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sandria al lago Maggiore . TocclierebbeChivasso, Cigliano, Borgo d’ Alice, San-thiä, S. Germano e Vercelli , estendenclosiper 9ö cbilometri circa. Le piü ragguar-devoli opere d’ arte reputate necessariesono 5 ponti, parte in ferro e parte inmuratura, pel valico dei fiumi Slura, Se-sia e Dora Baltea e dei torrenti Malonecd Orco. Una stazione sarebbe eretla aTorino; a Novara servirebbe in comunela stazione dello Stato; se ne farebberodelle intermedie nei principali centri dipopolazione. Ristretta la strada ad unsol lineario di rotaje, la spesa non ecce-derebbe li 16 milioni di lire. Imitate levarie provincie a concorrere all’ operaper iscemare la qnota che si addosserebbelo Stato, risposero con vistoso acquistod’azioni, e prima la divisione di Novara per un milione di lire. Favorevolissimesono le condizioni dclla strada la quälecongiunge ciltä e boi'gate cospicue, tra-versa una delle piü ubertose pianure delloStato, riccve l’influenza delle vicine val-late, e ne facilita le importazioni, procu-rando pronte ed economiche comunica-zioni tanto verso la eapitale come versoGenova, Svizzera e Lombardia .
Novara iner te il tGlegrafo elettrico co-inunica giä cor Torinc» per la linea d’Ales-sandria, ramificazione ehe giä si estendefino all’estremo confine lombardo .
I lerreni dei Novarese sono sassosi invicinanza dei colli, dei fiume Ticino , deiSesia e dell’Agogna, e sabbiosi nclla partepiu liassa verso la Lomellina .
A lianco dei fiumi e dei torrenti e spe-cialmente nella \alle irrigata dal Ticino abbondano le foreste di roveri eedui. Incollina le boscaglie sono per due terzi dicastagneti e per un terzo di roveri. Si con-vertono in carbone i faggetti della rivierad’ Orta, per uso principalmente della cittadi Novara . Anche sulle terre coltivate ariso, incontransi alcune poche boscaglie.Ne’ siti bassi crescono cespugli di quer-cie , ontani, salici e pioppi; in alcunitratti le brughiere potrebbero convertirsiin boschi.
L’irrigazione dei terreni si fa principal-mente coll’estrazione delle acque dal Se-sia , dall’ Agogna, dal Terdoppio, dalleroggie Mora, Busca e Birago, merce dimolte derivazioni di tratto in tratto pra-ticate. II metodo d’irrigazione e assai per-fezionato in questa provincia.
Viene coltivato a prato il terreno giäda tre o quattro anni coltivato a riso. Ge-neralnien'te il suolo coltivato a cereali si
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seinina un anno a segale, un anno a me-liga ed un anno a frumento; credesi cheil coltivato a lino non sia suscettivo dellastessa coltura die dopo cinque anni.
Le differenfi possessioni non si soglio-no cingere con siepi o muri, seppure sieccettuino le vigne; i tenimenti coltivatia riso non si cingono mai.
Le sementi vi si moltiplicano per ap-prossimazione come segue: il riso dal 10in 12, il frumento dal 7 in 8, la segala,la meliga cd i legumi dal 20 al 50.
Ciö che produce la maggiore doviziaal paese si e il riso. Cotesta coltivazioneha luogo in vasti campi sempre inondatid’ acqua corrente, cioe dal tempo dellaseminatura in marzo sino a quello deiraccolto in settembre. Il vino di questaprovincia e pure un oggetto importantedi esportazione.
La quantitä approssimativa dei bestia-me che trovavasi in questa provincia eranel 1858, poiche ci mancano piü recentidati ufliciali, di capi 54,972, divisi nel se-guente modo: vacche e tori da frutto16,900, cavalli 2530, somari 1900, rnuli800, capre 670, pecore 6057 e majali9085.
Questa regione serve di emporio ad unattivo commercio che ella fa sempre piürivivere colla soprabbondanza dei cerealie specialmcnte dei riso che manda ai piülontani paesi. Vi fiorisce eziandio 1’ in-dustria manifatturiera.
Il grado massimo dei calore estivo nonoltrepasso mai in Novara il 26 1 ’ R., anzitoccato appena questo grado la tempera-tura si abbassö di molto e il tempo can-giö innnediatamente in pioggia. Ordina-riamente il caldo estivo liene una mediadi 19°, e nel decorso di un decennio nonsi e dato mai caldo minore di 17° terminemedio. Il freddo massimo invernale noneccedette mai, in tredici anni di osserva-zione, il 9° sotto lo zero, anzi non di radoil freddo si mantiene nel cuor dei vernoai tre gradi sotto il gelo e rare voltetocca il 5°. L’ altezza media dei barome-tro nel corso d’ un decennio fu trovatadi pollici 27 1/2, la massima di pollici28. 7 e la minima 26. 9.
I venti aquilonari non sono quelli chepiü dominano nel Novarese , ma si, du-rante la estate, gli australi, detti plombei,perche rendono fiacchi, neghittosi e pe-santi. Malefico e 1’ influsso dei venti au-strali e sciroccali, che si fanno sentiresino alle falde delle Alpi e squaglianorepentinamente le nevi accolte nelle valli