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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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bricato il ponte del Diavolo. La primitivacostruzione di queslo ponte b atlribuita aGeroldo, abate di Einsidlen, nel Hl 8. Atrenta tese circa dal ponte nn’ enormeroccia detta Teufelsberg ossia Monte delDiavolo, chiude ad un tratto la strada enon lascia fra la strada e la montagnaopposta che un'orribilespaccatnra,in fondoalla quäle ribollisconole acqne della Reuss .Ne’ tempi antiehi un ponte sospeso concatene di ferro trasportava il viaggiatoreal di lä di questo abisso; ed i liolti dischiuma da cui era continuamente coperlolo avevano fatto chiamare il Ponte Pol-veroso; ma sul principio del secolo pas-sato gli Svizzeri scavarono una galleriasotterranca nel vivo sasso, la quäle ha 200piedi di lunghezza sopra dodici di lar-ghezza e di altezza e indipendentemenledalla sua estremitä riceve la luce pernn’aperlura laterale pralicata al disopradel precipizio. L’architelto che presiedettenel 1707 a questo lavoro chiamavasi P. Mo-retlini, nato nella Valmaggia. Questo pas-saggio e chiamato Urerloch o Buco diUri, perche eseguito a spese del comunedi Uri.

Il S. Gottardo e attraversato ogni annoda 15,000 a 20,000 mercalanti, indipen-dentemente dai viaggiatori atlirativi dallaeuriositä.

Piü di 400 abitanti della valle Levan-tina e di quella della Reuss sussistono coltrasporto delle merci e bagagli e colguidare i viaggiatori.

Si trova sulla cima del S. Gottardo unalbergo sostituito all’ospizio antico deieappuccini. Colassü nel 1414 BartolomeoCapra , arcivescovo di Milano, fondava unamagione perche servisse di ricovero e disoccorso ai padri che dall’ Ilalia concor-revano al Concilio ecumenico di Costanza;e quindi servi pure nel 1431 a quelli cherecaronsi al concilio di Basilea. Y’alloggiöanche il papa Martino Y, stato eletto nelprimo di quei due concilj. Nel principiodi sua istituzione fu abitato dai frati di-pendenti dai parrochi di Airolo ; in se-guito fu amministrato dai eappuccini, iquali sempre corsero sulle traccie degliospedalieri del Gran S. Bernardo. Gli ar-civescovi di Milano pagarono sino allafine del secolo XVIII cento scudi annuipel mantenimento dell’ospizio. Il frequentee molesto passaggio degli eserciti sul fi-nire di quel secolo costrinse quei frati adabbandonare 1’ ospizio. Durante sei mesidell’inverno dal 1799 al 1800 vi stanzia-rono alcune centinaja di soldati, i quali,

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mancando di combustibili, si servirono deilegnami ond’ era sostenuto l’edilizio, ilquäle poscia ruinü; ma alcuni anni fa ilgoverno del cantone Ticino destinö 50,000lire per ristaurarlo.

Presentemente la ehiesa di S. Gottardo e lo spedale si amministrano dall’Ospila-licre di Airolo , il quäle vi ricovera i po-veri viandanti. Per le persone rieche evviil comodo albergo di cui s’ e accennalosuperiormente.

U ospizio trovasi a 1065 lese sopra illivello del mare.

La temperalura del colle del S. Gottardo6 molto aspra e rigorosa.

L’ inverno vi dura nove mesi e le nevivi si accumulano ad un’altezza prodigiosa.

I viaggiatori che traversano il S. Got-tardo durante la cattiva stagione devonoseguire scrupolosamente i consigli dellagente del paese. Se imperiose circostanzoli sforzano a continuare il loro camminoin un tempo pericoloso, la sola precau-zione ch’ essi possono prendere e di to-gliere a’ cavalli i loro campanelli e tuttociö che potrebbe far qualche romore, e diaffretlarsi a traversare i caltivipassi senzadire una parola e nel maggior silenzio;perche soventi volte basta anche un suonodebolissimo per determinare la cadutadelle masse di neve che stanno qua e läminacciosamente sospese.

Dal Picmonte si arriva alla colma delS. Gottardo per le valli ossolane di For-mazza e di Antigorio . Sperasi che verräeffettuato il progetto di un considerabiloprolungamento di strada rotabile verso aquella del Sempione,ch’e distante da Crodo sei miglia piemontesi. Tale strada conti-nuerebbe da quella del Sempione insinoalle frontiere della Svizzera per essereunita alla via del S. Gottardo.

La grande strada che attraversa il SanGottardo , considerata dalla parte dellaSvizzera , move dalla cittä d’Allorf e ri-monla la Reuss fino alla sua sorgente; inseguito dal punto piü elevalo del colle,seguendo il corso del Ticino che preci-pitasi verso 1’ Italia, mette capo a Bellin-zona : di lä puossi andare al lago Mag-giore od a quello di Lugano .

Gli abitanti di Urseren e d’Airolo , cheper ajutare il trasporto delle mercanziesono costanlemente occupati a montare oa discendere la montagna con traini tiratida buoi, hanno cura particolare di sgom-berare la strada, di modo che e ben raroch’ essa resti chiusa durante Otto giorni.

II nome attuale di questa montagna