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nellc allrc parti dello Stato la massimaparte nell’istruzione pubblica e privata,e per conseguente gode de’ relativi pro-fitti, ascende ad un’annaa rendita di lire685,827 provenienti dal patrimonio pro-prio che fu parlato d’incamerare. A questasonima perö devonsi aggiungere le ren-dite iscritte al debito pubblico, e moltealt-re annualitä corrisposte dal regio era-rio, che, senz’esagerazione, fanno salire lacifra suddetta a lire 900,000.
NOVARA ( Mandamesto di). Componesidei einque comuni seguenii:
Novara.
Casalino.
Granozzo e
S. Pietro-Mosezzo.
Popolazione del mandamento abitanti29,935.
Case 1749.
Famiglie 5942.
JYov am, Ca pol uogo di divisione, di pro-vincia e di mandamento, dista 18 ore emezzo dalla capitale.
Popolazione 21,178.
Ha due collegj clettorali, uno intra mu-ros, comprendente abitanti 10,485, deiquali sono elettori inscrilti 497; l’altroextramuros composto di sei eomuni,aventi una popolazione complessiva d’a-bitanti 34,192, dei quali sono elettori in-scritti 395.
La forza della guardia cittadina in que-sta cittä e di uomini 1847, cioe 1126 inservizio ordinario c 421 nella riserva: iltotale dei fucili ora ritenut i somma a 800.
La cittä di Novara giaee ai gradi 48"26’ 86” di latitudine settentrionale ed alli6“ 17’ 2” di longitudine orientale del primomeridiano di Parigi , ed a metri 159 so-pra il livello del niare. E posta sopraun’eminenza fra i due lorrcnti Agogna eTerdoppio. Pochi anni or sono presentavaun aspetlo grave da lontano per un certonumero di campanili e torri, e da vicinoassai tetro. Circondata da bastioni alti,avanzi delle fortificazioni spagnuole, nonaperta se non per quattro porte hasse edi grossa arehitettura, pareva una for-tezza. Ora, atterrati i bastioni e le porte,la cittä s’e di molto abbellita e miglio-rata. Cosi le strade, ch’erano anguste etortuose, furono alquantoampliate, e tuttepoi ebbero il selciato a foggia di quelledi Milano , parecchi anni avanti che l’a-vesse la metropoli, Torino .stati sinni
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La cittä lia dialetto, eostumi e ricehezzalombarda , e solo in questi Ultimi anni leeonseguenze della guerra diminuirono ivincoli con Milano e li accrebbero oonTorino . Gli effetti della laulezza lom-barda si sentono nella pulizia pubblica,e in una eerta eleganza negli edifizj pub-lilici c privati, e nelle istituzioni di be-neficenza, assai piü nuuierosi ed impor-tanli che non coinporterebbe lo spazio ela popolazione.
Gli edifizj antichi di Novara sonoprin-cipabnente le cliiese. 11 duomo, che ga-reggia d’antichilä con Sant’Ambrogio diMilano , lia tutti i caratteri d’un teinpiodel cvislianesimo privnitivo: arehitetturamista di roniano e gotico, chiostra por-ticata davanti, con varj monumenli se-polcrali raccolti da ehiese soppresse eivi collocati. V’ ha nella stessa chio-stra il battistero di forma otlagona ter-minantc in cupola rotonda, monumentoroinano che credesi eretto pel sepolcrodi Omhrcna Polla figliuola di Aulo, pa-trizio del paese probabilmente, nel mezzodel quäle v’ha un’urna di marmo biancodie oggi serve di vasca battesimalc, col-l’iscrizione a Oinbrena, di cui era pro-priamente il cenotaflio. Nelle nicchie delbattistero v’hanno i falti principali dellapassione, a lavoro di plastica e dipinturadi Gandol. Prinelti novarese , molto valentespecialmente nel primo genere. Alcunidei dipinti sono del Morazzonc. Aceantoalle porte minari del duomo stesso vierano due scalette, una delle quali sus-sist e tultora, clie davano accesso al por-tieo superiore detto il matroneo, dove ledonne, separate, assistevano agli ullici di-vini. Cosi v’hanno due torri laterali cheprecedono Finvenzione delle campane,che fu nel IX secolo. L’interno scompar-timento e a croce latina, con due navate,una principale e due minori; nel pavi-rnento si scorgono avanzi di un lino mo-saico. Otto cappelle furono aggiunte dopol’XI secolo. ln quelle si animirano buoniquadri e freschi del Crespi detto il Ce-rano, di Bernardino Luvino, di Paris Bor-done, del Gilardini. La cupola, ch’e la-voro del secolo XVII, fu dipinta dal Mon-talto, discepolo del Morazzone. Nella sa-crestia si conserva un quadro di Gau-denzio Ferrari, lo sposalizio di S. Cate-rina,con la Vergine eil Bambino, S. Gau-denzio, S. Agabito e S. Giuseppe, e unaCena di Cesarc da Sesto, scolaro del Vin-ci, ambedue tenuti in somrao pregio da-gli artisti.
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