956 SAN
l’antico borgo di Santfiiä. Torino , 1766,
per Fontana.
SANTINO. Com. nel maml. di Pallanza ,da cui dista un’ora e mezzo. (Prov. diPallanza .)
Popolazione 405.
E situato sulla destra del fiume Valle-grande o San Martino, nella valle In-trasca.
Le Campagne sono irrigate da due rog-gie dcrivale dal predetto fiume.
V’hanno alcuni prati detti i Gabbietti.
I fabbricali di questo borgo stanno inelevato ripiano cinto su tre lati da monti.
I suoi prodotli sono in poca quantiläcastagne, segale, patate, meliga, (ieno ecanapa; poco vi riescela colturadelle viti.
SAORGIO. Com. nel inand. di Tenda,da cui dista tre ore. (Prov. di Nizza .)
Popolazione 3057.
Siede sulla sinistra del Roja , a grecodi Nizza , tra formidabili strette, al piedi rupi che sorgono verticalmente..
Spettano a questo comune cinque fra-zioni.
II territorio e bagnato dal Roja , dalGuado e dal Bendola che vanno a mettercapo nel mare a Ventimiglia .
S’adergono in questo luogo i montichiamati Mont’Acuto, Giove, Auan, Raus,Aution e Mombeglie.
In una delle montagnc di Saorgio vihanno tre laglii, in uno dei quali, aventela circonferenza di un mezzo miglio(cliee il maggiore) le acque appariscono nerea motivo della sua profonditä.
Abbondano di pini e di lariei i silimontuosi; v’allignan bene anclie i bos-soli ed i fustetti ; questi Ultimi servonoad uso di tinloria.
I prodolti del suolo sono il grano, leuve, l'olio di olivo, i fichi, le noci, la ca-napa ed il fieno con cui si mantiene nu-meroso bestiame; v’lia copia di uccelli edi selvaggiume.
Nella montagna cliiamata Mouri tro-vasi scisto argilloso, talcoso, violaceo everde: vi sono pure cave di gesso e dipietra da calce.
Antichissimo era il santuario della Ma-donna del Poggio, che per lunghi annivenne custodito dai benedettini ai qualiera stalo aflidato sino dal 1092.
L’antica rocca ehe sorgeva al disopradegli attuali fabbricati, a metri 802 so-pra il livello del mare, non presenla or-mai che un mucchio di rovine, avendoladistrutta affalto i repubblicani francesi nel 1794,
SAO
Saorgio era l’antico capoluogo dellatribü dei Sagiontii.
Gli uni danno per etimologia al suonome le due voci Salve Jovis , perciocchei Romani avevano la pia ahitudine d’in-nalzare degli allari a Giove Statore suipunti culminanti dei paesi conquistatidalle loro armi. Allri vogliono frovarlain San Giorgio, nome del santo che lapopolazione, abbracciato il crislianesimo,scelse per suo patrono.
La prima opinione si fonda sulla vici-nanza del colle di Giou, denominazionederivata da Mons-jovis, e la seconda sul-l’esistenza nel sommo della völta dellaehiesa parrocchiale d’un’antica pitlura afresco rappresenlanle S. Giorgio rivestitodella sua armatura.Nella banderuola dellalancia vedesi la divisa seguente: Dat no-men et omne.
In un quadrato di marmo esistente aldisopra della parte laterale della parroc-eliia si legge un’iscrizione romana chefece supporre che Pedifizio fosse inalzatosui sito medesimo ove i Romani avevanofabbricato un tempio al dio Marte; mala lapide ciö non prova, perclie, esami-nandola altenlamente si scorge ch’essaapparleneva ad im’antica tomba e chedovette essere trasportala dalla sommitädel colle vicino, chiainato Mala-morte,nel quäle alcune sparse rovine indicanol’esistenza d'una forlezza romana che di-fendeva il passaggio delle gole di Saorgio.Un falto certo si e che nel medio evoesisteva su quest'altura un castello chia-malo Salines, confidalo alla guardia d’uncomandante, il quäle in ajuto alla guar-nigione vi teneva quattro grossi cani persorvegliare gli approcci in tempo di nolte.Quella bicocca era ancora in piedi quandola casa d’Angiö costrinse i vassalli delconte di Tenda a prestarle omaggio.
Si apprende da una carta del 1288 chegli abitanti di Saorgio gliene fecero Pab-bandono per vivere finalmente senza mo-lestia.
La loro convenzione fu segnata inSaurgio ante ecclesiam Sanctos Mariae incimiteriOj presenti Jacobus Caysins ammi-rales Domini comitis (sic).
Tali sommissioni forzate avevano pocadurata; i diritti sovrani dei Grimaldi La-scaris trionfavano tutle le volte che levicende della guerra erano loro favo-revoli.
Venti anni dopo il luogo di Saorgioera rientrato sotto la loro ubbidienza.
Raimondo de Requiston, siniscalco di