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sione francese che occuipö parcechio tcrreal duca di Savoja e la islessa cittä di Sa-vigliano. I Franccsi furono scacciati dagliJinperiali, ma poco stantc (1556) ritorna-rono, ne valse a snidarli da questa cittäl’assedio poslovi intormo dal Birago, anzimossero a spavento Le barbarie commessedagli armati di quest’ultimo ne’sobborghidella cittä.
Asprarnentc furono traüali da’Francesigli uomini di Savigliarao, assoggcttati adiucomporlabili gravezze e costretti a farcontribuire nelle gravi spese i luogbisoggetti al loro comunc; dal che nacqueim fiero dissidio tra Levaldigi e Saviglia-iio. 1 Lcvaldigiani corsero alle armi, scac-ciarono il presidio saviglianese, s’iinpa-dronirono del castello; ma lu loro forzadi capilolare c di pagare, perocche so-prawennero nuovc truppe da Savigliano.I Francesi non isgombrarono da Saviglia-no che nel 1574.
Sotto Carlo Emanuele Filibcrto la so-cietä popolarc che incoluine aveva tra-versatc tante peripezie pel corso di quat-tro secoli, dovelte eessare.
Nel 1588, inentre rumoreggiavano lcarmi nel niarchesato Saluzzese, il re En-rico III spedi un ambasciatore al ducaCarlo Einanuelc, il quäle designo pel luo-go del parlarnento la cittä di Savigliano,e ne risultö un armistizio.
Sul principio del secolo XVII Savi-gliano era fiorente per nuraerosa popola-zione, quando sopravvenne la pestilenzaa desolare terribilniente il paese. Quandopoi la peste prese ad inlierire nella ca-pitale, il duca di Savoja traslocä iu Sa-vigliano il senato di Piemonte , il chesominamente noeque a Savigliano, perchela pestilenza vi crcbbe d’intensitä a mo-livo dell’ accresciuta popolazione.
Nei sette anni del regno di VittorioEmanuele, che successea Carlo Einanue-le I, non accaddero avvenimenli diret-lamentc riguardanti Savigliano; ma benaltramente accadde durante la guerra perla reggenza nella minoritä di Carlo Ema-nuele II . I Francesi, coli’ assentimentodella tluchessa reggente, occupareno nel■1659 alcunc terrc del Piemonte , fra cuiSavigliano, e vi stettero fino al 1645;ma le ostiütä durarono in Piemonte fino al 1648, nel quäl anno Emanuele 11usci di minoritä. E)opo la baltaglia diStafTarda, perduta dalle truppe ducali col-legate colle cesaree, Savigliano fu di nuovooccupata dai Francesi e taglieggiata coneaormi imposizioni. Rientrati i Tedeschi
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in Piemonte, i Galli si diparlirono da Sa-vigliano, ma per ritornarvi aleun tempodopo, cioe dopo vinta la giornata di Mar-saglia contro le truppe cesaree e subal-pine. Questa volta furono essi piü barbarie feroqi che ne’ tempi passati, dappoicheabbandonarono tutte le case al saccheggio,ne di ciö conlenti imposero un balzellodi centomila lire, facendosi per tal modoportare dai cittadini quel danaro che inquella loro grande ruberia non aveanosaputo involare. Nel 1695 la guarnigionefrancese abbandonö Savigliano.
Nel secolo XV1I1 la cittä di Savigliano,approfittando del benelizio della pace,diede escguimenlo a molte opere di uti-litä pubblica; verso la fine perö del se-colo medesimo sopportö gravi disastri,cioe quelli della carestia e del brigan-daggio.
Insignoritosi di poi del Piemonte la Re-pubblica Francese, anche Savigliano do-vette acconciarsi nel 1798 ai nuovi ordi-nainenti polilici, e nel 1799 venne coin-presa nel dipartiinento dello Stura. Fu inseguito presa e ripresa la cittä ora daiFrancesi ora dagli Alemanni. Finalmenteli 4 novembre 1799 s’ ingaggiö pressoMarene un fiero combattimento tra i Fran-cesi ed i Tedeschi. L’esito di questa bat-taglia, chiamala di Savigliano, essendostato propizio agli Alemanni , le truppefrancesi evacuarono la cittä nonche tuttoil territorio piemontese, e si ritrasseroin Francia .
Sul principio del XIX secolo il distrettosaviglianese presentava un triste aspetto,perche quantunque ne fossero partiti iGalli , vi erano restati a campogli Austro-Russi, era desolata dalla carestia e v’im-perversavano piü che mai feroci le iredei partiti. Dopo la vittoria di MarengoSavigliano ridivenne anch’essa repubbli-cana, fu compresa nuovamente nel dipar-timento dello Stura e fatta capo di cir-condario; fece poi parte dell’impero fran-cese fino all’ anno 1814.
Parecchi uomini insigni die alle scien-ze, alle leltere ed alle arti la cittä di Sa-vigliano, de’quali si puö leggere la se-ria alfabeticamenle disposta nel Dizio-nario del Casalis. Un’ accurata Storia diSavigliano venne dettata dal dottore CarloNovellis.
Nella seconda metä del secolo XVstabili in Savigliano la sua dimora iltipografo tedesco Giovanni Glim, e vistanapü l’opera di Boezio che ha per ti-tolo De philosophica comolatione. A lui
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