra-montana nel Tanaro .

Componesi de’qualtro comuni seguenti,posti sur una inedesima via comunale cheli congiunge, cioe:

Morra.

Barolo.

Novello e

Verduno.

Morra s Capoluogo del mandamento ,dista due ore e tre quarti da Alba , ca-poluogo della provincia.

Popolazione 3384.

Sta sopra alto colle, alla destra del Ta-naro, a mezzodi d’Alba . Servono di con-line a questo comune il fiume suddetto,il torrcnte Talloira e il rivo Castiglione.Componesi di Morra capoluogo e de’quar-tieri detti Santa Maria di Plaustra, Rival-ta, Annunziata e Berri.

Celebri fra i prodotti del suolo sono isuoi vini, specialmenle il nebbiolo; scar-seggiano perö i cereali. Si rinvengoriocalcesolfata granellare, calce solfata seiende,spicchio di noce fossile ossia impietrito epudinga a nuclei silicei e calcarei.

La chiesa parroccliiale ha profusione dimarmi; dicesi aunnirabile la sua archi-