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quentate in estate da 195 alunni, in in-verno da 425: mcdia 310; le fcmminiliin estate da 615, in inverno da 731: me-dia 731. II totale generale degli alunnidei duc sessi che frequentano le scuoleelementari pubbliche e private e in estatedi 4103, in inverno di 692t.
Ora che abbiamo conosciuto il nuinerodclle scuole, dei maestri e degli alunni,passiamo a vedere il profitto che ritrassela popolazione dall’istruzione elementare,e in questa bisogna ci soccorreranno irecenti dati utliziali. (Censimento dellapopolazione s per l'anno 1848, fascicolo II,Torino , 1853.)
Popolazione della provincia distribuilasecondo l’islruzioiie nel leggere e nclloscrivere:
Sanno leggere e scrivere, masclii sottoai 20 anni 9373, sopra ai 20 anni 15,089;feminine sotto ai 20 anni 2238, sopra ai20 anni 3402 ;
Sanno soltanto leggere inaschi sotto i
20 anni 3153, sopra i 20 anni 1041; fem-inine sotto i 20 anni 2723 , sopra i 20anni 3257.
Non sanno ne leggere ne scrivere, ma-sclii sotto ai 20 anni 21,660, sopra ai 20anni 27,975; feminine sotto ai 20 anni27,715, sopra ai 20 anni 36,316.
L’istrnzione secondaria conta sette isti-tuti, cioe un collegio colla filosofia perogni 148,112 abitanti, un collegio collarettorica ed uinanilä per ogni 74,056 abi-tanti, un collegio colla grammatica perogni 37,028 abitanti, ed una scuola in-feriore per ogni 21,159 abitanti. Vengonotutti mantenuti dei comuiii, fuorche unoche e sussidiato dallo Stato.
Diocesi. — Sono assegnate 89 parroc-cliie alla diocesi di Saluzzo , le quali di-vidonsi in 13 vieariati foranei, nove deiquali con 38 com uni sono coinprcsi nellaprovincia, oltre ad una parrocchia inquella di Pinerolo , e di allri quattro con
21 comuni in quella di Cuneo . V’lia un’unica abazia detta di S. Maria di Cara-magna. Fra le parrocchie della provinciase ne conta no 62 di libcra collazione eduna di nomina pontificia; le altre 17 sonodi patronalo dei re, di corpi morali o diprivati.
I henefizj e le cappellanie laicali, noncontati quelli dei canonici della cattedralee delle tre collegiale, sominano ad 80. Ilnuinero totale delle persone spetlanti alclero regolare ascendc a 130; nel 1835il clero secolare novcrava 465 l’ra canonici,parroci, vice-curati ed allri sacerdoti; il
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nuinero dei cliierici era di 159; ma d’al-lora in poi il loro numero si e notevol-menle accresciuto.
Un giornale, solito a propugnare gl’in-teressi clericali, quando si parlö d’inca-merare il patrimonio proprio dei cleropubblicö una statistica delle rendite ec-clesiastiche dalla quäle, se conscenziosa,risulterebbe che nella provincia di Sa-luzzo ha il clero un’annua rendita dilire 324,505. 10, provenienti dal suddettopatrimonio proprio; ben inteso che nonsi comprendono in questa sonnna le spesedi culto ordinarie e straordinarie pagatcdai comuni, le annualitä corrisposle dal-l’erario e le rendite inscrilte al debitopubblicö.
Lo spirito di parte, diceva qucl giorna-le, che toglic il ben deirintelletto, si com-piace a magnilicare questa ricchezza condelle ipotesi affatlo irragionevoli.
PuBBLICA BEVEFICENZA. - Gl’ inStituti pii
di questa provincia sono in considerabiLenumero e convenientemente dotati.
In ogni coniune e erelta una congre-gazione particolare di caritä, la cui am-ministrazione e aflidata ad un numero dimeinbri nati ed elettivi proporzionati allapopolazione.
Nelle cittä di Saluzzo , Savigliano cRacconigi, e neTuoghi di Cavallermag-giorc, Cosligliole, Revello e Scarnaligila congregazionc di caritä e unita allospedale degl’infermi csistenti in ognunodi quei luoglii.
In Saluzzo ed in Savigliano, dove han-novi altre opere pie, sono le diverse am-ministrazioni separate.
In Cavallermaggiore poi, nonclie inRacconigi e Scarnaligi le congregazionidi caritä amministrano egualmente le ren-dite dei monti di pietä, di opere per doti,e per altre pie instituzioni, ma di ognunatengono conti particolari.
Gli spedali sono: in Saluzzo il regiospedale di Sant’Antonio abate fondato daimarchesi di Saluzzo nel 1378; in Caval-lermaggiore lo spedale detto di Caritä odegli lnfermi fondato nel 1785; in Costi-gliole lo spedale deglTnfcrmi fondato nel1821; in Racconigi lo spedale Spada, fon-dato nel 1712 da Giovanni Angelo Spadadei signori di Cavallerleone, al quäle sta-biliinento nel 1739 fu unito lo spedaledella confraternita di Santa Croce; inRevello lo spedale deglTnfermi cretto nel1816; in Savigliano lo spedale maggiorcdeglTnfermi sotto il lilolo di Maria San-tissima dcll’Annunziala, csistenle da tempi