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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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SAN

. I colli tlella sinistra soao quelli cliia-mali di Poriacca, di Ferro, di ßarbacana,di Portisciola ed uno che appellasi Alta:questi colli scendono tutti in val di Stu-ra, come quello di Mercurio che accennaa Sant’Anna, quello di Freinmamorta cheva ad Antregues, il colle di Finestra edil colle di Tenda che scorge alla valledi Limone .

S. STEFANO al MARE. Mandamentonella provincia di S. Reino.

Popolazione 7020.

Case 1384.

Famiglie 1691.

Quesio mandamento confina a tramon-tana e levante con quello di Porlo-Mau-rizio ( prov. d’ Oneglia ), a ponente conquello di Taggia ed a mezzodi ha il mare.

11 territorio mandamcnlale e compresofra il torrente S. Lorenzo e l’Argentina .

Al nord vi sorgte il monte Faudo, altornelri M59, che domina tutte le sottopo-ste valli; si diramano da esso le collinee i capi che volgono al mare.

Componesi questo mandamento di diecicomuni ed ha una superficie di chilome-tri quadrati 47. 22.

I comuni sono:

S. Stefano al mare.

Boscomare.

Castellaro.

Cipressa.

Costa Rajnera.

Lengueglietta.

Pompejana.

Riva.

S. Lorenzo e

Terzorio .

S. Stefano al mare, capoluogo del man-damento, dista due ore e mezzo da S. Re-mo, capoluogo della provincia.

Popolazione 893.

E posto lungo la spiaggia marina, ap-pie di due colline detle de’ Cavi e diS. Stevi, che ne circoscrivono il terri-torio.

Gli e annesso il luogo di Santa Cate-rina.

Vi scorrono due torrenti ivi detli Fos-sati.

II suolo produce frumento, orzo, le-gumi, patate, fieno, vino, olio e limoni.

V’lia ahhondanza di zucche, le qualigiungono a tale grossezza che pesanotalvolta dai 12 ai 18 ed anche ai 20rubbi.

Ordinariamente si tagliano in tantestrisce che si fanno disseccare al sole.

SAN 981

La rada di S. Stefano t riparata daiventi di levante merce della punta diSant’Erasmo a 100 metri di distanza dall)orgo.

Sovra la cima di un poggio, posto en-tro la terra di S. Stefano, sorgeva anti-cainente un forle stato incominciato nelsecolo X.

Questo villaggio era negli antichi tempifondato sopra il colle S. Stevi, da cuiprese il nome; nel secolo XIV gli abi-tanti ne discesero e vennero a porsi nelPiano della Foce ove oggidi trovasi P a-bitato.

Aveva titolo di villa regia e stava sottola protezione dei monaci liriensi che viavevano tre conventi.

Chiamasi luttora pozzo dei frati unacisterna che giace nella cosi detta Co-marca di Toneghi.

I monaci vendettero i loro diritti suquesla terra alla repubblica di Genova ;al che s’acconciarono volontieri gli abi-tanli, avendo promesso Genova di man-tenere in vigore il loro statuto munici-pale nelle materie civili e criminali.

La cliiesa parrocchiale , solto l’invoca-zione del proto-martire S. Stefano, fu fattainalzare da papa Adriano VI , che nientrenavigava con una flottiglia riparö a que-sta spiaggia nel 1821, in seguito ad unaburrasca.

S. STEFANO d’ AVETO. Mandamentonella provincia di Chiavari .

Popolazione 7161.

Case 1208.

Famiglie 1227.

Questo mandamento ha per limiti alevante il ducato di Parma , a mezzodil’alto giogo apennino che divide la valledell’ Aveto da quella del Taro co’ suoiinflucnli da un lato, mentre dall’altro unsuo contraffortp lo separa dalla provinciadi Genova e da quella di Bobbio , e chetiene l’acqua pendente fra la valle del-1’Aveto e quella della Trebbia .

II territorio mandamentale ha una su-perficie di chilometri quadrati 160. 05,ed e formato del solo comune di S. Ste-fano d’Aveto.

S. Stefano d’Aveto, dista dieci ore daChiavari , capoluogo della provincia.

Giace questo borgo in alpcstre situa-zione, alle falde dei monti Martincano cRosso, alla destra del fiume Aveto tribu-lario della Trebbia .

Il territorio e circondato da alti monti;vi domina il monte Penna che elevasi arnelri 1739 sopra il livello del mare, sui